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19.3007 · Postulato · 2019-02-18

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare l'opportunità di integrare sotto il profilo istituzionale e operativo il Fondo verde per il clima (Green Climate Fund, GCF) nel credito quadro per l'ambiente globale. È chiamato inoltre a valutare il modo in cui si potrebbe aumentare questo credito quadro allo scopo di garantire in futuro contributi per ricostituire il GCF, possibilmente secondo il principio di causalità (chi inquina paga).

Begründung

Oltre al Fondo globale per l'ambiente (Global Environment Facility, GEF), che esiste dall'inizio del finanziamento ambientale internazionale (Conferenza di Rio del 1992), il Fondo verde per il clima (Green Climate Fund, GCF) riveste nel settore climatico una crescente importanza. L'Accordo sul clima di Parigi, concluso nel 2015, ha confermato la funzione di questo Fondo come unità operativa del meccansimo di finanziameno. Con il Regolamento di Parigi, emanato nell'ultima conferenza sul clima nel dicembre 2018 a Katowice, si è definitivamente stabilito che il GCF diventi "l'attore principale tra i fondi multilaterali nell'ambito del finanziamento internazionale per il clima" (come scritto nel messaggio).

Nel 2019 sarà avviato un processo formale di ricostituzione del GCF, analogamente a quello per il GEF. La Svizzera intende parteciparvi. Finora la Confederazione ha tuttavia sostenuto il GCF soltanto una volta sotto forma di un finanziamento iniziale di 90 milioni di franchi sull'arco di tre anni. Allora i mezzi erano stati reperiti grazie alla flessibilità del credito quadro relativo alla cooperazione con i Paesi del Sud (DSC, messaggio concernente la cooperazione intenazionale).

Dal 2021 il Consiglio federale intende versare contributi annuali al finanziamento climatico per un ammontare tra 450 e 600 milioni di franchi. Gran parte di questi mezzi sono destinati al GCF. Non è ancora chiaro da dove saranno recuperati questi mezzi e attraverso quali canali confluiranno nel GCF.

Visto che il GEF e il GCF sono molto simili sotto il profilo tematico e opertivo e che il GCF rimpiazzerà a medio termine il GEF quale attore principale del finanziamento climatico, appare opportuno trattare questi due fondi allo stesso modo a livello istituzionale e operativo. Il finanziamento e la ricostituzione del CGF dovrebbero dunque essere effettuati secondo gli stessi meccanismi e in seno al medesimo credito quadro del GEF.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il cambiamento climatico è un tema prioritario della cooperazione internazionale della Svizzera poiché i suoi effetti negativi si manifestano in modo palese nei Paesi in via di sviluppo. Se non si adottano misure efficaci, il cambiamento climatico potrebbe azzerare tutti i progressi registrati finora dallo sviluppo. Per lottare contro le sue cause e per adeguarsi ai suoi effetti, il Fondo verde per il clima (Green Climate Fund, GCF) finanzia esclusivamente progetti nei Paesi in via di sviluppo, un approccio di primaria importanza soprattutto per gli Stati e i gruppi di popolazione più vulnerabili.

Nel suo rapporto del 10 maggio 2017 sul finanziamento internazionale nel settore ambientale in adempimento del postulato della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale 15.3798, il Consiglio federale ha dichiarato che 450-600 milioni di franchi sarebbero un importo adeguato per partecipare all'obiettivo di finanziamento internazionale per la lotta alle cause del cambiamento climatico e per l'adeguamento alle sue conseguenze nei Paesi in via di sviluppo. Attualmente la Svizzera versa circa 440 milioni di franchi all'anno (stato: 2017), di cui 340 milioni di franchi provenienti da fondi pubblici e 100 milioni di franchi da fondi privati mobilitati dalla Confederazione. Oltre il 90 per cento dei fondi pubblici deriva dai crediti quadro della cooperazione internazionale, di cui due terzi da progetti di sviluppo bilaterali della DSC e della SECO, e il rimanente terzo da contributi a organizzazioni di sviluppo multilaterali come il Fondo verde per il clima.

Il GCF fa parte del meccanismo di finanziamento della convenzione sul clima dell'ONU ed è sancito dall'Accordo di Parigi sul clima. Il versamento di contributi finanziari al GCF si fonda, a livello federale, sulle seguenti basi giuridiche: l'articolo 53 capoverso 1 lettera d della legge sulla protezione dell'ambiente (RS 814.01) e l'articolo 6 capoverso 1 lettera b della legge sulla cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali (RS 974.0). Nel messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (FF 2016 2005), il GCF figura tra le 15 organizzazioni multilaterali prioritarie. Secondo il Consiglio federale, l'assegnazione di fondi al GCF nel relativo credito quadro per la cooperazione internazionale si è dimostrata efficace sia praticamente che finanziariamente: a livello pratico, infatti, questa soluzione consente di coordinare in modo ottimale e di migliorare l'efficienza dei vari strumenti della cooperazione internazionale per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad adattarsi alle conseguenze del cambiamento climatico e ad affrontarne le cause. Sotto il profilo finanziario, invece, permette di rendere più flessibile la ripartizione delle risorse. Si prevede quindi di integrare il Fondo verde per il clima anche nel messaggio 2021-2024. Alla luce della regolamentazione attuale, pertanto, il Consiglio federale non ritiene necessaria l'integrazione istituzionale e operativa del GCF nel credito quadro per l'ambiente globale. Plafico, la piattaforma di coordinamento dell'Amministrazione federale, garantisce inoltre che le posizioni della Svizzera per quanto concerne le questioni relative al finanziamento internazionale nel settore ambientale rimangano coerenti.

Nel summenzionato rapporto il Consiglio federale ha affermato che, visti gli ostacoli costituzionali e gli svantaggi generali della destinazione vincolata di fondi a livello di politica finanziaria, lo sviluppo di nuove e ulteriori fonti di finanziamento per i finanziamenti internazionali per il clima appare difficilmente realizzabile. Ciononostante, la Svizzera continuerà a partecipare attivamente alle discussioni globali relative ai possibili strumenti di finanziamento coordinati a livello internazionale che si basino sul principio "chi inquina paga".Il Consiglio federale non ritiene necessario un ulteriore rapporto sul medesimo tema.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.