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18.3945 · Mozione · 2018-09-27

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare gli articoli 29 e seguenti dell'ordinanza del 30 novembre 2012 sul CO2 (RS 641.711) in modo tale da permettere d'ora in avanti lo scambio di emissioni di CO2 durante l'intero anno del conteggio. Con ciò si vuole, in particolare, creare incentivi per gli importatori affinché importino veicoli ecologici e rimangano così al di sotto degli obiettivi di emissioni di CO2 stabiliti, il che porterebbe a una riduzione del prezzo dei veicoli ecologici. Gli ambiziosi obiettivi di CO2 (ad es. anno di riferimento 2020: 95 g CO2/km) non vengono modificati.

Begründung

Se si considera che i veicoli soggetti alla tassa sul CO2 sono oltre 300 000, lo scambio di emissioni di CO2 è stato finora modesto. Di fatto le emissioni di CO2 non si possono scambiare in quanto lo scambio è possibile solo:

a. prima della prima immatricolazione e

b. unicamente per ogni singolo veicolo, con un conseguente onere burocratico rilevante.

Misure:

i. Permettere lo scambio di CO2 durante l'intero anno del conteggio.

Permettere lo scambio delle emissioni durante un intero anno civile incentiva gli importatori a importare veicoli ecologici per rimanere al di sotto degli obiettivi fissati dalla Confederazione. D'ora in avanti lo scambio di emissioni di CO2 deve quindi essere possibile durante l'intero anno del conteggio (e non solo prima della prima immatricolazione). Di questa novità potrebbero trarre vantaggio i grandi e i piccoli importatori nonché gli stessi cittadini che importano un veicolo. I grandi importatori potrebbero scambiarsi direttamente tra loro i valori di emissione di CO2, mentre i piccoli importatori e i cittadini farebbero ricorso alle borse delle emissioni di CO2. Gli importatori potrebbero utilizzare i proventi derivanti dallo scambio di CO2 per agevolare ulteriormente i veicoli con sistemi di trazione alternativi. Verrebbe così favorita la vendita di questo tipo di veicoli.

ii. Snellire la burocrazia per permettere lo scambio di emissioni.

Finora lo scambio di emissioni di CO2 ha comportato un notevole onere burocratico. Per trasferire, ad esempio, le emissioni di CO2 di 1000 veicoli che rimangono al di sotto dell'obiettivo di emissioni per 15 grammi, il venditore e l'acquirente devono firmare 1000 moduli prima che l'amministrazione proceda al passaggio attraverso 1000 singoli trasferimenti. D'ora in avanti si vuole fare in modo che per trasferire la stessa quantità di CO2 (15 000 g CO2) sia sufficiente un solo modulo e un solo trasferimento, ossia una minima parte dell'onere attuale. Questo snellimento della burocrazia permetterà di risparmiare tempo e denaro e renderà lo scambio delle emissioni più efficiente.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Scopo delle prescrizioni sulle emissioni di CO2 è ridurre le emissioni di CO2 delle automobili, degli autofurgoni e dei trattori a sella leggeri di nuova produzione. Prima di introdurre le prescrizioni suIle emissioni di CO2, il Consiglio federale aveva già preso in esame un sistema di scambio delle emissioni di CO2, che però scartò a favore dell'attuale regolamentazione. Già oggi le attuali prescrizioni sulle emissioni di CO2 mettono a disposizione degli importatori un sistema molto flessibile: questi ultimi possono, ad esempio, compensare i veicoli a elevate emissioni con quelli a emissioni più basse grazie al conteggio dell'intero parco veicoli oppure costituire raggruppamenti di emissioni con altri importatori. La compensazione reciproca consente agli importatori di evitare sanzioni e quindi anche di gestire parchi veicoli di grandi dimensioni.

La possibilità di far conteggiare proprie automobili nel parco veicoli nuovo di un altro importatore (cosiddetta cessione) è stata aggiunta nell'intento di permettere anche per i piccoli importatori e per gli importatori privati un calcolo delle sanzioni basato su valori medi del parco veicoli (attraverso le cosiddette borse di CO2). Per ragioni di parità di trattamento e di flessibilità, nonché per motivi di praticità, anche i grandi importatori devono pertanto poter ricorrere alla cessione dei propri veicoli. Una cessione del veicolo dopo la prima messa in circolazione, tuttavia, costituirebbe un'ulteriore disparità rispetto ai piccoli importatori, perché solo i grandi importatori potrebbero godere di un'ottimizzazione a posteriori delle sanzioni. Inoltre, una simile misura comprometterebbe l'attuale attuazione delle prescrizioni, che non si basa sul tale scambio.

La possibilità di scambiare i certificati di emissione di CO2 durante tutto l'anno aprirebbe la strada a ulteriori ottimizzazioni delle sanzioni, con il rischio che le emissioni medie del parco auto svizzero aumentino e si faciliti l'importazione di veicoli a elevate emissioni.

È intenzione del Consiglio federale snellire via via l'attuazione delle prescrizioni. Già oggi, infatti, i grandi importatori possono cedere veicoli ad altri grandi importatori o a borse di CO2 semplicemente presentando liste con più veicoli contemporanemente. Questa misura riduce notevolmente l'onere burocratico legato alle cessioni di veicoli. Gli Uffici federali competenti, inoltre, verificano continuamente come semplificare ulteriormente i processi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.