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Accordo con il Mercosur. No a un libero scambio a spese dell'Amazzonia, il polmone verde della terra, della sua popolazione e della sua fauna

19.1048 · Interrogazione urgente · 2019-09-12

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

I Verdi chiedono una reimpostazione della politica commerciale svizzera affinché la stipula di accordi commerciali sia subordinata a criteri di sostenibilità vincolanti e controllati in modo corretto, a beneficio dell'uomo, degli animali e dell'ambiente. Il previsto accordo con il Mercosur non va concluso se non soddisfa questi criteri.

Il disboscamento mediante incendio e la successiva monocoltura causano ingenti danni al clima e la conversione della savana secca in terreno coltivabile rilascia la CO2 immagazzinata nel suolo. L'habitat delle popolazioni indigene e la biodiversità vengono così distrutti:

1. Quali misure vincolanti contiene l'accordo per evitare che l'aumento delle esportazioni agricole accentui questi sviluppi dannosi per il clima e la biodiversità?

2. Come si può arrestare l'espulsione dei piccoli contadini dalle loro terre e garantire che i diritti delle comunità indigene siano rispettati, nonostante il Brasile, ad esempio, abbia delegato parte della responsabilità per la protezione delle popolazioni indigene al Ministero dell'agricoltura?

Secondo l'articolo 104a della Costituzione federale, gli accordi commerciali devono concorrere allo sviluppo ecologicamente sostenibile dell'agricoltura e della filiera alimentare:

3. La maggior parte della carne del Mercosur proviene da allevamenti industriali di massa, vietati in Svizzera perché considerati crudeli nei confronti degli animali (stabulazione fissa permanente, stalletti con poste singole, pavimenti completamente perforati, uso di gabbie, castrazione senza uso di farmaci, trasporto per più di sei ore). Nei Paesi del Mercosur è inoltre legale nutrire i bovini in recinti da ingrasso con alimenti non conformi alle esigenze della specie (p. es. ingrasso di soia o cereali). Quali criteri espliciti per il benessere degli animali contiene l'accordo?

4. In Argentina, Brasile e, in parte, anche in Uruguay è consentito l'uso di antibiotici e stimolatori non ormonali. Quale garanzia si ha che saranno applicate le prescrizioni in materia di dichiarazione?

5. Considerati i frequenti casi di corruzione nell'industria della carne in Brasile, quale garanzia si ha che, in questi Paesi, saranno effettuati controlli rigorosi e indipendenti in loco e che saranno comminate sanzioni, ad esempio in caso di violazione delle disposizioni sulla protezione degli animali?

6. Come può il Consiglio federale promettere ai consumatori svizzeri che saranno svolti controlli rigorosi dato che, in realtà, i controlli sulla maggior parte dei beni non potranno essere realizzati dalle autorità svizzere, ma saranno effettuati alle frontiere esterne dell'UE?

7. Il costante aumento delle importazioni di alimenti per animali (soia) per l'allevamento intensivo in Svizzera è compatibile con l'articolo 104a della Costituzione?

In generale:

8. Quali degli studi preannunciati nell'interpellanza Graf Maya 18.3316 sono stati svolti sulle ripercussioni ambientali della liberalizzazione dei prodotti agricoli?

9. Si potrà chiedere il referendum sull'accordo con il Mercosur?

Stellungnahme des Bundesrates

Il 23 agosto 2019, a Buenos Aires, i Paesi dell'AELS e del Mercosur hanno concluso nella sostanza i negoziati su un accordo di libero scambio (ALS). Il testo dell'accordo è in corso di esame giuridico e sarà poi pubblicato e sottoposto al Consiglio federale. Sulla base del progetto di accordo, rispondiamo come segue alle domande formulate:

1. Le concessioni accordate dalla Svizzera nel settore dell'agricoltura corrispondono per lo più al livello delle attuali importazioni dai Paesi del Mercosur. Basandosi sul testo attuale, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) non si aspetta quindi che l'accordo concluso nella sostanza comporterà un aumento considerevole delle importazioni agricole da questi Paesi.

2. I diritti delle popolazioni indigene sono stati oggetto dei negoziati di libero scambio con il Mercosur, in particolare per quanto riguarda le disposizioni sulla gestione sostenibile delle risorse forestali nel capitolo "Commercio e sviluppo sostenibile". Secondo il DEFR, queste disposizioni prevedono anche che l'utilizzo delle foreste da cui le popolazioni indigene dipendono per il proprio sostentamento possa avvenire solo con il loro previo consenso.

3. A livello internazionale, l'ente responsabile per la protezione degli animali è l'Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE), che elabora norme in materia di protezione degli animali. Tutti i membri dell'OIE, compresi i Paesi del Mercosur, sono tenuti a rispettare tali norme.

Il progetto di ALS con il Mercosur prevede anche un dialogo sul benessere degli animali, consistente in uno scambio e in una più stretta cooperazione con i Paesi del Mercosur, al fine di raggiungere un'intesa comune e sensibilizzarli a questo riguardo.

Lo scambio dovrebbe servire a migliorare, se necessario, l'approccio normativo in materia di benessere degli animali. Va inoltre osservato che gran parte dell'ingrasso dei bovini nei Paesi del Mercosur si basa sul pascolo estensivo. Gli animali sono quindi allevati in modo conforme alla specie. A seconda del Paese d'origine, una parte dei bovini viene ingrassata negli ultimi 100 giorni in "feedlot" (recinti da ingrasso) con alimentazione intensiva.

4. L'attuazione delle prescrizioni sulla dichiarazione per i prodotti ottenuti con metodi di produzione vietati in Svizzera è disciplinata dalle disposizioni dell'ordinanza sulle dichiarazioni agricole (ODAgr). L'ALS concluso nella sostanza non avrebbe alcuna incidenza su tali disposizioni.

L'ODAgr prevede tra le altre cose che le carni importate contenenti sostanze non ormonali finalizzate ad aumentare le prestazioni degli animali siano dichiarate come tali. Se gli importatori non sono in grado di fornire all'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) la prova dell'equivalenza di divieti di metodi di produzione stabiliti per legge o in base a direttive di produzione di diritto privato, al momento della vendita al consumatore la carne dev'essere dichiarata utilizzando la menzione: "Può essere stato prodotto con sostanze non ormonali, come gli antibiotici, per aumentare le prestazioni degli animali." Il consumatore è così informato in modo trasparente e può decidere liberamente quali prodotti desidera acquistare.

Le autorità cantonali preposte al controllo delle derrate alimentari verificano che, nel commercio al dettaglio e nel settore della gastronomia, la dichiarazione sia stata eseguita correttamente, in conformità con i requisiti della legislazione sulle derrate alimentari.

5. Lo scandalo del 2017 riguardante gli impianti di macellazione in Brasile denota che questo Paese sta adottando le misure necessarie, anche contro la corruzione. Nella fattispecie, le autorità brasiliane hanno appunto portato alla luce un caso di frode.

L'UE effettua controlli periodici nei Paesi che forniscono carne ai propri Stati membri e alla Svizzera. Le carenze individuate sono oggetto di reclami e, se necessario, vengono bloccate le importazioni da singole aziende o dall'intero Paese. La Svizzera si basa su questi controlli. Gli ultimi rapporti dell'UE sui controlli effettuati nei macelli dei Paesi del Mercosur indicano che la protezione degli animali in questi impianti è generalmente conforme alle disposizioni europee e svizzere.

6. Tutti i macelli esteri dai quali i prodotti sono esportati in Svizzera devono essere autorizzati conformemente alle disposizioni svizzere (o dell'UE) e sottoposti a controlli periodici per quanto riguarda le malattie trasmissibili, l'igiene e la protezione degli animali. I controlli sono condotti dall'UE. La Svizzera non ne effettua di propri, perché i suoi requisiti sono identici a quelli dell'UE (Accordo agricolo bilaterale tra la Svizzera e l'UE).

Tutte le spedizioni di derrate alimentari di origine animale provenienti dai Paesi del Mercosur sono soggette a controlli veterinari di confine al primo punto d'ingresso nello spazio Svizzera-UE. Se i beni sono trasportati direttamente in Svizzera, vengono controllati dal servizio veterinario di confine svizzero. Se arrivano invece prima nell'UE, vengono ispezionati dal relativo servizio competente. I controlli sono effettuati secondo le stesse direttive (Accordo agricolo bilaterale tra la Svizzera e l'UE).

7. Dal 2014 si è registrato un calo nelle importazioni dal Brasile di alimenti per animali a base di soia. Mentre fino a qualche anno fa il 70 per cento delle nostre importazioni proveniva dai Paesi del Mercosur, nel 2018 questa quota era scesa al 38 per cento, perché gli importatori preferiscono i prodotti europei. Secondo il DEFR, l'ALS con i Paesi del Mercosur concluso nella sostanza non aumenterebbe l'attrattiva economica degli alimenti per animali a base di soia, dato che già oggi non vengono riscossi dazi sui panelli oleosi. Inoltre, la soia importata dai Paesi del Mercosur è esclusivamente soia non geneticamente modificata e soddisfa anche i criteri settoriali di sostenibilità stabiliti in Svizzera (rete svizzera per la soia). Secondo questi ultimi, la soia non va coltivata su terreni preventivamente dissodati e i diritti delle popolazioni indigene e dei lavoratori devono essere rispettati. Le importazioni sono quindi conformi anche all'articolo 104a della Costituzione sulla sicurezza alimentare.

8. Le potenziali ripercussioni ambientali dell'ALS con il Mercosur concluso nella sostanza sono attualmente oggetto di uno studio esterno. La pubblicazione dei risultati è prevista per l'ultimo trimestre dell'anno. Inoltre, nel mese di giugno l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha pubblicato uno studio metodologico, realizzato in collaborazione con la Segretaria di Stato dell'economia e l'UFAG, in cui ha analizzato il possibile impatto ambientale di diversi scenari teorici di apertura del mercato agricolo, tra cui anche uno scenario Mercosur.

9. L'accordo previsto sarà sottoposto a referendum facoltativo.

Risposta del Consiglio federale.

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