18.4270 · Interpellanza · 2018-12-13
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
L'8 novembre in tutta la Svizzera le sinagoghe si sono illuminate per commemorare le vittime dell'Olocausto e l'80° anniversario della Notte dei cristalli, l'inizio della persecuzione e dell'eliminazione sistematica di persone ebree e di appartenenti ad altre minoranze in Europa. Nel periodo compreso tra la Notte dei cristalli del 1938 e la fine della Seconda guerra mondiale, nel 1945, milioni di persone sono state vittime di persecuzioni sistematiche, deportate nei campi di concentramento e uccise perché ebree, omosessuali, nomadi, affette da malattie psichiche, disabili o esponenti della resistenza. Tra di loro c'erano anche cittadine e cittadini svizzeri, il cui numero esatto è ancora oggi ignoto. Mi risulta che oltre 1000 Svizzere e Svizzeri siano stati deportati in campi di concentramento e più di 200 non siano sopravvissuti all'Olocausto.
Ancora oggi, in Svizzera, non vi è un monumento né una targa centrale e ufficiale con i nomi delle vittime svizzere. Eppure un memoriale di questo tipo, unito a una cultura della memoria, sarebbero assolutamente necessari per evitare che le vittime svizzere del nazionalsocialismo siano dimenticate e per fare in modo che anche le generazioni future ne conservino il ricordo.
Dai media si evince che questa richiesta gode di un ampio sostegno, come quello mostrato la scorsa estate anche dall'Organizzazione degli Svizzeri all'estero (OSE).
Alla luce di quanto esposto chiedo cortesemente al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. In che modo la Svizzera partecipa alla commemorazione delle vittime svizzere del regime nazista?
2. È del parere che anche le generazioni future debbano poter commemorare adeguatamente le vittime?
3. Qual è la sua opinione sulla richiesta di un monumento o di una targa commemorativa centrale?
4. È disposto a sostenere gli sforzi per realizzare un memoriale e che tipo di sostegno potrebbe offrire?
5. Cosa viene fatto per scoprire i nomi delle vittime svizzere ancora ignote? Sostiene ricerche al riguardo?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Il Consiglio federale è pienamente consapevole dell'importanza della sensibilizzazione delle giovani generazioni al tema della persecuzione subita dalle vittime del nazionalsocialismo, come ha affermato nel suo parere a seguito della mozione Munz 17.3400 "Riconoscere la Giornata commemorativa dell'Olocausto dei Rom". Il rapporto nazionale presentato nel 2015 all'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto (IHRA) e il rapporto della presidenza svizzera dell'IHRA 2017 (entrambi consultabili sul sito web http://holocaustremembrance.com/member-countries/switzerland) riportano tutte le misure prese in questo ambito. Gli strumenti più comuni per sostenere progetti, anche quelli a favore di vittime svizzere, rimangono ovviamente a disposizione. Tra i principali contributi alla memoria in Svizzera segnaliamo il messaggio annuale del presidente o della presidente della Confederazione in occasione della Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell'Olocausto, il 27 gennaio. Il Consiglio federale non è al corrente di alcuna iniziativa presente o passata fuori dalla Svizzera volta a ricordare in modo specifico le vittime svizzere del nazionalsocialismo. Nel 2010 e nel 2013 la Svizzera ha invece destinato fondi per la conservazione dei monumenti commemorativi di Auschwitz-Birkenau, nei cui campi di concentramento sono stati uccisi numerosi cittadini e cittadine svizzeri.
3./4. La proposta dell'Organizzazione degli Svizzeri all'estero (OSE) di un monumento o una targa commemorativa permetterebbe di aggiungere un monumento a quelli eretti in Svizzera in questi ultimi decenni in memoria delle vittime dell'Olocausto. Il rapporto nazionale 2015 all'attenzione dell'IHRA offre una visione d'insieme dei monumenti esistenti, come per esempio la stele per ricordare Maurice Bavaud, giustiziato a Berlino in seguito al suo tentativo di uccidere Hitler. I servizi competenti dell'Amministrazione federale sono favorevoli alla proposta e non appena l'idea di progetto assumerà contorni più concreti potranno definire in modo più preciso il contenuto e la forma del sostegno.
5. I documenti dell'Archivio federale svizzero sulle vittime svizzere - a prescindere che siano state deportate o meno nei campi di concentramento nazionalsocialisti - sono liberamente disponibili al pubblico ed erano e sono ancora oggi oggetto di studi. Il Consiglio federale è del parere che in casi simili la messa a disposizione di risorse straordinarie non sia giustificabile. Questo atteggiamento lo ha ribadito nelle sue risposte alla mozione Perrin 13.3304 "Persone rinviate forzatamente alla frontiera svizzera nel corso della seconda guerra mondiale. Verità storica piuttosto che politica" e all'interpellanza Stöckli 14.4152 "Chiarimento delle relazioni tra la Svizzera e l'ex-Repubblica democratica tedesca". I ricercatori possono tuttavia richiedere in qualsiasi momento gli usuali strumenti di promozione. I servizi federali competenti aiutano inoltre a reperire e accedere a informazioni che non si trovano all'Archivio federale.
Risposta del Consiglio federale.