Canone radioTV. Restituire alle economie domestiche il "tesoretto" da 600 milioni di franchi
19.3031 · Mozione · 2019-03-06
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Con la presente mozione, si chiede al Consiglio federale di stabilire che i 600 milioni di canone radio-TV prelevati in esubero da Serafe nel 2019 tramite il sistema della fatturazione scaglionata, decisa in accordo con Ufcom, vengano restituirti alle economie domestiche invece di confluire indebitamente nelle casse della SSR.
Begründung
Con il sistema di fatturazione parziale e la suddivisione delle economie domestiche in dodici fasce di pagamento, per l'anno 2019 la Serafe riscuoterà dalle economie domestiche svizzere ben 600 milioni di franchi extra (1,9 miliardi invece di 1,3).
Il quotidiano (on line) "Le Matin" ha descritto la situazione in un approfondito servizio pubblicato ad inizio febbraio:
https://www.lematin.ch/suisse/redevance-berne-encaisse-600-millions-prevu/story/10922347
Tale sistema di fatturazione è stato concordato con l'Ufcom nell'ambito dell'entrata in vigore della "nuova" Legge sulla radiotelevisione e del conferimento alla Serafe del mandato di riscossione del canone in precedenza attribuito alla Billag.
È sorprendente che, in quest'ambito, si siano spesi fiumi di parole sugli indirizzi sbagliati nelle fatture Serafe, ma ben poco sia stato detto a proposito del "tesoretto" da 600 milioni di franchi generato tramite il sistema di fatturazione in dodici scaglioni. Questo sistema permetterà alla SSR di disporre di 600 milioni di franchi in più per l'anno 2019 a scapito delle economie domestiche svizzere. Ciò è chiaramente inaccettabile.
A questo si aggiunge la disparità di trattamento: ci sono infatti economie domestiche, quelle inserite nei gruppi di fatturazione degli ultimi mesi dell'anno, che si troveranno a pagare quasi un anno di canone in più. Secondo indicazioni dell'UFCOM, detto inserimento è avvento in modo casuale.
Quanto versato in eccesso non sarà di fatto mai restituito, dal momento che l'obbligo di pagare il canone non giunge mai a termine, essendo quest'ultimo stato trasformato in una tassa pro-SSR.
La SSR non può beneficiare di 600 milioni di franchi prelevati indebitamente dalle tasche dei cittadini, per quanto con l'accordo dell'UFCOM. A maggior ragione se si considera che l'emittente pubblica, nell'ambito della votazione sull'iniziativa "No Billag", si è impegnata a risparmiare.
Con la presente mozione si chiede quindi che i 600 milioni di franchi di canone che Serafe fatturerà in esubero nel 2019 vengano integralmente restituiti alle economie domestiche.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nell'ambito della revisione della legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (RS 784.40 - di seguito LRTV), entrata in vigore il 1° luglio 2016, il Consiglio federale ha rinnovato la modalità di riscossione del canone radiotelevisivo introdotta nel 2011.
L'obiettivo della ripartizione degli assoggettati sui diversi mesi dell'anno è quello di distribuire nel modo più lineare possibile l'onere amministrativo della fatturazione e della riscossione nel corso dell'anno, assicurando così un accompagnamento dei dossier più vicino agli interessi degli assoggettati e garantendo nel contempo il rapporto costo-efficacia del sistema.
La cerchia dei beneficiari del canone è definita all'articolo 68a della LRTV. L'importo del canone per economia domestica è stabilito dal Consiglio federale in base alle esigenze identificate e comprovate dei beneficiari. Si tratta quindi di una tassa causale i cui proventi servono a coprire i costi. Nello stabilire l'importo del canone, si tiene conto anche delle raccomandazioni del sorvegliante dei prezzi. Il sistema stesso non genera in alcun caso delle riserve.
Poiché il canone è riscosso per un periodo di dodici mesi, un'eventuale eccedenza dei proventi del canone a fine anno è di fatto solo la parte della quota di canone pagata nell'anno in corso ma relativa all'anno successivo. Al netto di questo effetto sistemico, il canone annuale pagato da un'economia domestica privata ammonta sempre a 365 franchi. Come accennato in precedenza, questo sistema prevale dal 2011.
I beneficiari ricevono ogni anno solo la quota dei proventi del canone loro assegnata per legge. Non avviene alcun versamento di importi supplementari, né in favore della SSR né degli altri beneficiari. Inoltre, le eccedenze del canone sono depositate su un conto presso la Confederazione e sono gestite dalla Confederazione.
Infine, va precisato che la fatturazione parziale applicata nel 2019 è dovuta al passaggio al nuovo sistema, nel 2020 non sarà più necessaria. A partire da tale data, infatti, i proventi annui si stabilizzeranno a circa 1,2 miliardi di franchi. Tuttavia, in caso di cambiamento di sistema, come è avvenuto nel 2018, l'ultima fattura mensile inviata agli assoggettati non sarebbe più una fattura annuale, bensì una fattura finale ridotta che termina alla fine dell'anno in questione, con conseguenti minori entrate. In quel momento, la diminuzione di tali entrate verrebbe compensata dallo scioglimento delle eccedenze.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.