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Conciliare il diritto commerciale dell'OMC con le disposizioni degli accordi internazionali sulla sostenibilità

18.4398 · Postulato · 2018-12-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di illustrare le modalità che intende seguire in futuro per conciliare il diritto commerciale dell'OMC e le disposizioni contemplate dagli accordi in materia di sostenibilità. Oltre che dell'Agenda 2030 dell'ONU si tratta degli accordi multilaterali in materia ambientale (in particolare dell'accordo sul clima e di quello sulla biodiversità), del diritto del lavoro come pure delle norme inerenti ai diritti umani. In questo contesto occorre valutare l'opportunità di introdurre una legge sul commercio e come accrescere la partecipazione e la trasparenza.

Begründung

Secondo l'articolo 104a sulla sicurezza alimentare la Confederazione, al fine di garantire l'approvvigionamento della popolazione con derrate alimentari, crea i presupposti per relazioni commerciali transfrontaliere che concorrano allo sviluppo ecologicamente sostenibile dell'agricoltura e della filiera alimentare.

Ora si tratta di passare all'attuazione di questo principio: sono in corso negoziazioni tra la Confederazione e diversi Paesi e spazi economici - come UE, Mercosur, Indonesia o Malaysia - e le questioni relative alla sostenibilità vengono trattate, a seconda dei casi, in maniera anche molto diversa.

Per migliorare la posizione negoziale della Svizzera potrebbe essere utile definire chiaramente le esigenze e i punti irrinunciabili in materia di sostenibilità, ad esempio mediante una legge sul commercio oppure con direttive negoziali chiare e trasparenti da parte del Consiglio federale.

Ciò risulta importante soprattutto in ambito agricolo. Nel quadro degli accordi suddetti gli interessi di questo settore vengono spesso lesi, e la mancanza di trasparenza e di partecipazione sono frequentemente oggetto di critiche. In alcuni casi, oltre ad essere estenuante, il confronto politico basato sulle contingenze può portare a risultati insoddisfacenti e provvisori.

Nel quadro delle negoziazioni gli accordi sulla sostenibilità devono godere della medesima attenzione riservata alle disposizioni dell'OMC. D'altronde anche l'OMC assegna grande importanza al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell'Agenda ONU. Gli statuti di questa organizzazione prevedono che essa operi nel rispetto degli obiettivi di sviluppo sostenibile perseguendo la conservazione e la protezione dell'ambiente.

Alla luce dei blocchi negoziali nel settore agricolo (fallimento dell'Uruguay-Round e del ciclo di Doha) si aprono nuove prospettive per negoziati bilaterali e multilaterali, i cui limiti devono essere definiti nel rapporto.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo il Consiglio federale è importante che le relazioni commerciali della Svizzera contribuiscano allo sviluppo sostenibile. In generale, le regole commerciali internazionali non sono in contrasto con gli accordi multilaterali sull'ambiente, le convenzioni OIL o gli strumenti per la tutela dei diritti umani. D'altra parte l'OMC ritiene che lo sviluppo sostenibile sia un principio fondamentale e un obiettivo da perseguire in ogni ambito normativo di sua competenza. Ad esempio, il sistema del commercio internazionale consente esplicitamente l'introduzione di barriere commerciali anche per ragioni legate alla protezione dell'ambiente, come nel caso della gestione ecologica dei rifiuti (Convenzione di Basilea) o della protezione dello strato di ozono (Protocollo di Montreal). Perciò la Svizzera si adopera affinché negli scambi internazionali i temi concernenti la sostenibilità siano tenuti in maggiore considerazione.

In seno all'OMC, tra gli obiettivi perseguiti dalla Svizzera nel quadro del ciclo negoziale di Doha ci sono il chiarimento concreto dei rapporti tra le regole dell'Organizzazione e gli accordi ambientali multilaterali, nonché la liberalizzazione dei beni ecologici. Inoltre all'interno del comitato per l'ambiente dell'OMC la Svizzera favorisce, ad esempio, le discussioni sul ruolo dell'Accordo di Parigi per l'Organizzazione o sulla soppressione delle sovvenzioni inefficienti per i combustibili fossili. Malgrado il fallimento del ciclo di Doha, il nostro Paese intende impegnarsi per mantenere vivo nell'OMC il dibattito sui temi della sostenibilità.

Nel quadro dei negoziati per nuovi accordi di libero scambio (ALS) o per l'aggiornamento di quelli esistenti, la Svizzera si adopera per l'inserimento di disposizioni vincolanti specifiche in materia di standard lavorativi e protezione dell'ambiente, come pure di riferimenti ai principali strumenti internazionali di tutela dei diritti umani e ai principi di responsabilità sociale delle imprese (corporate social responsibility).

Il nostro Paese valuta di caso in caso la necessità di misure supplementari. Nelle trattative con il Mercosur l'accento viene posto su disposizioni inerenti alla sostenibilità agricola e alimentare e al benessere animale. Nell'accordo con l'Indonesia sono state inserite disposizioni specifiche concernenti l'olio di palma. Con Cina e Vietnam è impegnato a livello istituzionale in regolari colloqui tripartiti concernenti gli standard lavorativi e occupazionali, ai quali i partner sociali svizzeri partecipano a pieno titolo.

La promozione dello sviluppo sostenibile nel quadro del sistema del commercio internazionale non si limita agli ALS. Ad esempio, per incentivare la produzione sostenibile all'estero da molti anni la Svizzera favorisce lo sviluppo e l'applicazione concreta, a titolo volontario e privato, di standard di sostenibilità (per es. in relazione a diverse materie prime o all'agricoltura biologica).

La partecipazione delle cerchie interessate viene garantita grazie alla consultazione di diversi organi, come la Commissione per la politica economica o il gruppo di collegamento OMC/ALS (v. anche il parere del Consiglio federale sulla mozione Friedl 18.4246). Il Consiglio federale mira a coinvolgere sempre di più i diversi gruppi d'interesse. Riguardo alla trasparenza si è espresso nel parere sulla mozione Arslan 18.4396.

La conciliabilità degli accordi commerciali con quelli ambientali e sociali, oggetto del postulato, viene già garantita. Inoltre nell'ambito della sua strategia economica esterna il Consiglio federale prosegue il suo impegno per la realizzazione di quanto richiesto dal postulato: perciò una legge sul commercio non offrirebbe alcun valore aggiunto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.