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18.4234 · Interpellanza · 2018-12-13

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:

1. In quali settori, in quale forma e con quale frequenza sono attualmente eseguiti controlli interni? Quali conclusioni possono esserne tratte?

2. Per quali specie animali e vegetali l'analisi dei rischi evidenzia una maggiore necessità d'intervento?

3. In quali settori e in quali tipi di negozio o di commercio si registrano offerte possibilmente illegali di specie per la cui commercializzazione è necessaria un'autorizzazione?

4. Quali successi sono stati ottenuti finora con i controlli interni? Quali punti deboli rimangono?

5. Si possono trarre conclusioni dal numero delle procedure amministrative e delle cause penali che ne sono seguite?

6. Quali risorse sono impiegate per i controlli interni? Sono sufficienti all'adempimento dei compiti?

Begründung

La Svizzera ha sottoscritto la Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione (CITES). È quindi responsabile sul proprio territorio del controllo di importazioni, transito ed esportazioni di animali e vegetali in via di estinzione, di loro parti e di prodotti da essi derivati. Nonostante ormai 183 Stati si siano impegnati a rispettare le disposizioni della CITES, negli ultimi anni il problema del bracconaggio e del commercio illegale si è drammaticamente acuito. Sotto diversi aspetti, anche la Svizzera ne è gravemente responsabile.

Oltre ai controlli alle frontiere, per l'attuazione della convenzione sono importanti anche i controlli interni. Oltre a creare trasparenza, sono infatti utili a impedirne l'elusione.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nell'ambito della legge federale sulla circolazione delle specie di fauna e di flora protette (LF-CITES; RS 453), l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) effettua in Svizzera regolarmente, da due a quattro volte al mese, controlli di routine a campione durante i quali verifica principalmente la contabilità (registro di controllo degli effettivi). Altri controlli nazionali hanno luogo in funzione del rischio e a seguito di segnalazioni da parte di autorità, organizzazioni non governative o privati. Poiché il commercio illegale di esemplari di specie protette di solito costituisce allo stesso tempo anche una violazione della legge doganale e/o della legge sull'IVA, i controlli sono spesso effettuati con l'Amministrazione federale delle dogane. I controlli nazionali aiutano a individuare le attività principali del commercio illegale.

2. La maggiore necessità di intervento si registra per le specie più fortemente minacciate di cui all'allegato I della Convenzione del 3 marzo 1973 sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES; RS 0.453) nel caso di scambi commerciali e di importazioni da Paesi critici (soprattutto per gli scialli di Shahtoosh, per alcune orchidee e rettili da Paesi critici). L'USAV concentra su questi ambiti la priorità dei controlli nazionali.

3. Tutti gli scambi commerciali di esemplari protetti dalla CITES sono soggetti all'obbligo di autorizzazione. Di conseguenza, ne sono interessati molti settori e luoghi di vendita. L'USAV individua una tendenza all'illegalità nel commercio al dettaglio di scialli di Shahtoosh e in occasione delle borse dedicate ai collezionisti (p. es. di orchidee, cactus e rettili). L'industria orologiera, quella cosmetica e quella dei beni di lusso, invece, dal canto loro si impegnano con successo a importare ed esportare correttamente le merci soggette ad autorizzazione.

4. Negli ultimi anni, i controlli nazionali hanno riscontrato in ripetute occasioni un commercio illegale sia durante le borse dedicate ai collezionisti di piante sia nella vendita al dettaglio di scialli di Shahtoosh. È necessario ottimizzare il numero di controlli e le possibilità dell'USAV di esaminare e acquisire prove in casi sospetti. I miglioramenti vengono vagliati nell'ambito della revisione della LF-CITES attualmente in corso.

5. Ogni anno circa 160 000 partite CITES attraversano il confine svizzero, e di queste circa 600-700 sono oggetto di contestazione. In caso di lievi lacune o in mancanza dei documenti originali viene avviato un procedimento amministrativo e, nella maggior parte dei casi, la partita può essere successivamente rilasciata. Si tratta per lo più di partite dichiarate e non vi è intenzione di importare illegalmente merci. Nel caso di importazioni illegali non dichiarate, invece, oltre a procedimenti amministrativi vengono avviati procedimenti penali e spesso vi è anche una violazione del diritto doganale e/o della legge sull'IVA. Si stima che ogni anno si svolgano tra i 250 e i 300 procedimenti penali.

6. È molto difficile valutare con esattezza l'impiego di risorse per i controlli nazionali, visto che può variare fortemente. Poiché il commercio illegale di specie minacciate ha generalmente una dimensione internazionale, l'USAV impiega le risorse disponibili per i controlli all'importazione alla frontiera principalmente in base al rischio. In via sussidiaria e se necessario, vale a dire sulla base di indizi concreti di violazione della LF-CITES, l'USAV svolge controlli nazionali. In questo modo le risorse disponibili vengono impiegate nella maniera più efficace possibile.

Risposta del Consiglio federale.