La BNS deve assumersi parte della responsabilità per la protezione del clima provvedendo alla stabilità del mercato finanziario
18.3921 · Mozione · 2018-09-27
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali affinché la Banca nazionale svizzera (BNS) per quanto riguarda la stabilità del sistema e gli investimenti persegua una politica coerente con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima.
Begründung
Il riorientamento dei flussi finanziari è uno dei punti centrali dell'Accordo di Parigi sul clima, finalizzato a mantenere l'aumento della temperatura media globale al di sotto di 2 gradi celsius. Tuttavia, la politica d'investimento della BNS contribuisce di fatto a un aumento della temperatura di 4-6 gradi celsius, in contrasto con gli obiettivi dell'Accordo. Oltre ad avere conseguenze ambientali, questa politica minaccia il sistema finanziario. Nel confronto internazionale la BNS amministra un patrimonio molto cospicuo e pertanto può e deve adeguare la sua strategia d'investimento e le sue direttive nel quadro del suo impegno contro il riscaldamento globale. Solo in questo modo potrà svolgere il suo compito che consiste nel contribuire alla stabilità del sistema finanziario. A tale scopo, la BNS deve elaborare fondamenti che consentano di gestire i rischi climatici, stress test climatici e analisi di scenario per il settore finanziario svizzero, nonché estendere le sue direttive sugli investimenti in modo da escludere gli investimenti in imprese che causano sistematicamente gravi danni all'ambiente.
La BNS non sarebbe la prima ad agire in tal modo. Gli esperti del G20 responsabili della stabilità finanziaria mettono in guardia sui rischi connessi al cambiamento climatico per il sistema finanziario globale. La Banca centrale europea nonché le banche centrali e le autorità di vigilanza di molti Paesi quali l'Inghilterra, la Francia, la Germania, i Paesi Bassi, la Svezia, la Cina, Singapore o il Messico hanno dichiarato di voler svolgere il proprio ruolo nell'ambito della protezione del clima e hanno pertanto iniziato a riorientare i propri flussi finanziari nella lotta contro il riscaldamento climatico. Anche il Gruppo della Banca mondiale intende ritirarsi dalle attività legate all'estrazione di petrolio e gas e dal 2019 non finanzierà più progetti in questo settore, salvo qualche eccezione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La gestione degli attivi della Banca nazionale svizzera (BNS) è subordinata alle finalità della politica monetaria. I suoi attivi (investimenti in valute estere, oro, ecc.) le consentono di disporre in qualsiasi momento del margine di manovra necessario per attuare la politica monetaria. Come prevede il suo mandato, la BNS non persegue obiettivi politici o strategici particolari, né obiettivi economici diversi dalla politica di stabilità. Inoltre, la BNS gestisce i propri investimenti in azioni in maniera neutrale. Ciò significa che la sua politica degli investimenti riflette i singoli mercati nella loro interezza. La BNS mantiene così il suo margine di manovra ed evita le distorsioni del mercato e la discriminazione di determinate imprese o settori. In questo contesto, la BNS non opera, in linea di massima, una selezione positiva o negativa di titoli o di settori, salvo due eccezioni. Da un lato, la BNS si astiene dall'investire in azioni di banche e istituzioni parabancarie internazionali a capitalizzazione medio-grande per evitare conflitti d'interesse. Dall'altro, nel 2013 ha deciso di non investire nelle azioni di imprese che producono armi vietate dalla comunità internazionale, che violano pesantemente i diritti umani fondamentali o causano sistematicamente gravi danni ambientali. Secondo il Consiglio federale i criteri d'eccezione fissati dalla BNS nella propria politica di investimento dimostrano che la BNS prende sul serio la propria responsabilità di investitore istituzionale.
Il mandato costituzionale assegnato alla BNS è quello di condurre una politica monetaria e valutaria nell'interesse generale del Paese. Questo mandato viene ulteriormente concretizzato a livello di legge: la legge del 3 ottobre 2003 sulla Banca nazionale (LBN) stabilisce che la BNS garantisce la stabilità dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione congiunturale (art. 5 LBN). Spetta alla politica adottare misure per attuare l'Accordo di Parigi sul clima, che mirano a stabilizzare l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi celsius rispetto al periodo preindustriale. La comunità internazionale di Stati si è posta l'obiettivo di orientare i flussi finanziari nel rispetto del clima. In Svizzera l'Accordo viene essenzialmente attuato tramite la revisione totale della legge sul CO2.
L'Accordo di Parigi non prevede alcun impegno da parte delle banche centrali. Tuttavia, dalla fine del 2017 diverse banche centrali e autorità di vigilanza si sono riunite in una rete chiamata "Network for Greening the Financial System" (NGFS). Attualmente la Svizzera non fa parte di questa rete, che mira a permettere lo scambio di esperienze su base volontaria e a contribuire allo sviluppo di una gestione dei rischi legata agli aspetti climatici nel settore finanziario. Oltre alle questioni centrali relative all'influsso del cambiamento climatico sul settore finanziario e sull'attività di vigilanza, uno dei tre gruppi di lavoro (WorkStream3) si occupa di questioni relative alla divulgazione e alla terminologia di "impianti verdi", dell'agevolazione del loro finanziamento e dell'osservazione della loro evoluzione sul mercato. Inoltre, il gruppo di lavoro si occupa in via accessoria delle possibili attività di investimento delle banche centrali. L'accento è posto sull'investimento di fondi propri ("own funds") e non delle riserve monetarie. Un primo resoconto dei tre gruppi di lavoro è atteso per aprile 2019. Il Consiglio federale è informato del fatto che la BNS scambia regolarmente informazioni con le altre banche centrali e che segue i lavori internazionali.
Alla luce di queste considerazioni il Consiglio federale non ritiene opportuno adeguare le basi legali della politica degli investimenti agli obiettivi di politica climatica dell'Accordo di Parigi.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.