18.3966 · Postulato · 2018-09-27
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto in cui sia esaminata a fondo la possibilità di garantire che le radiazioni non ionizzanti (onde radio ecc.) emesse da apparecchi elettronici a contatto con il corpo siano dichiarate in modo facilmente riconoscibile, con la collaborazione dei fabbricanti.
Begründung
Nella sua risposta alla mia interpellanza 18.3622, il Consiglio federale aveva fatto presente che nel 2011 le onde radio erano state inserite nel registro internazionale delle sostanze cancerogene dell'OMS (IARC). Le radiazioni elettromagnetiche sono classificate come "potenzialmente cancerogene". Se non sussistesse alcun rischio, questo tipo di radiazioni non sarebbe stato inserito nel registro. Nel frattempo, il gruppo di ricercatori che aveva contribuito in misura determinante ai lavori ha chiesto di classificarle nella categoria di rischio più elevata, ossia come "cancerogene".
L'Agenzia europea dell'ambiente ha pubblicato rapporti dettagliati intitolati "Late lessons from early warnings" (Lezioni tardive da avvertimenti precoci), in cui mette in guardia dai rischi a lungo termine (tumori al cervello) delle onde radio. La Svizzera è membro di questa agenzia. I valori limite internazionali (valori SAR) non proteggono in modo inequivocabile da questi rischi.
Il numero di apparecchi che emettono radiazioni, portati a contatto diretto o ravvicinato con il corpo, aumenterà notevolmente nei prossimi anni e con esso anche l'esposizione individuale di lunga durata e quella ambientale nelle immediate vicinanze dei dispositivi. L'apposizione di un'indicazione, per quanto possibile riconoscibile, che gli apparecchi emanano radiazioni non ionizzanti in un primo tempo potrebbe essere sufficiente. Per questa caratterizzazione esiste già un contrassegno normato a livello internazionale (ISO 7010-W005).
Nella sua risposta alla mia interpellanza succitata, il Consiglio federale aveva affermato che "vedrebbe tuttavia di buon occhio se, come a suo tempo per i telefoni mobili, l'industria dichiarasse su base volontaria la quantità di radiazioni elettromagnetiche emesse (valore SAR) dagli apparecchi portati a contatto con il corpo. Una dichiarazione di questo genere consentirebbe ai consumatori di acquistare prodotti a bassa emissione di radiazioni". Il Consiglio federale è in larga misura corresponsabile dell'immissione in commercio di apparecchi che emettono radiazioni e della fissazione dei valori limite. Pertanto gli spetta anche l'incombenza di informare la popolazione e di fornirle le necessarie spiegazioni, e non può rimanere inattivo confidando unicamente nella buona volontà dei fabbricanti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Nella sua risposta all'interpellanza Semadeni 18.3622, "Apparecchi che emettono radiazioni elettromagnetiche a contatto con testa e corpo", il Consiglio federale aveva già affermato che vedrebbe di buon occhio una dichiarazione su base volontaria da parte dell'industria della quantità di radiazioni elettromagnetiche emesse dagli apparecchi portati a contatto con il corpo. Tuttavia l'obbligo di informazione incombe principalmente a chi fabbrica o immette in commercio questi apparecchi. Una dichiarazione di questo genere comporterebbe verosimilmente un onere supplementare modesto per l'industria, tenuta comunque a comprovare la conformità dei suoi prodotti ai requisiti normativi o ai valori limite per l'emissione di radiazioni (nel caso dei prodotti portati a contatto con il corpo si tratta del tasso di assorbimento specifico SAR).
Una dichiarazione obbligatoria dell'emissione di radiazioni non è però opportuna poiché, come ammette anche la stessa autrice del postulato, la dichiarazione del SAR massimo dice poco sugli effetti sulla salute. Il limite del SAR riduce infatti gli effetti a breve termine causati direttamente dalle radiazioni (effetto termico), ma non quelli a lungo termine. L'insufficienza di prove di eventuali rischi a lungo termine ha indotto l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) a classificare la radiazione dei telefoni cellulari come "probabilmente cancerogena per l'uomo". Non essendovi nuove acquisizioni in materia, al momento non è previsto alcun adeguamento di questa classificazione della IARC.
Il Consiglio federale non ritiene opportuna una semplice dichiarazione delle radiazioni con una targhetta di avvertenza ISO 7010-W005. Le attuali conoscenze sugli effetti a lungo termine sulla salute sono troppo limitate per giustificare un'avvertenza. La targhetta di avvertenza ISO non apporta peraltro alcun valore aggiunto agli utenti, dato che non è graduata in funzione della quantità delle radiazioni emesse.
Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla questione dei possibili effetti sulla salute di questi prodotti. Per rispondere alle incertezze, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) pubblica diverse schede informative volte a informare la popolazione sui rischi delle radiazioni non ionizzanti e anche sui loro eventuali effetti a lungo termine.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.