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18.4250 · Mozione · 2018-12-13

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di proporre al Parlamento la modernizzazione delle misure collaterali, considerando l'effetto auspicato e le esperienze maturate e sfruttando le nuove possibilità offerte dalla tecnologia in modo tale che possa essere ridotto il temine di notifica e garantita appieno l'attuale protezione dei salari. Va verificata anche la possibilità di certificare le imprese che distaccano lavoratori accordando a tali imprese un'autorizzazione globale a tempo determinato.

Begründung

Per proteggere i lavoratori da un eventuale dumping sociale e salariale che, secondo il Consiglio federale e la maggioranza dei parlamentari federali, poteva risultare dall'introduzione della libera circolazione delle persone, il 1° giugno 2004 sono state introdotte le misure collaterali. Queste misure consentono di controllare che siano rispettate le condizioni di lavoro e di remunerazione usuali. Se vengono riscontrati ripetutamente degli abusi, possono essere adottate misure per stabilire condizioni minime vincolanti.

I contenuti delle misure collaterali non sono in discussione sul piano politico, ma la loro esecuzione presenta qualche difficoltà. Nel caso dei lavoratori distaccati e dei prestatori di servizi indipendenti la notifica deve essere effettuata sugli appositi moduli al più tardi otto giorni prima della fornitura della prestazione. Questo termine è inteso a garantire agli organi d'esecuzione cantonali il tempo sufficiente per predisporre i controlli previsti per legge. Nel traffico delle regioni di confine questo termine è risultato problematico e poco dopo la sua introduzione ha suscitato ripetute critiche da parte dei Paesi confinanti. A seguito del loro intervento a Bruxelles le critiche sono state riprese dalla Commissione europea e ciò ha portato alla ripetuta richiesta alla Svizzera di apportare correzioni alle misure collaterali. Come si è già detto, l'obiettivo delle misure collaterali è impedire il dumping sociale e salariale in relazione all'introduzione della libera circolazione delle persone. Il termine di otto giorni fissato per la notifica non persegue direttamente questo scopo, ma serve unicamente a dare alle autorità competenti dell'esecuzione amministrativa il tempo necessario per adottare le misure interne. L'obiettivo della riforma deve consistere nel ridurre questo periodo sfruttando le possibilità tecniche odierne.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Le misure collaterali sono entrate in vigore nel 2004. Da allora ne è stata verificata regolarmente l'efficacia e, se necessario, sono state adeguate.

Il 1° gennaio 2017 sono quindi stati aumentati gli importi massimi delle sanzioni per le violazioni della legge sui lavoratori distaccati. Nell'autunno del 2017 il Consiglio federale ha inoltre portato a 35 000 il numero minimo di controlli annui da effettuare nel quadro delle misure collaterali. Recentemente, oltre che sulle modifiche della legislazione, l'accento è stato posto soprattutto su miglioramenti nell'ambito dell'esecuzione.

Anche il Consiglio federale ritiene che gli strumenti tecnici per l'esecuzione delle misure collaterali, in particolare la procedura di notifica on line, siano da ottimizzare. Nel suo parere alla mozione Regazzi 18.3758 ha pertanto affermato che occorre attuare, entro i limiti dei mezzi disponibili, le possibilità di ottimizzazione esistenti nel senso perseguito dall'autore della mozione.

La certificazione delle imprese che distaccano lavoratori citata dall'autore della mozione è stata analizzata nel 2012 dalla SECO con il coinvolgimento dei Cantoni e delle parti sociali interessati e infine abbandonata sulla base del rapporto costi-benefici risultato dall'analisi. La situazione andrà riesaminata tenendo conto delle tecnologie oggi esistenti.

Nei negoziati con l'UE, il Consiglio federale ha deciso per ora di non siglare l'accordo istituzionale, in particolare a causa delle domande irrisolti legati alle misure di accompagnamento e di direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE. Attualmente si sta consultando sul progetto di testo. Al momento il Consiglio federale ritiene tuttavia prematuro esaminare la possibilità di apportare modifiche alla legislazione per ridurre il termine di notifica. Si occuperà dei risultati di tali consultazioni in primavera e deciderà a quel punto come procedere.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.