18.3934 · Mozione · 2018-09-27
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a modificare come segue la legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (LOCCL, RS 221.215.311):
Articolo 1 LOCCL, capoverso 4 (nuovo)
Le disposizioni del contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale prevalgono su quelle del diritto cantonale.
Articolo 2, numero 4 LOCCL (modificato)
Il contratto collettivo non deve violare l'eguaglianza davanti alla legge né essere contrario alle disposizioni imperative del diritto federale. Nondimeno, le derogazioni stipulate in favore dei lavoratori sono valide, se non risulti diversamente dal diritto imperativo.
Begründung
Il partenariato sociale è un pilastro importante della cultura economica svizzera. I contratti collettivi nazionali di lavoro dichiarati di obbligatorietà generale dal Consiglio federale, in particolare, sono il garante del successo del modello svizzero. La controversa sentenza del Tribunale federale del 21 luglio 2017 concernente il salario minimo nel Cantone di Neuchâtel ha inutilmente indebolito il partenariato sociale e i contratti collettivi nazionali di lavoro.
Ne consegue pertanto che ora i contratti collettivi di lavoro stipulati dai partner sociali, pur essendo dichiarati di obbligatorietà generale dal Consiglio federale a livello nazionale, possono essere resi inefficaci da disposizioni cantonali.
Questo conflitto tra norme è fonte di incertezza. Non si può tra l'altro escludere che un Cantone applichi condizioni più sfavorevoli per i lavoratori di quelle stabilite in un contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale. Occorre inoltre considerare che, soprattutto per quanto riguarda i contratti collettivi di obbligatorietà generale, si tratta di un insieme equilibrato e delicato che non può essere alterato mettendone in discussione e soppiantando unilateralmente singole parti.
È quindi evidente che la situazione attuale può incrinare il partenariato sociale e indebolirlo a lungo termine, con il rischio che alcuni partner sociali non vogliano più stipulare contratti collettivi.
Occorre pertanto ristabilire la situazione facendo in modo che le disposizioni di un contratto collettivo di lavoro stipulato dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori e dichiarato di obbligatorietà generale dal Consiglio federale a livello nazionale prevalgano sulle disposizioni cantonali divergenti.
La suddetta proposta di modifica della LOCCL, di minima entità, permette di risolvere in maniera elegante il problema. Inoltre, non richiede una modifica dell'articolo 358 CO in quanto il conferimento del carattere obbligatorio generale ai contratti collettivi di lavoro e la LOCCL costituiscono una lex specialis rispetto al suddetto articolo.
Facendo in modo che il sistema stabilito nella LOCCL dal legislatore federale non possa più essere messo in discussione si contribuisce in particolare ad aumentare la certezza del diritto, sia per i datori di lavoro che per i lavoratori. Ciò è in linea con l'obiettivo di assicurare la pace del lavoro in Svizzera, di cui beneficiano in egual misura i datori di lavoro, i lavoratori e, in generale, la piazza economia svizzera.
Di fronte alle crescenti critiche nei confronti dei contratti collettivi di lavoro, è importante aumentare o perlomeno mantenere il livello d'accettazione di questo strumento efficace. La proposta di modifica della LOCCL è una misura adeguata per raggiungere tale scopo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui il partenariato sociale è un pilastro importante del successo del modello svizzero ed è rilevante sia nell'equilibrio diretto tra lavoratori e datori di lavoro che nel processo politico. I contratti collettivi nazionali di lavoro sono un elemento fondamentale del partenariato sociale e la loro importanza economica è riconosciuta dal Consiglio federale tramite il conferimento dell'obbligatorietà generale. Il Consiglio federale comprende quindi la richiesta formulata nella mozione.
Tuttavia, la forza della Svizzera è legata anche alla volontà di vivere la sua molteplicità nell'unità, come dimostra il federalismo stesso. I Cantoni hanno la facoltà di intervenire in ambito sociale purché ciò non sia limitato dalla Costituzione federale. Nel presente caso il Tribunale federale si è pronunciato sulla revisione del 28 maggio 2014 della legge sull'occupazione e sull'assicurazione contro la disoccupazione del Cantone di Neuchâtel, giungendo alla conclusione che l'introduzione di un salario minimo per tutti i lavoratori del Cantone è una misura di politica sociale.
Un salario minimo cantonale può pertanto essere considerato una misura di politica sociale e ammesso a tale titolo soltanto se il suo importo è destinato a coprire il fabbisogno vitale e non supera quanto è indispensabile per garantire condizioni di vita dignitose. Ai partner sociali rimane in genere un margine di manovra sufficiente per fissare i salari nel quadro dei contratti collettivi di lavoro. Pur riconoscendo che l'introduzione di un salario minimo cantonale potrebbe creare tensioni nel quadro dei vari contratti collettivi di lavoro, il Consiglio federale ritiene che questa semplice eventualità non sia attualmente sufficiente per giustificare un intervento, come richiesto dall'autore della mozione.
Se il Consiglio degli Stati dovesse tuttavia accogliere la presente mozione, il Consiglio federale invita il Consiglio nazionale a trasformarla in un mandato d'esame.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.