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18.4382 · Mozione · 2018-12-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di lanciare un piano d'azione per promuovere il commercio equo di materie prime e prodotti trasformati provenienti dai Paesi in via di sviluppo, con il coinvolgimento di tutte le parti in causa (commercio, ristorazione, organismi di certificazione/label, SECO, DSC e ONG).

Il piano d'azione deve vertere sui seguenti campi di intervento:

1. stipulare convenzioni sugli obiettivi con le imprese coinvolte (importatori, rivenditori al dettaglio, ristorazione) allo scopo di ampliare l'offerta di prodotti scambiati;

2. posizionare i prodotti del commercio equo come standard nel settore degli acquisti pubblici;

3. sostenere le famiglie di piccoli agricoltori nei Paesi in via di sviluppo per la certificazione fair trade nel quadro della collaborazione allo sviluppo;

4. estendere l'attuale Sistema generale di preferenze tariffali (SGP) ai prodotti trasformati del commercio equo.

Begründung

La Svizzera si è impegnata a centrare gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG, Sustainable Development Goals) e il commercio equo contribuisce a raggiungerne diversi. Oltre agli obiettivi 1 (riduzione della povertà) e 2 (sicurezza alimentare) contribuisce soprattutto all'obiettivo 12: garantire modelli di consumo e produzione sostenibili. A ogni acquisto i consumatori influiscono sulle condizioni di lavoro e di produzione nel Sud del mondo. Il commercio equo sensibilizza a favore del consumo sostenibile e sociale; contribuisce anche all'obiettivo 13: lottare contro il cambiamento climatico; gli standard della sostenibilità fair trade puntano a una riduzione dei gas a effetto serra a livello di produzione. Gli agricoltori vengono sostenuti con corsi di formazione e seminari per adattarsi alle conseguenze del cambiamento climatico. Ciò contribuisce a lottare direttamente contro il cambiamento climatico.

La Svizzera è campione del mondo del consumo pro capite di prodotti del commercio equo, eppure le quote di questi prodotti scambiati sono ancora basse: caffè 10 per cento, cacao 6 per cento, tè 5 per cento (fonte: Swiss Fair Trade). Continua dunque a esserci un gran margine di crescita per aumentare la percentuale di questi prodotti, specialmente nel ramo della ristorazione e dei locali di ristorazione del settore pubblico. Nei negozi infatti il consumatore può scegliere con cognizione di causa i prodotti certificati fair trade, mentre nella ristorazione il più delle volte ciò non è possibile. Con un "piano d'azione commercio equo" la Svizzera può accrescere ulteriormente il suo vantaggio nel commercio equo, fornendo così anche un contributo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Sin dalla fondazione del marchio Fairtrade Max Havelaar nel 1992, il Consiglio federale ha sempre manifestato, con il suo impegno poliedrico a favore del commercio equo, un atteggiamento positivo verso il commercio equo come iniziativa privata per migliorare la situazione dei piccoli produttori e dei lavoratori più poveri nei Paesi in via di sviluppo. Il commercio equo contribuisce molto a ridurre la povertà nei Paesi in via di sviluppo grazie alla disponibilità dei consumatori a pagare. Nel frattempo, il marchio si è affermato sul mercato come strumento per rafforzare il commercio equo e sostenibile e gode di un elevato livello di fiducia tra i clienti. Il Consiglio federale ritiene pertanto inappropriato che il settore pubblico elabori un piano d'azione per promuovere il commercio equo.

Tuttavia, soprattutto nell'ambito della cooperazione economica allo sviluppo della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), la Confederazione continua a sostenere in modo complementare il modello di successo del "fairtrade" per poter sviluppare ulteriormente gli effetti positivi del commercio equo. L'attenzione si concentra su progetti di catena del valore nei Paesi partner della cooperazione svizzera allo sviluppo, come ad esempio il rafforzamento del settore del cacao in Ghana secondo i principi del commercio equo. Inoltre, la SECO sostiene alcune misure di sensibilizzazione in Svizzera, come nel caso dell'iniziativa "Fair Trade Town" che mira ad aumentare la consapevolezza e l'impegno a favore del commercio equo nelle città e nei Comuni.

Per quanto riguarda il Sistema generale di preferenze tariffali (SGP) della Svizzera a favore dei Paesi in via di sviluppo, un'eventuale prossima revisione consentirebbe di sottoporre a un'analisi costi-benefici i criteri di commercio equo o sostenibile, tenendo conto al tempo stesso della compatibilità con il diritto commerciale internazionale. Il Consiglio federale ritiene che quanto espresso nella mozione venga già preso in considerazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.