18.3939 · Mozione · 2018-09-27
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un disegno di legge per l'introduzione di una tassa sui biglietti nell'aviazione civile. La tassa sui biglietti aerei deve essere commisurata all'impatto sul clima, trasferendone i costi ai passeggeri. Le somme incassate devono essere destinate al finanziamento di misure volte a far fronte ai mutamenti climatici, a ridurre i gas serra e a prevenire danni al clima.
Begründung
Con l'Accordo di Parigi sul clima, la Svizzera si è impegnata a ridurre i gas serra per impedire l'ulteriore riscaldamento climatico. Nel contesto internazionale, la Svizzera non occupa attualmente una buona posizione in molti settori riguardanti la protezione del clima. Le emissioni di CO2 legate alla circolazione stradale sono ferme ai livelli del 1990 e le emissioni pro capite del traffico aereo continuano addirittura ad aumentare. Si deve intervenire rapidamente, poiché non vi è alcun segnale di svolta positiva a breve termine. L'importo della tassa dovrà dipendere dalla lunghezza della tratta aerea. Gli importi di tasse adeguate applicate da altri Paesi potrebbero eventualmente essere accreditati. La Costituzione federale (art. 74 cpv. 1) prevede che la Confederazione emani prescrizioni sulla protezione dell'uomo e dell'ambiente da effetti nocivi. I costi delle misure di prevenzione e rimozione sono a carico di chi li ha causati (cpv. 2). Nel settore del trasporto aereo, tuttavia, finora non è andata esattamente così. Non vi è alcuna tassa sui biglietti aerei che addebiti i costi legati alle emissioni di CO2 a coloro che li hanno causati (passeggeri). Il capoverso 3 prevede che l'esecuzione delle prescrizioni spetti ai Cantoni, per quanto la legge non la riservi alla Confederazione. Poiché non ha senso disciplinare una tassa sul traffico aereo a livello cantonale, il Consiglio federale è incaricato di mettere a punto una legge per l'attuazione della tassa summenzionata. Nell'ambito del finanziamento per il clima, la Svizzera ha anche degli obblighi internazionali. In occasione della Conferenza delle Parti del 2010 a Cancún, i Paesi sviluppati hanno dichiarato di voler investire 100 miliardi di dollari l'anno a partire dal 2020 per misure di protezione del clima nei Paesi in via di sviluppo, provenienti da fonti di finanziamento pubbliche, private e alternative. Nell'Accordo di Parigi sul clima tali impegni sono stati ulteriormente rafforzati. Con le somme ricavate da una tassa sui biglietti aerei, la Svizzera potrebbe far fronte ai suoi obblighi di finanziamento per il clima, perlomeno in parte.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Stando alle previsioni attualmente disponibili, le emissioni di gas serra del traffico aereo registreranno un forte aumento anche in futuro. Il Consiglio federale appoggia pertanto l'obiettivo globale confermato nell'autunno del 2016 dall'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (International Civil Aviation Organisation, ICAO). Esso mira, a partire dal 2020, a una crescita del traffico aereo civile internazionale neutrale dal punto di vista delle emissioni di CO2 e, a tal fine, intende introdurre tra l'altro una misura globale basata sul mercato per compensare le emissioni di CO2 che superano tale soglia. Le disposizioni necessarie per introdurre la misura stabilite dalla Convenzione di Chicago sono entrate in vigore il 22 ottobre 2018. La Svizzera ne ha già avviato l'attuazione. Il Consiglio federale intende inoltre, d'intesa con l'UE, assoggettare il traffico aereo al Sistema svizzero di scambio di quote di emissioni collegando l'SSQE al sistema dell'UE. Un accordo in tal senso, firmato nell'ottobre 2017, è attualmente sottoposto al Parlamento per approvazione. Analogamente a quanto accade nell'UE dato il regolamento in vigore, a partire dal 2020 i voli interni in Svizzera e tra lo Spazio economico europeo (SEE) e la Svizzera saranno inclusi nel sistema ad esso collegato. A partire dal 2020, la quantità dei diritti di emissione per i gestori di aeromobili dovrebbe diminuire ogni anno del 2,2 per cento. Questo calo potrebbe avere effetti in termini di CO2 notevolmente maggiori rispetto a una tassa per i biglietti. Come il Consiglio federale ha già spiegato esprimendo il suo parere in merito a interventi simili (postulato Seiler-Graf 17.3129, mozione Masshardt 13.3901 e postulato Lachenmeier-Thüring 10.4006), una tassa per i biglietti potrebbe anche avere conseguenze economiche ed ecologiche indesiderate. Ad esempio, nei Paesi Bassi e in Danimarca l'esperienza secondo la quale i flussi di traffico sono delocalizzati all'estero ha portato alla riduzione di progetti di questo genere, e in Austria al dimezzamento dell'ammontare della tassa. Non va dimenticato che la Confederazione potrebbe riscuotere una tassa per i biglietti a destinazione interamente vincolata soltanto fondandosi su una base esplicita nella Costituzione federale. Non potrebbe introdurre una tassa d'incentivazione sulla base della competenza specifica di cui all'articolo 74 capoverso 1 della Costituzione federale. La tassa dovrebbe indirizzare le azioni nella direzione auspicata, e il conseguente effetto dovrebbe essere dato in primo luogo dai costi supplementari, e non dall'utilizzo delle risorse. Inoltre, oltre la metà del ricavo dalla tassa d'incentivazione dovrebbe essere ridistribuita. Soltanto una minima parte degli introiti della tassa potrebbe essere parzialmente destinato agli obiettivi che rafforzano la direzione presa, e ciò sarebbe possibile soltanto utilizzandola per ridurre i gas serra. Se le entrate fossero utilizzate prevalentemente per misure volte all'adattamento ai cambiamenti climatici e all'impedimento di danni climatici, la tassa sarebbe da considerare un'imposta di scopo e di conseguenza necessiterebbe di una base esplicita all'interno della Costituzione federale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.