Lexipedia

18.3987 · Mozione · 2018-09-27

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Con la seguente mozione si chiede al Consiglio federale l'abolizione della Commissione federale contro il razzismo.

Begründung

La stessa istituzione di una Commissione federale contro il razzismo è un atto di propaganda politica: mira a far credere che in Svizzera esista un reale problema di razzismo. Un problema di un'estensione tale da rendere necessaria la creazione di una Commissione federale specifica per combatterlo. Si tratta di una manipolazione della realtà. E infatti evidente che un paese dove il 25 per cento della popolazione è straniera e la metà ha un "passato migratorio" non può essere un paese razzista. E poi evidente che un paese razzista non può essere esposto ai flussi migratori a cui è esposta la Svizzera. Vi si verificherebbe semmai il fenomeno inverso.

Per contro, la Commissione è colpevolmente latitante, come emerge anche dal rapporto d'attività del 2017, su un tema che dovrebbe invece occuparla, e molto. Ossia il razzismo d'importazione: quello portato in Svizzera da immigrati da "altre culture" che sono razzisti, antisemiti, cristianofobi, eccetera.

Evidentemente il razzismo viene strumentalizzato dalla Commissione - e dalle forze politiche che vi stanno dietro - per sdoganare una politica dell'immigrazione incontrollata e per stigmatizzare moralmente chi invece sostiene posizioni diverse. Quindi la Commissione federale contro il razzismo fomenta la discriminazione di chi non si accoda al pensiero unico pro frontiere spalancate.

Inoltre, il Consiglio nazionale ha appena approvato a larga maggioranza un'iniziativa parlamentare che estende il raggio d'applicazione dell'articolo 261 bis del Codice penale svizzero alle discriminazioni legate al genere e all'orientamento sessuale. L'esistenza di una Commissione federale attiva solo sul tema della discriminazione razziale è dunque superata dagli eventi e dalla volontà politica della maggioranza di considerare anche discriminazioni di altro tipo.

L'abolizione della Commissione federale contro il razzismo permetterebbe di risparmiare circa 200 mila franchi all'anno, che potrebbero essere impiegati nel combattere l'immigrazione clandestina.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale concorda con l'autore della mozione che, visto che un quarto della popolazione residente è straniera e un terzo ha un retroterra migratorio, la politica d'integrazione svizzera è fondamentalmente riuscita. Non è una cosa ovvia, perché per mantenere la coesione sociale è necessario che tutti gli attori sociali, a tutti i livelli statali, facciano regolarmente la loro parte. Con le sue numerose minoranze (linguistiche, regionali, culturali, religiose ecc.), la Svizzera vanta una lunga esperienza nel rinegoziare continuamente le basi della convivenza sociale.

La popolazione svizzera è perfettamente consapevole di questa sfida: il 56 per cento ritiene l'integrazione dei migranti da buona a molto buona, ma un terzo si sente disturbato da persone percepite come "diverse". Il 66 per cento considera il razzismo un problema sociale importante e il 30 per cento si aspetta dallo Stato misure supplementari (UST, indagine sulla convivenza in Svizzera, 2016).

L'articolo 8 della Costituzione federale vieta ogni forma di discriminazione e l'articolo 35 obbliga tutti coloro che svolgono funzioni statali a contribuire ad attuare i diritti fondamentali. Lo Stato è pertanto obbligato ad affrontare in modo proattivo, mediante strumenti adeguati, potenziali conflitti derivanti dal razzismo o dalla xenofobia. La Commissione federale contro il razzismo è uno di questi strumenti. Combatte qualsiasi forma di discriminazione razziale diretta o indiretta, presta particolare attenzione a misure di prevenzione efficaci e promuove una migliore comprensione tra persone diverse per razza, colore della pelle, origine, appartenenza nazionale o etnica, o religione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.