Lexipedia

Piano B del Consiglio federale in caso di un rifiuto definitivo dell'Italia di sottoscrivere il nuovo accordo fiscale relativo alla fiscalità dei frontalieri

19.3147 · Postulato · 2019-03-19

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che illustri il suo scenario strategico (piano B) se l'Italia rifiuterà il nuovo accordo fiscale, indicando anche le conseguenze economiche, finanziarie e sociali di un simile rifiuto per il Ticino e le implicazioni sul destino dell'Accordo in vigore.

Begründung

L'ultimo incontro tra il consigliere federale Ignazio Cassis e il suo omologo italiano, il ministro Enzo Moavero Milanesi ha confermato che l'Italia, per ragioni interne, non sembra voler firmare l'Accordo sui frontalieri parafato il 22 dicembre 2015. Al Cantone Ticino deriva un significativo pregiudizio dal traccheggiare delle autorité politiche italiane. Primo, perché con l'Accordo del 3 ottobre 1974 il Ticino dovrà continuare a riversare a Roma - quale compensazione a favore dei Comuni italiani della fascia di confine - il 38,8 per cento delle imposte alla fonte prelevate dai frontalieri italiani, anziché il 30 per cento previsto dal nuovo Accordo. Secondo, perché la quota di ristorno fiscale attualmente dovuto all'Italia è ben superiore a quella dovuta per esempio all'Austria, che è pari solo al 12,5 per cento. La Confederazione, infatti, con l'entrata in vigore della libera circolazione delle persone (ALC) aveva modificato l'accordo sui frontalieri con l'Austria, stornandole da allora solo il 12,5 per cento delle imposte incassate dai suoi frontalieri. Il nuovo Accordo con l'Italia consentirebbe tra l'altro al Ticino di incassare il 70 per cento delle imposte alla fonte invece dell'attuale 62,2 per cento, il che significa tra i 12 e i 20 millioni di franchi svizzeri in più all'anno. I lavoratori italiani dichiarerebbero quindi in Italia il reddito da lavoro conseguito in Svizzera, deducendo pero l'imposta ivi pagata. Le ben più elevate aliquote marginali italiane potrebbero indurre i frontalieri delle fasce di reddito più alte a riconsiderare la loro scelta di lavorare in Svizzera, visto il lento miglioramento della situazione occupazionale in Lombardia. Ciò allevierebbe la pressione sui salari e sulle infrastrutture in Ticino. L'ipotesi di un equo indennizzo a favore del Ticino era stata ventilata dall'consigliere federale Ueli Maurer nel 2017, in un incontro con la Deputazione ticinese, se non si fosse sbloccata la situazione in Italia. Occorre quindi un piano B del Consiglio federale in cui sia indicato lo scenario strategico e le implicazioni per la svizzera di un rifiuto definitivo dell'Italia, e ciò sia in relazione al destino dell'Accordo in vigore, sia alle conseguenze economiche, finanziarie e sociali per il Ticino.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Negli ultimi anni il Consiglio federale per quanto concerne l'imposizione dei frontalieri e, in generale, le questioni fiscali in sospeso con l'Italia ha sempre privilegiato la strada del dialogo. Tale modus operandi è il risultato di un miglioramento graduale delle relazioni bilaterali in questo settore. Tuttavia, la situazione attuale in merito all'accordo sull'imposizione dei lavoratori frontalieri parafato il 22 dicembre 2015 non è soddisfacente. Malgrado gli sforzi intrapresi dalla Svizzera, l'accordo non è stato ancora firmato. Il 14 gennaio 2019, in occasione del suo incontro con il consigliere federale Ignazio Cassis, il ministro italiano degli affari esteri e della cooperazione internazionale Enzo Moavero Milanesi si è impegnato a trasmettere alla Svizzera una risposta definitiva da parte del Governo italiano entro la fine della primavera. L'obiettivo della Svizzera rimane la firma del nuovo accordo parafato nel 2015. Inoltre, il Cantone Ticino e la regione Lombardia hanno intavolato un dialogo per promuovere l'accordo a livello regionale.

In considerazione delle possibili ripercussioni sulle relazioni bilaterali, il Consiglio federale non ritiene opportuno che questioni strategiche siano oggetto di un rapporto come chiesto dall'autore del postulato. Ciò comprometterebbe considerevolmente il margine di manovra della Svizzera e, di conseguenza, le sue probabilità di successo. Sono già state fatte varie riflessioni circa i possibili scenari nonché i provvedimenti da adottare se non si dovessero intravedere sviluppi a medio termine. Queste questioni saranno oggetto di discussione all'occorrenza e nella cerchia ristretta composta dai diversi attori interessati, tra cui il Cantone Ticino, come del resto è già stato fatto in passato.

Inoltre, non è corretto affermare che il capo del Dipartimento federale delle finanze ha prospettato nei confronti della Deputazione ticinese di compensare finanziariamente il Cantone Ticino. Come già illustrato nel parere in risposta alla mozione 17.3639, se la Confederazione compensasse finanziariamente il Ticino, ciò non sarebbe giustificabile sotto il profilo legale né politico poiché significherebbe discriminare gli altri Cantoni.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Piano B del Consiglio federale in caso di un rifiuto definitivo dell'Italia di sottoscrivere il nuovo accordo fiscale relativo alla fiscalità dei frontalieri | Lexipedia | Lexipedia