Accordi di libero scambio. Le disposizioni concernenti la composizione delle controversie devono applicarsi anche al capitolo riguardante la sostenibilità
18.4352 · Mozione · 2018-12-14
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di negoziare un capitolo vincolante sulla sostenibilità nei prossimi accordi di libero scambio (ALS) e di subordinarlo, come gli altri capitoli, alle disposizioni concernenti la composizione delle controversie.
Begründung
La Svizzera si è impegnata ad attuare gli obiettivi di sviluppo sostenibile nonché l'accordo di Parigi sul clima. Inoltre, il nuovo articolo 104a lettera d della Costituzione federale prevede che il commercio conduca a un'agricoltura sostenibile, sia in Svizzera sia all'estero. Per raggiungere questi obiettivi gli accordi di libero scambio devono contenere un capitolo vincolante sulla sostenibilità nel quale siano trattati in particolare gli effetti degli ALS sulla popolazione, sull'agricoltura e sull'ambiente in Svizzera e nei Paesi partner.
Nei nuovi accordi di libero scambio la sostenibilità è stata trattata, ma il capitolo relativo non è ancora mai stato subordinato alle disposizioni sulla composizione delle controversie. Non vi è nessun motivo apparente per escludere questo capitolo in particolare. Altrimenti si tratta solo di parole vuote, che possono al massimo avviare dibattiti costruttivi nel Comitato misto.
Nel suo rapporto di luglio 2017 sugli effetti degli accordi di libero scambio, tuttavia, la Commissione di gestione del Consiglio nazionale critica il lavoro del Comitato misto, considerandolo difficile da valutare. È vero, sono stati pubblicati comunicati stampa, ma le attività svolte e le procedure precise non sono chiare. I rapporti sull'attività dei Comitati misti non vengono pubblicati.
Perciò un capitolo sulla sostenibilità è davvero vincolante solo se sottostà alle disposizioni sulla composizione delle controversie, come tutti gli altri capitoli.
Il nostro Paese deve assumersi la propria responsabilità e rispettare il suo impegno di impedire che gli accordi commerciali abbiano ripercussioni negative per l'uomo e l'ambiente; anche all'insegna della coerenza tra politica commerciale e dello sviluppo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La Svizzera si impegna attivamente a livello internazionale per il rispetto dei diritti umani, delle norme sociali e di protezione dell'ambiente. Questo impegno internazionale poggia sulla convinzione che l'attuazione dei diritti umani e il rispetto degli standard lavorativi e ambientali è una premessa fondamentale per uno sviluppo economico e sociale sostenibile nell'interesse di ogni singolo individuo. Viceversa, uno sviluppo economico sostenibile incide positivamente sulla promozione dei diritti umani, sulla protezione dei lavoratori e dell'ambiente. La Svizzera siede in tutti gli organismi internazionali di rilievo e partecipa allo sviluppo e al perfezionamento degli standard internazionali.
Nel quadro dei negoziati di libero scambio il nostro Paese e i partner dell'AELS si adoprano sistematicamente dal 2010 per garantire che nei relativi accordi siano integrate disposizioni specifiche e vincolanti sul lavoro e sulla protezione dell'ambiente, nonché riferimenti ai più importanti strumenti internazionali in materia di diritti umani e alle linee guida riconosciute a livello internazionale di organizzazioni come l'OCSE e l'ONU. Queste disposizioni sono soggette a procedure istituzionalizzate di attuazione e controllo. Ogni ALS stipulato dalla Svizzera prevede l'istituzione di un Comitato misto incaricato in particolare di sorvegliare l'attuazione di tutte le disposizioni, comprese quelle sulla sostenibilità. Questi Comitati misti si riuniscono a intervalli regolari. Anche la società civile viene coinvolta in questo processo.
In caso di disaccordi sull'interpretazione o applicazione delle disposizioni in materia di sostenibilità si applicano in parte le regole sulla composizione delle controversie previste dall'ALS. Le parti possono anche far ricorso alle procedure "amichevoli" ivi previste, ossia alle consultazioni, alla mediazione e ai buoni uffici. Nell'ambito di un processo di composizione di una controversia soltanto l'ultimo livello di escalation - ossia la procedura di arbitrato - non è applicabile al capitolo sulla sostenibilità. Uno dei motivi è che le disposizioni sulla sostenibilità - contrariamente a tutte le altre - non poggiano su impegni OMC imponibili. Gli standard materiali sul lavoro e sull'ambiente proposti dalla Svizzera e dai Paesi dell'AELS nel capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile si basano su strumenti internazionali, in particolare su quelli dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), e su accordi ambientali multilaterali che prevedono meccanismi di sorveglianza propri, ma non una procedura di arbitrato. Anche alla luce della mancanza di consenso internazionale su come integrare le disposizioni in materia di sostenibilità negli accordi commerciali, il Consiglio federale è convinto che un approccio cooperativo con misure di accompagnamento promette risultati migliori di un approccio sanzionatorio. A questo proposito va ricordato che in tema di commercio e sostenibilità la Svizzera e i Paesi dell'AELS perseguono un approccio simile a quello dell'UE.
Il Consiglio federale intende rendere più trasparente l'operato dei Comitati misti, come raccomandato dalla Commissione della gestione del Consiglio nazionale. Il resoconto delle attività di questi Comitati, già contenuto nel rapporto annuale di politica economica estera, è stato ampliato. Anche in futuro l'Esecutivo si adopererà affinché gli aspetti della sostenibilità siano considerati nel migliore dei modi.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.