18.4326 · Interpellanza · 2018-12-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
In relazione al comunicato stampa dell'UFC sulla restituzione di 26 beni culturali archeologici all'Egitto e a quanto riferito dai media che riportano tra l'altro il commento di un esperto secondo cui i reperti restituiti sarebbero palesemente imitazioni contemporanee di pessima fattura e prive di valore, sorgono le seguenti domande:
1. È vero che il servizio dell'UFC Trasferimento internazionale dei beni culturali (nel seguito UFC) si rivolge all'Ambasciata egiziana a Berna per accertare, per conto delle dogane o di altre autorità cantonali o federali, l'autenticità di reperti archeologici egizi importati in Svizzera da Paesi terzi (p. es. oggetti acquistati all'asta in Gran Bretagna o Francia)? Se sì, quante volte lo ha fatto dopo l'entrata in vigore, nel 2011, dell'accordo tra la Svizzera e l'Egitto sull'importazione di antichità (RS 0.444.132.11) e nei due anni precedenti (2009 e 2010)? È già successo che l'Ambasciata egiziana, dal canto suo, abbia contattato l'UFC, ad esempio per far controllare, su sua indicazione, una fiera dell'antichità svizzera?
2. Il "Sonntagsblick" del 3 dicembre 2018 ha citato il portavoce dell'UFC in questi termini: "Il servizio Trasferimento internazionale dei beni culturali del nostro ufficio si era rivolto a Fedpol, che gli ha in seguito trasmesso le informazioni comunicategli dall'Interpol del Cairo." Nello stesso senso si è espresso il consigliere federale Alain Berset nell'ora delle domande del 10 dicembre 2018 ("Prima di avviare la procedura di restituzione sono stati svolti accertamenti sull'autenticità degli oggetti attraverso canali di polizia"). C'era stata una domanda all'Ambasciata egiziana anche nel caso della restituzione dei presunti falsi archeologici? L'UFC può documentare al DFI la sua domanda a Fedpol e i risultati degli accertamenti dell'Ufficio federale di polizia?
3. Nel caso dell'importazione di reperti archeologici che potrebbero provenire da Paesi con cui abbiamo sottoscritto appositi accordi bilaterali (cioè Italia, Grecia, Colombia, Cina, Cipro e Messico), l'UFC procede come nel caso dell'importazione di beni culturali di probabile origine egizia? Se no, perché nel caso dell'importazione di beni culturali presumibilmente egizi si agisce diversamente?
Stellungnahme des Bundesrates
Nella sostanza, il Consiglio federale rimanda alle sue risposte alle interpellanze Schneeberger 18.4322 e Heer 18.4325. Nello specifico, risponde come segue alle domande poste:
1. Per domande su questioni riguardanti le procedure doganali l'UFC non si rivolge direttamente all'Ambasciata egiziana a Berna e non ha pertanto formulato richieste in tal senso. Eventuali domande vengono sempre poste attraverso i canali di polizia nel quadro delle disposizioni legali (legge federale del 20 giugno 2003 sul trasferimento dei beni culturali, LTBC; RS 444.1; accordi bilaterali conformemente all'art. 7 LTBC) e servono a verificare se vi possano essere sospetti di infrazione. L'accertamento e la valutazione finale dei fatti sono di competenza delle autorità di perseguimento penale.
D'altra parte, le Ambasciate estere contattano regolarmente l'UFC nella sua funzione di rappresentante della Svizzera per le questioni connesse al trasferimento dei beni culturali (art. 18 lett. c LTBC). Se necessario, le loro richieste vengono inoltrate alle autorità di polizia competenti, che valutano quali passi successivi compiere.
Inoltre, l'UFC ha l'obbligo legale di cooperare con le autorità di altri Stati allo scopo di tutelarne il patrimonio culturale (art. 18 lett. d LTBC).
2. Anche nel caso in questione gli accertamenti dell'UFC sono avvenuti tramite i canali di polizia. Una copia della richiesta rivolta da Fedpol all'Ufficio centrale nazionale di Interpol al Cairo è stata trasmessa per conoscenza all'Ambasciata egiziana a Berna. L'UFC ha fornito al DFI le informazioni e la documentazione in merito.
3. L'UFC tratta allo stesso modo tutte le importazioni da Stati con i quali è stato concluso un accordo sull'importazione e il rimpatrio di beni culturali, agendo sempre nel quadro delle disposizioni legali applicabili, ai sensi della LTBC e dei pertinenti accordi bilaterali.
Risposta del Consiglio federale.