18.4146 · Mozione · 2018-12-06
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV) in modo tale che tutti i ciclomotori in grado di superare i 30 chilometri all'ora siano considerati motoleggere, indipendentemente dal tipo di trazione.
Begründung
Le e-bike rappresentano indubbiamente un progresso significativo, e quindi da incentivare, perché aiutano a percorrere anche lunghe distanze senza dover usare l'auto e permettono alle persone con mobilità ridotta di continuare a spostarsi in bici. Purtroppo però non mancano gli aspetti negativi che si concretizzano nell'aumento di incidenti e interferenze con altri utenti della strada. Dal momento in cui sono immatricolate come ciclomotori, le bici elettriche sono infatti tenute a circolare sulle infrastrutture ciclistiche, progettate tuttavia per velocità tra i 15 e i 20 chilometri all'ora, così che già quelle limitate a 30 chilometri all'ora si trovano regolarmente in conflitto con i ciclisti e, laddove le bici sono autorizzate a circolare sui marciapiedi o all'interno di zone pedonali, anche con i pedoni. Risulta pertanto difficilmente comprensibile che ciclomotori con velocità nettamente superiori ai 30 chilometri all'ora siano obbligati a utilizzare le infrastrutture ciclistiche.
Nelle zone 30 e d'incontro le e-bike (veloci) non limitate a 30 chilometri all'ora né dotate di tachimetro tarato superano spesso e di gran lunga la velocità consentita.
In molti casi il comportamento inappropriato dei conducenti di e-bike veloci è sanzionabile solo mediante denuncia per guida inadeguata. Riclassificando il mezzo come motoleggera tali comportamenti sarebbero contemplati dall'ordinanza concernente le multe disciplinari e se ne agevolerebbe il sanzionamento sul piano amministrativo.
I ciclomotori che superano o possono superare i 30 chilometri all'ora dovrebbero circolare laddove l'infrastruttura è destinata a tale scopo e dove gli altri utenti se lo aspettano: sulla strada. L'obiettivo è facile da raggiungere, riclassificando appunto le e-bike veloci come motoleggere.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La sicurezza stradale è una questione di primaria importanza per il Consiglio federale, che constata con preoccupazione il netto aumento degli incidenti con feriti in cui sono coinvolte e-bike. Tale dato va tuttavia letto anche alla luce del numero crescente di biciclette elettriche in Svizzera: nel solo 2017 ne sono state vendute quasi 90 000, circa il 16 per cento in più rispetto all'anno precedente.
Le biciclette elettriche possono favorire le politiche ambientali. Secondo uno studio del 2014 commissionato dall'Ufficio federale dell'energia, gli utenti di e-bike usano raramente l'auto, contribuendo quindi a ridurre le emissioni nocive per l'ambiente. Dallo studio emerge altresì che il potenziale di questi mezzi non è stato ancora interamente sfruttato.
L'attuale normativa obbliga i conducenti di bici elettriche a utilizzare le infrastrutture esistenti dedicate ai velocipedi (ciclopiste e corsie ciclabili). Riclassificando le e-bike veloci (con pedalata assistita fino a 45 chilometri all'ora) in motoleggere, come auspicato nella mozione, l'utilizzo delle ciclopiste sarebbe assolutamente vietato, mentre sulle corsie ciclabili la circolazione sarebbe fondamentalmente consentita, ma decadrebbe per esempio il diritto di superare a destra veicoli fermi in colonna.
È vero che sulle vie ciclabili non vi sarebbero più situazioni conflittuali fra conducenti di e-bike veloci e altri utenti, ma i primi verrebbero trasferiti sulla strada, dove si troverebbero a condividere lo spazio con auto e camion. Le manovre di sorpasso non sparirebbero, si creerebbero quindi nuove interferenze. Pertanto, secondo il Consiglio federale la riclassificazione non sarebbe funzionale al miglioramento della sicurezza stradale, in quanto il pericolo verrebbe semplicemente spostato altrove. Neppure l'Ufficio prevenzione infortuni la raccomanda come misura intesa ad aumentare la sicurezza.
L'ipotesi in parola comporterebbe l'applicazione dei requisiti di omologazione ed equipaggiamento più severi previsti per le motoleggere, quali per esempio patente di categoria A1 anziché M, casco da moto anziché da bici, controllo periodico, luci e freni di livello superiore e dotazioni aggiuntive (p. es. frecce di direzione). Questi requisiti elevati potrebbero indurre gli utenti di e-bike veloci a passare all'auto o a un motoveicolo. L'accoglimento della mozione in oggetto inficerebbe perciò la promozione di una mobilità ecosostenibile.
Tutto ciò premesso, il Consiglio federale respinge la mozione, condividendo tuttavia il parere secondo cui occorre contrastare la crescente incidentalità. Nell'ambito di una futura revisione di ordinanza esaminerà pertanto singole modifiche, tra cui l'obbligatorietà di luci diurne e tachimetro sulle e-bike.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.