18.4138 · Mozione · 2018-12-04
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Alla luce dell'omicidio di Jamal Khashoggi, della catastrofe umanitaria e della situazione sempre più precaria dei diritti umani in Yemen e in virtù dell'articolo 19 della legge sul materiale bellico, il Consiglio federale è invitato a revocare tutte le autorizzazioni all'esportazione di materiale bellico già concesse ai membri della coalizione militare guidata dall'Arabia saudita e a bloccare l'esportazione di pezzi di ricambio e munizioni. Inoltre, è invitato a non concedere nuove autorizzazioni all'esportazione di materiale bellico verso i Paesi membri di questa coalizione militare finché non cesseranno le violenze e non sarà garantita una pace duratura in Yemen.
Begründung
Stando alle informazioni dei servizi segreti americani, l'omicidio di Jamal Khashoggi è stato commissionato dalle alte sfere politiche dell'Arabia saudita. La Svizzera non può fare finta di niente, anche perché si tratta delle stesse persone responsabili della più grande catastrofe umanitaria dei nostri giorni, ovvero la guerra in Yemen.
Da alcuni anni il Consiglio federale ha adottato la prassi di concedere solo in casi particolari e circostanziati nuove autorizzazioni all'esportazione di materiale bellico verso l'Arabia saudita, gli Emirati Arabi Uniti e gli altri Stati che fanno parte della coalizione militare impegnata nella guerra in Yemen. Tuttavia, ha anche consentito in maniera piuttosto sistematica, in virtù di autorizzazioni già concesse, l'esportazione di munizioni e pezzi di ricambio. Il segnale politico che viene lanciato è inaccettabile poiché si tratta di Paesi che violano palesemente i criteri per la concessione di autorizzazioni all'esportazione stabiliti nell'articolo 5 dell'ordinanza sul materiale bellico.
L'articolo 19 della legge sul materiale bellico prevede la possibilità di revocare o sospendere un'autorizzazione all'esportazione se "circostanze eccezionali" lo esigono. A mio avviso se si guarda alla situazione attuale queste "circostanze eccezionali" ci sono tutte. È proprio ora che il Consiglio federale dovrebbe approfittare di questo strumento legislativo per revocare le autorizzazioni concesse in passato.
Inoltre, non dovrebbero essere concesse autorizzazioni ai Paesi coinvolti nel conflitto in Yemen finché la situazione non si sarà stabilizzata, non saranno cessati gli scontri e le violazioni sistematiche dei diritti umani e non sarà subentrata una pace duratura.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Così come l'autrice della mozione, anche il Consiglio federale è preoccupato per la crisi umanitaria in Yemen e per le violazioni dei diritti umani in Arabia saudita.
Rispetto a quella di altri Paesi, la prassi svizzera per la concessione di autorizzazioni all'esportazione di materiale bellico è restrittiva e dovrebbe permettere di evitare che tale materiale venga impiegato per acuire la crisi umanitaria e le violazioni dei diritti umani in Yemen. Già il 27 marzo 2015, ovvero un giorno dopo l'inizio dell'intervento militare saudita in Yemen, la SECO ha sospeso le domande di esportazione di materiale bellico verso gli Stati coinvolti nel conflitto. Circa un anno dopo, il 20 aprile 2016, il Consiglio federale ha esaminato le domande di esportazione pendenti e ha deciso, in base all'articolo 5 capoverso 1 lettera a dell'ordinanza sul materiale bellico (OMB; RS 514.511), di respingere le domande di esportazione di materiale potenzialmente idoneo o a rischio di essere utilizzato nel conflitto in Yemen. Sono invece state autorizzate le domande relative al materiale che non lasciava presupporre un eventuale impiego nel conflitto. Questo principio è valido ancora oggi. Di fatto sono stati esportati, in particolare verso l'Arabia saudita, soltanto pezzi di ricambio e munizioni per i sistemi di difesa antiaerea. Rispetto ad altri Paesi, per quanto riguarda l'esportazione di materiale bellico la Svizzera ha reagito tempestivamente ai fatti avvenuti in Yemen. A livello internazionale il segnale politico lanciato dal nostro Paese è stato accolto positivamente da più parti.
Indipendentemente dalla valutazione di nuove domande secondo l'articolo 5 OMB, le domande d'esportazione di pezzi di ricambio vengono approvate in base all'articolo 23 della legge sul materiale bellico (LMB; RS 514.51), a meno che nel frattempo non siano subentrati eventi straordinari tali da giustificare una revoca delle precedenti autorizzazioni. La facoltà di revocare le autorizzazioni in caso di circostanze eccezionali spetta al Consiglio federale (cfr. art. 19 LMB). La questione riguardante gli eventi straordinari deve essere valutata caso per caso, alla luce della prassi adottata finora e sulla scorta di considerazioni generali. Già in occasione del rilascio delle prime autorizzazioni si è tenuto conto dell'intervento militare in Yemen guidato dall'Arabia saudita. Poiché nel frattempo la situazione non è cambiata non sussistono circostanze eccezionali, nemmeno in seguito all'omicidio Khashoggi. Il Consiglio federale si è occupato del caso. Un blocco generale delle esportazioni verso gli Stati membri della coalizione militare sarebbe possibile soltanto ai sensi dell'articolo 1 della legge sugli embarghi (RS 946.231) con lo scopo di applicare sanzioni adottate dall'ONU, dall'OSCE o dai principali partner commerciali della Svizzera.
Ciononostante, il 31 ottobre 2018 il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha informato il Consiglio federale che, d'intesa con le aziende interessate, le autorizzazioni già rilasciate non sarebbero state operative e che le domande nuove e quelle pendenti non sarebbero state esaminate finché il DEFR non avesse proceduto a una nuova valutazione dei fatti. Il blocco riguarda anche le domande di pezzi di ricambio destinati a sistemi d'arma già consegnati. Alla luce di questi fatti non è necessario adottare alcuna misura.
Per quanto riguarda la situazione in Yemen, la Svizzera accoglie con favore l'accordo raggiunto grazie alla mediazione dell'ONU tra il governo yemenita e i ribelli Huthi e si augura che rappresenti un primo passo verso una soluzione complessiva del problema.
Il Consiglio federale continuerà a monitorare attentamente la situazione nella Penisola arabica.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.