19.300 · Iniziativa cantonale · 2019-01-07
Dipartimento di giustizia e polizia
Assegnato alla commissione competente
Ausgangslage
Comunicato stampa della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati del 08.10.2024
Con 5 voti contro 4 la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha deciso di sottoporre alla propria Camera un progetto che prevede di rendere imprescrittibile l’assassinio. Scaturito da un’iniziativa presentata dal Cantone di San Gallo (19.300), il progetto di modifica del Codice penale è stato posto in consultazione nel primo semestre di quest’anno.
Preso atto dell’esito della consultazione, la Commissione ha fatto proprie le motivazioni che depongono a favore dell’imprescrittibilità dell’assassinio. Ha quindi deciso di mantenere invariato il progetto e di sottoporlo alla propria Camera nonché, per parere, al Consiglio federale. Il progetto prevede di rendere imprescrittibili gli assassini commessi dopo il 1° gennaio 1995 e non si applica retroattivamente a quelli commessi anteriormente a tale data. Una minoranza della Commissione chiede di non entrare in materia. Con ogni probabilità, il progetto verrà trattato dal Consiglio degli Stati nella sessione primaverile dell’anno prossimo. La Commissione ha inoltre deciso di sospendere l’esame della mozione 23.4009, presentata dal consigliere nazionale Mike Egger e accolta dal Consiglio nazionale nella scorsa sessione, che prevede di estendere l’imprescrittibilità degli abusi sessuali su minorenni. La Commissione si propone di approfondire tale questione non appena avrà preso visione del parere del Consiglio federale in merito alla summenzionata iniziativa cantonale.
Comunicato stampa del Consiglio federale del 12.02.2025
Imprescrittibilità dell’assassinio: il Consiglio federale prende atto della proposta della CAG S
Una ristretta maggioranza della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) ritiene che l’assassinio, in quanto reato particolarmente grave, non debba più essere prescrittibile e propone una pertinente modifica del Codice penale (CP) e del Codice penale militare (CPM). Nella seduta del 12 febbraio 2025, il Consiglio federale si è espresso in merito alla citata proposta della CAG-S.
A gennaio 2019 il Canton San Gallo ha depositato l'iniziativa cantonale 19.300 concernente una modifica del CP al fine di portare da 30 anni a imprescrittibile il termine di prescrizione per le pene a vita. Una ristretta maggioranza della CAG‑S ha accolto il principio della richiesta, decidendo tuttavia di abrogare il termine di prescrizione solamente per l'assassinio (art. 111 CP; art. 116 CPM). Il pertinente progetto della CAG‑S per una modifica del CP e del CPM prevede che in futuro né l'azione penale né l'esecuzione penale siano prescrittibili in caso di assassinio. Anche decenni dopo la commissione del reato prevarrebbe l'interesse dei congiunti a chiarire il reato e a punirne l'autore.
Il 12 febbraio 2025, il Consiglio federale ha preso atto del rapporto della CAG‑S. Nel suo parere l'Esecutivo sostiene che si deve tener conto seriamente dell'interesse dei congiunti della vittima a chiarire un reato grave e punirne gli autori. Tuttavia ricorda che l'imprescrittibilità non può sempre soddisfare l'interesse della vittima specialmente se l'abolizione del termine di prescrizione dovesse alimentare false speranze di una condanna dell'autore. Dimostrare la colpevolezza decenni dopo la commissione del reato diventa infatti sempre più complicato e improbabile: spesso non è sufficiente una traccia di DNA per identificare l'autore; a tal fine, di regola, occorrono ulteriori prove. Inoltre un'assoluzione per insufficienza di prove in molti casi non è solo una delusione, ma può causare un ulteriore trauma a chi resta.
Il Consiglio federale precisa che gli interessi delle vittime e dei loro congiunti sono importanti, ma non sono l'unico aspetto determinante per la punizione dell'autore del reato. L'esercizio della prerogativa statale di punire ha soprattutto una finalità sociale: con un procedimento penale lo Stato difende l'ordinamento giuridico e mostra di non tollerare la violazione delle regole. Però questo aspetto perde importanza con il passare del tempo. Il legislatore deve ponderare attentamente questi interessi per raggiungere un equilibrio.
In questo contesto, il Consiglio federale afferma nel suo parere che modificare il termine di prescrizione di 30 anni dell'assassinio rendendo questo reato imprescrittibile solleva diverse questioni. Se il Parlamento dovesse chiedere una modifica legislativa, il Consiglio federale suggerisce che la proposta della CAG‑S e altre disposizioni sulla prescrizione vengano approfonditamente analizzate alla luce dei risultati della consultazione.
Wortlaut
Il Gran Consiglio invita l'Assemblea federale a modificare il Codice penale svizzero al fine di portare da 30 anni a imprescrittibile il termine di prescrizione per le pene detentive a vita.
Begründung
Originariamente il Codice penale svizzero prevedeva l'imprescrittibilità per il genocidio, i crimini contro l'umanità, i crimini di guerra e gli atti terroristici qualificati. Con l'accettazione dell'iniziativa popolare "per l'imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile" (la cosiddetta iniziativa sull'imprescrittibilità), dal 2008 sono imprescrittibili anche l'azione penale e la pena per i reati sessuali o di pornografia commessi su fanciulli impuberi (art. 123b della Costituzione federale; RS 101). Secondo le disposizioni vigenti del Codice penale svizzero (CP; RS 311.0), i reati puniti con il carcere a vita si prescrivono in 30 anni. Con l'evoluzione delle analisi del DNA le autorità inquirenti e di ricerca oggi dispongono di possibilità tecniche per chiarire reati che talvolta hanno condotto a spettacolari successi investigativi. Anche a distanza di anni da un reato le analisi del DNA possono dunque produrre prove in grado di dimostrare la colpevolezza di chi l'ha commesso. In seguito allo sviluppo di nuovi metodi e strumenti forensi si può inoltre contare su mezzi ausiliari che, sempre più spesso, permettono di chiarire anche reati compiuti molto tempo addietro; tuttavia il termine di prescrizione vigente potrebbe impedire di sfruttare tali progressi. Il Codice penale dovrebbe pertanto essere adeguato alla situazione attuale; in tal modo si contribuirebbe anche a rafforzare la fiducia della popolazione nella giustizia.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.03.2025
Reato assassinio non va prescritto dopo 30 anni
Chiunque - ad eccezione di un minore - si macchi di assassinio, reato che implica una condanna a vita, non deve beneficiare della prescrizione, attualmente di 30 anni. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati per 34 voti a 5. Il dossier va al Nazionale.
La modifica del Codice penale fa seguito a un'iniziativa del Canton San Gallo approvata dalle Camere nel 2021. Rispetto al testo dell'iniziativa, la commissione preparatoria ha considerato solo il crimine di assassinio, e non tutti i "reati gravi" passibili di una pena detentiva "a vita".
Attualmente il diritto penale prevede l'imprescrittibilità per il genocidio, i crimini contro l'umanità, i crimini di guerra e gli atti terroristici qualificati, nonché i reati sessuali o pedopornografici commessi su bambini.
Con la sua iniziativa, San Gallo voleva abolire la prescrizione per chi ha commesso un reato grave. Nelle motivazioni dell'iniziativa, si sottolinea che i termini attuali potrebbero impedire la risoluzione di taluni casi. In particolare, i progressi delle analisi genetiche consentirebbero agli inquirenti di trovare le prove della colpevolezza di un sospetto molti anni dopo i crimini.
Riflessioni quest'ultime fatte proprie dal relatore della commissione preparatoria, Daniel Jositsch (PS/ZH), secondo cui i 30 anni di prescrizione potrebbero impedire la risoluzione di alcuni casi, oggi possibile grazie ai progressi nell'analisi del DNA che consentono agli investigatori di trovare prove a distanza di molti anni.
Il "senatore" zurighese ha anche accennato alle discussioni avute con i parenti delle vittime. Chi resta preferirebbe l'apertura di un procedimento anche a molti anni di distanza piuttosto che il caso rimanga irrisolto.
Nel suo intervento, Carlo Sommaruga (PS/ZH) ha sostenuto invece che la disposizione si applicherebbe solo agli omicidi per i quali la prescrizione non è ancora scaduta. In questi casi, il progresso scientifico ha già permesso di risolverli. In relazione ai parenti, Sommaruga teme che quest'ultimi possano rimanere delusi giacché l'imprescrittibilità non è sinonimo per forza di risoluzione di un "cold case".
Per Sommaruga, al pari del "ministro" di giustizia e polizia Beat Jans, dimostrare la colpevolezza decenni dopo un reato diventa infatti sempre più complicato e improbabile: spesso non è sufficiente una traccia di DNA per identificare l'autore; a tal fine, di regola, occorrono ulteriori prove. Inoltre un'assoluzione per insufficienza di prove in molti casi non è solo una delusione, ma può causare un ulteriore trauma a chi resta.
Per Jans, gli interessi delle vittime e dei loro congiunti sono senz'altro importanti, ma non sono l'unico aspetto determinante per la punizione dell'autore del reato. L'esercizio della prerogativa statale di punire ha soprattutto una finalità sociale: con un procedimento penale lo Stato difende l'ordinamento giuridico e mostra di non tollerare la violazione delle regole. Però questo aspetto perde importanza con il passare del tempo. Il legislatore deve ponderare attentamente questi interessi per raggiungere un equilibrio.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 02.03.2026
Nessuna prescrizione in caso di assassinio
Non ci deve essere nessun termine di prescrizione per un assassinio. Dopo il Consiglio degli Stati, oggi anche il Nazionale ha approvato, con 109 voti a 73, l'imprescrittibilità per questo crimine, contro il parere della sua commissione preparatoria. Il PLR ha cambiato posizione all'ultimo.
La modifica del Codice penale fa seguito a un'iniziativa del Canton San Gallo approvata dalle Camere nel 2021. Rispetto a questa, il progetto trattato oggi prende in considerazione solo l'assassinio - che oggi cade in prescrizione dopo 30 anni - e non tutti i "reati gravi" passibili di una pena detentiva "a vita".
Durante il dibattito, l'UDC e il Centro hanno difeso l'imprescrittibilità di questo crimine, caratterizzato da una particolare assenza di scrupoli, ovvero se il movente, lo scopo o il metodo sono particolarmente odiosi. Tale imprescrittibilità esiste già in altri Paesi, come la Germania, ha rilevato Mauro Tuena (UDC/ZH).
Quest'ultimo ha ricordato che oggi si possono sfruttare i progressi tecnologici, ad esempio nel campo delle analisi del DNA, per chiarire i crimini anche dopo un lungo periodo di tempo. Ha poi aggiunto che i parenti delle vittime non dimenticano ciò che è accaduto, anche dopo diversi decenni.
L'omicidio è "di gran lunga il crimine più grave", ha concordato Philipp Matthias Bregy (Centro/VS), sostenendo che "non c'è motivo per cui debba cadere in prescrizione". Al momento della votazione, l'UDC e il Centro hanno ricevuto il sostegno del PLR, malgrado Philippe Nantermod (PLR/VS), a nome del suo partito, avesse rilevato che "l'imprescrittibilità non è la soluzione definitiva".
La sinistra e il PVL volevano mantenere lo stato attuale delle cose, così come il Consiglio federale e la maggioranza della commissione. A nome di quest'ultima, Simone Gianini (PLR/TI) ha affermato che "un'imprescrittibilità totale conferirebbe al ministero pubblico un obbligo investigativo illimitato nel tempo, soluzione ritenuta né opportuna né sostenibile dal profilo delle risorse, ma soprattutto problematica anche dal profilo delle aspettative dei famigliari delle vittime".
Diversi oratori hanno dal canto loro sottolineato che le prove da sole non sono sufficienti per condannare una persona. Occorre considerare l'insieme degli elementi e comprendere la motivazione dell'autore, ha spiegato Beat Flach (PVL/AG), anche lui a nome della commissione.
"Come si può condurre questo procedimento a distanza di decenni?", si è chiesto Raphaël Mahaim (Verdi/VD), ricordando che sarebbe necessario interrogare i testimoni, "se sono ancora vivi". Ciò può portare a prove "inconsistenti e a resoconti incerti o vaghi". Nel dibattito è inoltre stato più volte evocato il rischio di suscitare false speranze, o addirittura delusioni, nei familiari delle vittime.
Il plenum ha pure deciso di modificare i termini di prescrizione per una serie di altri reati: quello per l'omicidio dovrà per esempio essere portato da 15 a 30 anni.
Queste nuove scadenze si applicheranno solo agli atti che non sono ancora prescritti al momento dell'entrata in vigore, ha precisato Flach. È inutile rivedere tutti i termini di prescrizione, ha obiettato Christian Dandrès (PS/GE). Meret Schneider (Verdi/ZH) ha ritenuto che quelli attuali, già molto lunghi, consentano di lavorare in modo efficace.
Nella votazione complessiva, il plenum ha approvato il progetto con 132 voti a 53.
Comunicato stampa della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati del 26.06.2026
Con 7 voti contro 4 e 1 astensione, la Commissione ha deciso di rivenire sulla questione dell’imprescrittibilità dell’assassinio e di stralciare la relativa disposizione dal proprio progetto di attuazione dell’iniziativa cantonale 19.300 Nessun termine di prescrizione per chi ha commesso un reato grave. Secondo la Commissione è possibile tenere conto delle finalità dell’iniziativa cantonale e degli interessi delle vittime anche aumentando da 15 a 30 anni il termine di prescrizione per l’omicidio intenzionale e per altre fattispecie penali, allineandolo così a quello previsto per l’assassinio. Una minoranza desidera invece mantenere l’imprescrittibilità dell’assassinio. Poiché entrambe le Camere hanno già raggiunto un’intesa su tale questione, la decisione di rivenire della Commissione è soggetta all’approvazione della sua Commissione omologa (art. 89 cpv. 3 LParl).
Informazioni
Segreteria della Commissione degli affari giuridici (CAG)
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