Rinunciare alla vendita irragionevole degli immobili dell'Amministrazione federale delle dogane evitando così importanti conseguenze finanziarie per la Confederazione
18.4214 · Mozione · 2018-12-12
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rinunciare alla prevista vendita degli immobili (soprattutto alloggi di servizio) dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD) del valore di circa un quarto di miliardo di franchi.
Begründung
L'AFD pianifica di vendere i suoi immobili per circa un quarto di miliardo di franchi. Come indicato in un bollettino per il personale dell'AFD, alla base di questa decisione vi è un cambio di strategia: l'obbligo di abitare in un alloggio di servizio viene sostituito dall'obbligo di abitare in una zona di abitazione. I collaboratori dell'AFD, in particolare le guardie di confine, sono tenuti ad abitare vicino al posto di lavoro per poter intervenire in caso di urgenze. Il cambio di strategia prevede il versamento di un'indennità di alloggio per compensare l'affitto più elevato a cui devono far fronte i collaboratori rispetto a quello degli alloggi di servizio. Ciò corrisponde a una "sovvenzione" ai proprietari immobiliari che pretendono affitti eccessivi in regioni di confine dove gli affitti sono già molto elevati (p. es. Ginevra). I destinatari dell'indennità di alloggio sono in definitiva i proprietari immobiliari e non i collaboratori (spingendo così i prezzi d'affitto al rialzo), e ciò è già di per sé inaccettabile. Secondo i media, le guardie di confine stanno già ripiegando sulla Francia alla ricerca di un appartamento con un affitto a cui possono far fronte.
La vendita di immobili che annualmente realizzano una rendita complessiva di ben oltre il 6 per cento (principalmente grazie agli aumenti di valore), è fondamentalmente inammissibile. Qualsiasi investimento alternativo ha una produttività nettamente inferiore. La vendita degli appartamenti equivale pertanto a una sottrazione del patrimonio nazionale. Anche se lo scopo dell'acquisto degli appartamenti non era principalmente l'investimento ma l'intenzione di adibirli ad alloggi di servizio (a fronte dell'obbligo di residenza), rimangono comunque ottimi oggetti d'investimento, non fosse altro per il fatto che la Confederazione può mettere a disposizione dei collaboratori spazi abitabili più economici, riscuotendo comunque una rendita (e conseguire quindi delle entrate) e ricavando un aumento di valore. Al contrario, l'obbligo di abitare in una zona di abitazione non permette di realizzare alcuna entrata, ma causa alla Confederazione unicamente uscite sotto forma di indennità di alloggio, vale a dire contributi a fondo perso. Nessun imprenditore con un po' di buon senso attuerebbe questa strategia.
Di conseguenza, per motivi di politica finanziaria e del personale, l'AFD deve rinunciare a questo costoso e irragionevole cambio di strategia.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Gli alloggi di servizio dell'AFD sono ormai obsoleti. Le scarse risorse per la manutenzione degli immobili abitativi, il desiderio delle guardie di confine di poter determinare autonomamente la propria situazione abitativa e di risiedere in posizione più centrale nonché la maggiore mobilità portano a un aumento del numero di alloggi di servizio vuoti. Con il Programma di stabilizzazione 2017-2019 e con le misure strutturali definite dal Consiglio federale il 27 giugno 2018, l'AFD è stata incaricata di esaminare il proprio portafoglio immobiliare dal punto di vista della necessità d'esercizio e del fabbisogno di manutenzione nonché di limitarlo all'indispensabile. In questo esame rientra anche una verifica approfondita degli alloggi di servizio.
326 delle 2200 guardie di confine vivono in un alloggio di servizio. Esse occupano circa il 40 per cento degli alloggi a disposizione, un ulteriore 15 per cento degli alloggi viene utilizzato in maniera flessibile per scopi d'istruzione e d'impiego, mentre i restanti alloggi sono vuoti o vengono affittati a terzi. A causa della loro posizione isolata, per diverse abitazioni non vi è alcuna domanda. Nella zona di Ginevra, per via degli elevati affitti e dell'insufficiente offerta sul mercato, il 60 per cento degli alloggi di servizio è occupato da guardie di confine. Con l'assunzione del controllo delle persone all'aeroporto di Ginevra, una parte delle attività del Corpo delle guardie di confine si è spostata a destra del Rodano, nella zona dell'aeroporto. Pertanto molti alloggi non sono più ubicati nel luogo adeguato. A causa delle misure di risparmio della Confederazione degli ultimi anni, molti immobili abitativi hanno un notevole bisogno di risanamento per un ammontare totale di oltre 40 milioni di franchi. Inoltre, gli appartamenti non corrispondono più all'attuale standard abitativo. Questi due fattori rappresentano il motivo per cui il tasso di occupazione è diminuito.
Secondo il parere del Consiglio federale, il tasso di occupazione e i ricavi dagli affitti sono insufficienti. Le abitazioni non possono pertanto essere definite in alcun modo oggetti d'investimento ad alto rendimento e dal punto di vista economico sarebbe necessario venderle.
La Confederazione gestisce le infrastrutture necessarie all'adempimento dei compiti, di cui non fa parte l'offerta di alloggi in termini d'investimento. Alla Confederazione non è permesso acquistare fondi a scopo d'investimento (cfr. art. 62 cpv. 2 della legge federale sulle finanze della Confederazione, RS 611.0). Il cambio di strategia avviene principalmente in risposta alle mutate necessità dei collaboratori.
Secondo il Consiglio federale, l'attuazione di questa strategia deve avvenire, almeno, senza incidenza sui costi.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.