18.4141 · Mozione · 2018-12-06
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di fare un passo indietro e prendere le distanze dal processo di approvazione del Patto globale dell'ONU sui rifugiati.
Begründung
L'UDC si impegna affinché la tradizione di asilo svizzera e il diritto di asilo previsto dal nostro Paese siano presi sul serio. Elemento centrale di questa tradizione è la distinzione tra rifugiati veri, che subiscono personalmente una forma di persecuzione, a cui l'asilo può dunque essere concesso, profughi a causa di conflitti bellici, che godono di una protezione temporanea, nel migliore dei casi nelle vicinanze dei loro Paesi d'origine, e migranti illegali che devono essere respinti. Il Patto globale dell'ONU sui rifugiati confonde queste categorie, in particolare cancellando la differenza tra persone che hanno diritto all'asilo e profughi di guerra.
Il Patto dell'ONU estende il concetto di rifugiato anche alla situazione di persone in fuga per fattori sociali o ambientali, in contraddizione con la nostra legislazione sull'asilo. Di conseguenza questo Patto porterà a un aumento delle richieste di asilo in Svizzera e deve essere rifiutato.
Il Patto contiene inoltre richieste concrete, inaccettabili dal punto di vista della Svizzera, tra cui la ricerca di nuove vie per l'ammissione di rifugiati in Paesi terzi e per nuovi programmi di reinsediamento nonché misure di integrazione più ampie.
È ovvio che la Svizzera, con il suo elevato tenore di vita, non rappresenterebbe solo una destinazione privilegiata per i profughi nel quadro di simili programmi, ma sarebbe sempre di più messa sotto pressione dalla comunità internazionale affinché partecipi in maniera proporzionale alle sue capacità economiche al raggiungimento degli obiettivi del Patto. I meccanismi di reporting e di monitoraggio previsti hanno anche come obiettivo l'aumento della pressione politica. La Svizzera, in quanto Stato sovrano, non dovrebbe esporsi a questa pressione internazionale all'attuazione del Patto globale dell'ONU sui rifugiati. Il Consiglio federale è pertanto incaricato di fare un passo indietro e prendere le distanze dalle ulteriori fasi del processo di approvazione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Durante la seduta del 7 dicembre 2018 il Consiglio federale ha deciso di sostenere il Patto globale sui rifugiati. La risoluzione sul lavoro dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, nel cui allegato figurava il Patto, è stata approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nella seduta del 17 dicembre 2018 con 181 voti favorevoli, 2 contrari (USA, Ungheria) e 3 astensioni. Conformemente all'articolo 10 dello Statuto delle Nazioni Unite (SR 0.120), la risoluzione approvata rappresenta una raccomandazione all'attenzione degli Stati membri.
Il Patto sottolinea il principio della sovranità di tutti gli Stati ed è quindi parte del quadro giuridico creato con la Convenzione di Ginevra del 1951 sullo statuto dei rifugiati (RS 0.142.30) e il suo Protocollo aggiuntivo del 1967 (RS 0.142.301). La definizione del termine "rifugiato" presente nel diritto internazionale pubblico e nel diritto svizzero non viene modificata nel Patto e poiché quest'ultimo non è giuridicamente vincolante, una ratifica non è necessaria.
Lo scopo del Patto consiste in una ripartizione più equa degli oneri e dei compiti in materia di accoglienza dei profughi, tra le altre cose tramite il loro reinsediamento. Il Consiglio federale vuole impegnarsi nell'ambito delle future misure riguardanti il Patto affinché altri Paesi contribuiscano in modo più attivo all'accoglienza di queste persone, il che è chiaramente nell'interesse della Svizzera. Il Patto non prevede tuttavia misure politiche specifiche sulla ripartizione degli oneri e dei compiti. Nella seduta del 30 novembre 2018, il Consiglio federale si è espresso sulla futura politica di reinsediamento della Svizzera e continuerà a decidere autonomamente al riguardo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.