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18.461 · Iniziativa parlamentare · 2018-09-28

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

L'articolo 116 della legge federale sugli stranieri (LStr) è modificato affinché la persona che presta assistenza non sia punibile se i motivi sono onorevoli.

Begründung

Nel 2008, durante un omaggio ai Giusti svizzeri, l'ex presidente della Confederazione Ruth Dreifuss disse: "Penso che tra tutti coloro che si sono impegnati per aiutare persone in pericolo nel proprio Paese e questo, violando la legge sugli stranieri, alcuni abbiano agito secondo la propria coscienza. Chi siamo noi per giudicare questa coscienza?" Una sessantina di svizzeri hanno ricevuto il titolo di "Giusti tra le nazioni". Inoltre, nel febbraio scorso è stata inaugurata a Palazzo federale una sala "Carl Lutz" in onore di questo uomo coraggioso la cui umanità deve ispirarci. Questi diceva: "Quando un numero così elevato di Paesi violano le leggi per uccidere può succedere di trovarne uno che le violi per salvare."

Nel 1999 Ruth Dreifuss, allora presidente della Confederazione in carica, ritornò da una visita in Macedonia accompagnata da una ventina di rifugiati dalla guerra che stava lacerando il Kosovo.

Eppure la criminalizzazione dell'aiuto apportato alle persone bisognose continua a esistere ed è nota con il nome di "reato di solidarietà". In Svizzera, l'entrata nel territorio senza visto costituisce un reato penale per le persone che provengono da Stati non europei (art. 115 cpv. 1 lett. a LStr), compresi i minori e le persone vulnerabili. Chiunque presti aiuto a una simile entrata illegale contravviene alle disposizioni dell'articolo 116 LStr. La pena può andare fino a un anno di prigione ma generalmente le persone sono condannate a pene pecuniarie che sporcano il casellario giudiziale e gravano sul loro conto bancario. Il reato è aggravato (cinque anni di prigione al massimo) se l'autore "ha agito per un'associazione o un gruppo di persone costituitosi per commettere ripetutamente tali atti" (art. 116 cpv. 3 LStr). Il Codice penale prevede sì un'attenuante se i motivi dell'assistenza sono considerati onorevoli (art. 48), ma l'imputato è comunque condannato dalla giustizia.

Nel 2017 si contano in Svizzera 1175 condannati per incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegali di uno straniero (art. 116 cpv. 1 lett. a LStr). Per ammissione dello stesso legislatore, l'articolo 116 LStr mirava inizialmente a combattere la criminalità operata dai passatori. La legge federale concernente la dimora e il domicilio (LDDS) conteneva infatti una disposizione secondo la quale prestare aiuto non era punibile in certe situazioni se i motivi erano onorevoli (art. 23 cpv. 3 LDDS). Questa disposizione è scomparsa nel 2008 quando la LDDS è stata sostituita dalla LStr.

Pertanto, nel suo tenore attuale, l'articolo 116 LStr incoraggia la non assistenza e provoca la criminalizzazione in Svizzera di persone che agiscono per motivi puramente umanitari. Questa criminalizzazione è contraria al diritto internazionale, il quale esige dagli Stati che proteggano le persone o le associazioni attive nella protezione dei diritti umani. Secondo il protocollo addizionale contro la criminalità organizzata transnazionale per combattere il traffico di migranti, entrato in vigore nel 2006, deve essere perseguito penalmente chiunque tragga un vantaggio finanziario o materiale dal traffico di migranti ma non un membro della famiglia o di gruppi non statali o religiosi che aiutano i migranti a entrare in uno Stato in modo illegale per ragioni umanitarie o a scopo non lucrativo.

In diversi Paesi europei (Belgio, Grecia, Spagna, Finlandia, Italia, Malta, Regno Unito, Croazia, Irlanda) vigono disposizioni legali che proteggono le persone che favoriscono l'entrata, il soggiorno o la partenza illegali di stranieri se lo fanno per motivi umanitari o senza scopo di lucro. Nella risoluzione adottata il 5 luglio scorso gli eurodeputati hanno ricordato che l'aiuto umanitario ai migranti non deve rientrare tra i reati penali e hanno invitato la Commissione europea a chiarire presso gli Stati membri quali forme di aiuto non dovevano essere penalizzate. In Francia il Consiglio costituzionale, competente per verificare la conformità delle leggi alla Costituzione, ha affermato all'inizio di luglio che un aiuto disinteressato al soggiorno irregolare di stranieri non può essere considerato illegale e ha invitato dunque il legislatore a modificare talune leggi. Anche in Svizzera l'articolo 116 LStr deve essere modificato per non criminalizzare più le persone che prestano aiuto se l'atto è disinteressato e queste persone non ne traggono alcun profitto personale.