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18.4124 · Mozione · 2018-11-29

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento le premesse normative per l'introduzione di una moratoria immediata riguardo all'ulteriore estensione della rete per lo scambio automatico di informazioni finché il Consiglio federale non abbia effettuato una valutazione indipendente delle ripercussioni dell'attuale rete per lo scambio automatico di informazioni e la consideri sicura.

Begründung

Fino ad ora il Parlamento ha approvato l'introduzione dello scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con 81 Stati partner (stato al 1° settembre 2018), tra cui Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Brasile, Messico, Colombia e Russia. Lo standard per lo scambio automatico di informazioni stabilisce il modo in cui le autorità fiscali dei Paesi partecipanti devono procedere ai fini dello scambio di informazioni relative a conti finanziari.

Le informazioni da trasmettere comprendono dati particolarmente sensibili e degni di protezione che si riferiscono alla sfera privata finanziaria. Tali interventi tangono quindi sensibilmente i diritti legati alla proprietà. L'impiego interno di dati provenienti dall'estero è, alla fine, di competenza dei singoli Paesi.

In considerazione dei problematici sviluppi internazionali attuali in molti Paesi, come ad esempio l'uccisione del giornalista Khashoggi, la limitazione della libertà di stampa e di espressione e l'erosione dei diritti politici, e considerando che sono stati già stati conclusi "partenariati" con Paesi assai dubbi sotto il profilo dello Stato di diritto, appare necessario procedere a una valutazione complessiva e indipendente dall'OCSE sulle ripercussioni della rete per lo scambio automatico di informazioni.

È molto preoccupante il fatto che nel frattempo oltre 43 altri Stati e territori (perlopiù Paesi emergenti e in via di sviluppo) che si dichiarano favorevoli allo standard per lo scambio automatico di informazioni, ma che finora non hanno comunicato la tempistica in merito alla sua attuazione, dovrebbero diventare potenziali Stati partner. In passato il fatto che i relativi Accordi venissero conclusi soltanto con Stati equiparabili sotto il profilo dello Stato di diritto e solo se sussisteva un interesse economico fondato era invece incontestato e veniva utilizzato come argomento a favore dello scambio automatico di informazioni.

La moratoria è necessaria per rendere possibile una valutazione fondata e significativa delle esperienze avute finora con gli 81 Stati partner.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il 7 dicembre 2018 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione concernente l'introduzione dello scambio automatico di informazioni con altri 18 Stati partner dal 2020/21. Il Governo aveva previamente sottoposto per parere il progetto di estensione della rete di Stati partner per lo scambio automatico di informazioni alle competenti commissioni parlamentari (Commissione della politica estera e Commissione dell'economia e dei tributi delle due Camere). Le commissioni avevano poi accolto la procedura proposta. Come per i decreti che introducono lo scambio automatico di informazioni con gli Stati partner attuali, anche per il suddetto progetto di estensione della rete di Stati partner si applicano senza limitazioni i requisiti dello standard globale per lo scambio automatico di informazioni e l'iter di approvazione vigente in Svizzera. Secondo l'articolo 39 della legge federale del 18 dicembre 2015 sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali (LSAI), il Parlamento potrà decidere a tempo debito in merito all'introduzione dello scambio automatico di informazioni con altri 18 Stati e territori.

Conformemente a quanto deciso nel 2017 in occasione dell'introduzione dello scambio automatico di informazioni con altri 41 Stati partner, il Parlamento sarà maggiormente coinvolto nei lavori relativi all'ulteriore estensione della rete di Stati partner per lo scambio automatico di informazioni. Oltre ad effettuare la consultazione summenzionata, nel quadro della definizione della strategia generale il Consiglio federale applicherà la procedura prevista dal decreto federale del 6 dicembre 2017 concernente il meccanismo di verifica che garantisce un'attuazione conforme allo standard dello scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con gli Stati partner dal 2018/19 (FF 2018 41). Secondo il suddetto decreto, prima di avviare il primo scambio di dati, il Consiglio federale deve verificare nuovamente, per tutti gli Stati partner con i quali sono stati conclusi gli accordi approvati dal Parlamento dal 2017, se tali Stati e territori soddisfano i requisiti dello standard globale (in particolare le basi giuridiche, il principio della specialità, la riservatezza, la sicurezza e la protezione dei dati). A tal fine il Consiglio federale redigerà un rapporto e lo sottoporrà per parere alle competenti commissioni parlamentari.

Il meccanismo di verifica sarà applicabile anche agli Stati menzionati nella mozione, ad eccezione del Bahrein e degli Emirati Arabi Uniti (e di altri Stati e territori per i quali non si applica la reciprocità). Poiché con questi Paesi non attua lo scambio automatico di informazioni su base reciproca, la Svizzera non fornirà loro informazioni relative a conti finanziari.

Per le ragioni esposte, in particolare a seguito dei meccanismi di verifica e di diligenza esistenti, il Consiglio federale ritiene che non sia necessario creare una situazione di stallo in materia di trasparenza fiscale, la quale non sarebbe accettata dalla comunità internazionale. La Svizzera rischierebbe di essere iscritta nelle liste degli Stati non cooperativi, in particolare quelle del G20, dell'OCSE e dell'UE. Ciò danneggerebbe la reputazione della Svizzera e della sua piazza economica sotto molti aspetti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.