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18.4196 · Interpellanza · 2018-12-12

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Secondo i media Cherif Chekatt, il presunto autore dell'attentato terroristico dell'11 dicembre 2018 al mercatino di Natale di Strasburgo, aveva legami con la Svizzera. Apparentemente avrebbe commesso reati e scontato una pena detentiva nel nostro Paese. Ricerche condotte da alcuni media (tra cui "20 Minuten") mostrano che il mattino del 12 dicembre 2018 nessun controllo è stato effettuato ai posti di frontiera nella regione di Basilea, nonostante il presunto autore fosse ancora in fuga. Per questo motivo invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Quale autorità è responsabile di ordinare il potenziamento a breve termine del dispositivo di frontiera svizzero in caso di attentati terroristici? La capacità di reagire in caso di tale ordine è garantita da un servizio di pronto intervento?

2. Quali misure concrete sono state disposte alla frontiera svizzera dopo l'attentato terroristico dell'11 dicembre 2018 a Strasburgo? È esatto che la mattina del 12 dicembre 2018 non è stato effettuato alcun controllo rafforzato ai posti di frontiera nella regione di Basilea? In caso affermativo, perché no?

3. Nei confronti di Cherif Chekatt è o era stata pronunciata un'espulsione giudiziaria in ragione delle sue condanne in Svizzera?

4. Cherif Chekatt era registrato in Svizzera come persona potenzialmente pericolosa? In caso affermativo, sono state adottate o esaminate misure preventive di polizia nei suoi confronti?

5. Le autorità svizzere hanno accesso alle liste delle persone potenzialmente pericolose tenute dai Paesi limitrofi o nel quadro di Schengen? Nei confronti delle persone figuranti su tali liste è emanato automaticamente un divieto d'entrata in Svizzera?

6. Condivide l'opinione secondo cui nel caso di persone potenzialmente pericolose che vivono in Svizzera o nei Paesi europei occorre adottare di tutta urgenza misure per garantire la sicurezza della popolazione svizzera?

Stellungnahme des Bundesrates

1. L'Amministrazione federale delle dogane (AFD) ordina il potenziamento a breve termine del dispositivo di frontiera svizzero in base alle necessità dettate dagli eventi e in modo autonomo. Il Corpo delle guardie di confine (Cgcf) a essa facente capo dispone di mezzi e strutture necessari per garantire la propria operatività 24 ore su 24, sette giorni su sette.

2. Non è vero che nella mattina del 12 dicembre 2018 non siano stati effettuati controlli rafforzati ai posti di frontiera nella regione di Basilea. I valichi potenzialmente a rischio erano già presidiati sistematicamente sin dalla tarda serata dell'11 dicembre.

3. Nei confronti di Cherif Chekatt non è stata pronunciata alcun'espulsione. Le disposizioni sull'espulsione giudiziaria si applicano soltanto ai reati commessi dopo l'entrata in vigore delle disposizioni, ossia dopo il 1° ottobre 2016. Poiché Cherif Chekatt ha commesso i reati in questione prima di tale data, non è stato possibile pronunciare un'espulsione nei suoi confronti.

4./5. Cherif Chekatt era noto alle autorità svizzere per aver commesso diversi reati quali furto, furto con effrazione, danneggiamento e lesioni semplici, ma non in quanto jihadista potenzialmente pericoloso o per atti violenti legati al terrorismo. Per tale ragione, non vi era motivo di disporre misure preventive di polizia finalizzate al respingimento.

Grazie al Sistema di informazione Schengen (SIS) è possibile segnalare persone potenzialmente pericolose in tutta Europa ai fini della sorveglianza discreta (art. 36 della decisione SIS II). Itinerari, passaggi alla frontiera, accompagnatori, veicoli eccetera di queste persone possono essere sorvegliati in modo discreto, ossia registrati a loro insaputa. Le segnalazioni ai fini della sorveglianza discreta registrate nel SIS sono visualizzate durante ogni controllo effettuato dalle autorità di polizia, di frontiera o doganali e allo Stato autore della segnalazione è inviata tempestivamente una comunicazione. Tramite i punti di contatto nazionali (uffici Sirene) che sono operativi 24 ore su 24, sette giorni su sette, e in contatto con i loro partner all'estero, possono essere scambiate ulteriori informazioni, anche in relazione a una minaccia concreta. Esse fungono da base alle autorità competenti (fedpol, SIC, AFD, SEM e la polizia cantonale interessata) per decidere l'ulteriore procedura. In virtù dell'articolo 67 capoverso 4 della legge sugli stranieri e la loro integrazione, fedpol può vietare l'entrata in Svizzera a uno straniero allo scopo di salvaguardare la sicurezza interna o esterna della Svizzera. Ogni caso è esaminato individualmente. Per mezzo del SIS, le persone potenzialmente pericolose sono monitorate dalle autorità di sicurezza in tutta Europa, da Capo Nord fino alla Sicilia.

Laddove venga fatto ricorso alla segnalazione ai fini della sorveglianza discreta, lo Stato autore della segnalazione informa attivamente tutti gli Stati Schengen della possibile minaccia terroristica. Nel caso di specie, la Svizzera non disponeva di alcuna informazione nel merito.

6. Il Consiglio federale è consapevole dell'attuale situazione di minaccia, tanto da aver approvato già nel 2015 la Strategia della Svizzera per la lotta al terrorismo (https://www.admin.ch/opc/it/federal-gazette/2015/6143.pdf). Con la legge sulle attività informative (LAIn; RS 121), entrata in vigore il 1° settembre 2017, il Consiglio federale ha rafforzato ulteriormente il dispositivo di sicurezza. Il 1° dicembre 2017 il Consiglio federale ha inoltre preso atto del Piano d'azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l'estremismo violento (https://www.ejpd.admin.ch/dam/data/ejpd/aktuell/news/2017/2017-12-04/171204-nap-i.pdf). Il coordinamento operativo in materia di terrorismo (Terrorist Tracking TETRA; https://www.fedpol.admin.ch/fedpol/it/home/terrorismus/terrorismus-aktuelle-lage/schweiz-ist-aktiv.html), posto sotto la direzione di fedpol, è un organo che riunisce tutti gli attori delle autorità di sicurezza, perseguimento penale, migrazione nonché di altre autorità della Confederazione e dei Cantoni, che funge loro da piattaforma di coordinamento e si occupa di elaborare e sviluppare misure e processi. Nel corso del 2019 è prevista inoltre l'adozione del messaggio concernente una legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT). La legge è intesa a integrare le misure previste all'interno del Piano d'azione nazionale.

Il caso Cherif Chekatt ha dimostrato che i canali d'informazione e le piattaforme di coordinamento attualmente in uso in Svizzera funzionano alla perfezione in caso di evento. Grazie allo scambio di informazioni è stato possibile adottare tempestivamente le misure necessarie. Tuttavia, il caso in questione ha anche evidenziato che l'individuazione di singoli autori che agiscono in modo isolato con mezzi modesti rappresenta una sfida per le autorità di sicurezza di tutti gli Stati.

Risposta del Consiglio federale.