18.462 · Iniziativa parlamentare · 2018-09-28
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Un decreto federale sarà adottato al fine di annullare le condanne penali pronunciate contro le persone che hanno rifiutato di assolvere il servizio militare per motivi di coscienza tra il 1968 e il 1996.
Begründung
Tra il 1968 e il 1996 oltre 12 000 giovani Svizzeri sono stati condannati a causa della loro obiezione di coscienza; la maggior parte è stata condannata a una pena privativa della libertà. Molti giovani hanno subito discriminazioni, segnatamente a causa del divieto di lavorare, oppure hanno perso il lavoro.
Nel 1967 l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha adottato una risoluzione secondo la quale gli Stati erano tenuti, conformemente all'articolo 9 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, ad accordare il diritto all'obiezione di coscienza ai loro cittadini. Lo stesso anno il Consiglio federale, in virtù di un postulato che chiedeva la creazione di una base costituzionale per l'istituzione di un servizio civile sostitutivo, ha incaricato un gruppo di lavoro di preparare una revisione totale della Costituzione.
Queste due decisioni hanno sancito ufficialmente il carattere ingiusto o quantomeno molto discutibile delle condanne per obiezione di coscienza.
La presente iniziativa parlamentare chiede pertanto la riabilitazione delle persone condannate tra il 1968 e il 1° ottobre 1996, data in cui la Svizzera ha finalmente introdotto il diritto di effettuare il servizio civile.
In tutti i suoi rapporti annuali tra il 1975 e il 1996, l'organizzazione di difesa dei diritti umani Amnesty International ha citato il nostro Paese, esplicitando la propria preoccupazione circa le incarcerazioni degli obiettori di coscienza. È vero che il Popolo svizzero ha rigettato in votazione popolare l'istituzione del servizio civile nel 1977 e nel 1984; tuttavia non si tratta qui di una questione inerente al processo democratico, ma di violazioni dei diritti umani e di giustizia, la quale impone una riabilitazione.