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Intervento della Svizzera in occasione del terzo ciclo dell'Esame periodico universale alla Cina in seno al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite

18.4269 · Interpellanza · 2018-12-13

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il 6 novembre 2018 la Cina è stata sottoposta, per la terza volta, a un esame periodico universale (EPU) sulla situazione dei diritti umani.

La Svizzera ha presentato le seguenti istanze:

  • Domanda principale: "La Cina deve rispettare tutti i diritti umani del popolo tibetano e di altre minoranze, anche garantendo un ambiente sicuro, pulito, salutare e sostenibile: una condizione determinante per assicurare la maggior parte di questi diritti".
  • Raccomandazione: "Siamo particolarmente lieti del fatto che la Cina abbia accettato la raccomandazione da noi proposta in occasione del secondo ciclo circa la visita dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani nella Regione autonoma tibetana e nella Regione autonoma uigura dello Xinjiang. Quali passi avete intrapreso insieme al nuovo Alto Commissario per attuare, senza restrizioni, questa raccomandazione? Qual è lo stato attuale delle altre raccomandazioni, ancora in sospeso, presentate da altri titolari di mandato dell'ONU?"

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Cosa fa concretamente per garantire che la Cina non violi i diritti umani fondamentali dei Tibetani in Tibet?

2. Cosa farà per monitorare il modo in cui la Cina attua le raccomandazioni accettate?

3. Cosa fa in particolare per garantire che la Cina permetta all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani di visitare il Tibet e altri suoi territori, dopo che ha acconsentito a questa visita nell'ambito del secondo ciclo dell'EPU?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La Svizzera, in particolare attraverso la sua Ambasciata a Pechino, segue con attenzione la situazione nelle regioni tibetane della Cina e si adopera - a livello bilaterale e multilaterale - per la protezione e la promozione dei diritti umani della comunità tibetana nel Paese. Al Consiglio dei diritti umani dell'ONU e in occasione dell'esame periodico universale (EPU) la Svizzera ha manifestato ripetutamente la propria preoccupazione per le restrizioni alla libertà di religione, di espressione e di movimento delle minoranze etniche e religiose in Cina, in particolare nelle zone abitate dai Tibetani e dagli Uiguri. La Svizzera ha esortato la Cina a garantire i diritti fondamentali, compresi quelli delle minoranze etniche e religiose. A livello bilaterale il nostro Paese e la Cina portano avanti un dialogo in materia di diritti umani dal 1991. La 16a tornata si è svolta a Pechino nel giugno del 2018. In questo contesto la Svizzera chiede periodicamente alla Cina di garantire a tutte le minoranze, inclusa quella tibetana, la libertà di movimento e di religione e il diritto di utilizzare la propria lingua e di esprimere la propria cultura come previsto dalla costituzione cinese. Affronta inoltre casi specifici di difensori dei diritti umani tibetani e incoraggia il governo cinese a riprendere rapidamente il dialogo con i rappresentanti della comunità tibetana.

2. Spetta allo Stato esaminato decidere quali raccomandazioni accettare o di quali tenere conto. La presa di posizione della Cina sul terzo EPU è attesa per la sessione primaverile del Consiglio dei diritti umani del 2019. Le raccomandazioni ivi accettate e quelle dei due cicli precedenti fungono da base per selezionare i temi da affrontare durante il confronto bilaterale.

3. La raccomandazione della Svizzera relativa alla visita dell'Alto Commissariato dell'ONU per i diritti umani (OHCHR) nelle regioni tibetana e uigura è l'unica concernente il Tibet che la Cina ha accettato nel quadro del secondo ciclo dell'EPU. Finora, però, a tale raccomandazione non è stato dato seguito. La Svizzera interviene presso il Ministero degli esteri cinese e l'OHCHR affinché ciò avvenga rapidamente e a questo proposito ha ribadito la raccomandazione nel terzo EPU.

Risposta del Consiglio federale.