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18.4119 · Mozione · 2018-11-29

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

In attuazione dell'articolo 25 capoverso 4 dell'ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn), per evitarne la riproduzione incontrollata, il Consiglio federale è incaricato di introdurre l'obbligo di castrare i gatti in semilibertà, a complemento delle disposizioni sulla protezione degli animali.

Begründung

In Svizzera la popolazione felina conta oltre 1,6 milioni di gatti. Secondo le stime, dai 100 000 ai 300 000 non hanno un padrone e vivono randagi e inselvatichiti. La loro riproduzione è incontrollata e crea rapidamente grandi popolazioni in spazi ristretti, con inevitabili problemi igienici e conseguente diffusione di malattie. Molti gatti muoiono tra grandi sofferenze perché non ricevono cure veterinarie o non trovano abbastanza cibo. Molti cuccioli indesiderati sono "scaricati" a pensioni per animali o semplicemente abbandonati. In Svizzera, ogni anno sono uccisi circa 100 000 gatti, perlopiù senza alcun riguardo per le loro sofferenze (a bastonate, affogandoli, soffocandoli, a colpi d'arma da fuoco). Inoltre, conformemente alla legge sulla caccia (art. 5 cpv. 3 lett. a), i gatti domestici inselvatichiti possono essere cacciati tutto l'anno (cfr. mozione Barthassat 11.3664).

Una delle cause principali è che i gatti non castrati che i padroni lasciano uscire all'aperto si accoppiano regolarmente con gatti randagi generando continuamente nuova prole, a dispetto di quanto dispone l'OPAn, che prevede espressamente che i detentori di animali debbano adottare "i provvedimenti del caso per evitare che gli animali si riproducano in modo incontrollato" (art. 25 cpv. 4). La popolazione di gatti, tuttavia, non è adeguatamente controllata, in quanto "i provvedimenti del caso" non sono precisati né è verificata l'efficacia della loro attuazione.

L'obbligo di castrazione per i gatti in semilibertà - cioè per i gatti domestici con la possibilità di uscire all'aperto al di fuori degli spazi inaccessibili ai gatti estranei (appartamenti, balconi e giardini recintati), i cui contatti sociali e sessuali non sono controllabili - affronta il problema alla radice prevenendo future sofferenze. È un provvedimento adeguato per evitare un ulteriore aumento della popolazione di gatti randagi, ridurre le sofferenze dei felini e regolare a lungo termine l'effettivo di gatti. Inoltre, poiché saranno i detentori a sostenere i costi della castrazione, lo Stato non dovrà coprire alcuna spesa supplementare.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Conformemente al diritto in vigore, i detentori di animali devono adottare tutti i provvedimenti del caso per evitare che gli animali si riproducano in modo incontrollato. Allo scopo possono ricorrere alla sterilizzazione o alla castrazione, che sono metodi affidabili. Una gestazione non desiderata può all'occorrenza essere interrotta con un trattamento veterinario.

L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) sensibilizza l'opinione pubblica e informa i detentori di animali sul tema. Sul proprio sito Internet, l'USAV fornisce informazioni dettagliate sulle misure per impedire la riproduzione incontrollata dei gatti e ragguagli sulla detenzione di gatti non castrati e le sue conseguenze (www.usav.admin.ch>Animali>Detenzione di animali da compagnia e animali selvatici>Gatti>Domande e risposte sulla castrazione di gatti in semilibertà e sui microchip).

Insieme a varie organizzazioni, l'USAV sostiene inoltre la campagna "Luna & Filou", lanciata nell'ottobre 2018 e finalizzata a rendere attenti tutti i detentori di gatti ai vantaggi della castrazione e dell'applicazione permanente di un microchip (www.usav.admin.ch>Animali>>Detenzione di animali da compagnia e animali selvatici>Gatti>lunafilou).

Secondo le stime attuali, già oggi gran parte dei detentori sterilizza o castra il proprio gatto. In determinati casi, le autorità esecutive cantonali hanno la possibilità di ordinare la castrazione degli animali quando i loro detentori non sono in grado di tenerne sotto controllo la riproduzione. Un obbligo a livello federale di castrare tutti i gatti domestici sarebbe sproporzionato e non migliorerebbe necessariamente la situazione dei gatti randagi, visto che tali animali non hanno, per l'appunto, un proprietario.

Se lo Stato si dovesse occupare della castrazione dei gatti randagi, questo comporterebbe oneri importanti per i Cantoni competenti e per i Comuni. Vista la ripartizione dei compiti in seno allo Stato federale, il Consiglio federale ritiene che spetti ai Cantoni decidere se intendono condurre campagne di castrazione. Già oggi alcuni Cantoni e Comuni promuovono programmi mirati di castrazione dei gatti randagi, talvolta in collaborazione con organizzazioni per la protezione degli animali. Simili iniziative vengono di norma attuate a seguito di lamentele di residenti locali, ad esempio per l'eccessiva presenza di gatti in un quartiere.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.