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Azioni degli attivisti per i diritti degli animali contro macelli e macellerie. Dove lo Stato porrà finalmente limiti giuridici?

19.3151 · Interpellanza · 2019-03-20

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Alla fine del 2017 l'antispecismo, un movimento per i diritti degli animali che pone l'individuo in primo piano rispetto alla specie zoologica, ha iniziato a diffondersi dalla Francia alla Svizzera romanda. Come conseguenza, nel secondo trimestre del 2018 le vetrine di una decina di macellerie della Svizzera romanda sono state infrante con violenza e, in alcuni casi, imbrattate e coperte con adesivi inneggianti a slogan di circostanza.

Oltre a due azioni simili nella città di Berna, nel novembre 2018 il macello di Oensingen è stato bloccato con la forza da oltre 130 attivisti, perlopiù stranieri, dell'associazione "269 Libération Animale". Negli ultimi tempi, anche le veglie di protesta del movimento internazionale "The Save Movement" si sono moltiplicate in tutto il Paese.

Alla luce di questa situazione, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Come valuta l'ipotesi, spesso espressa, che gli animali da reddito soffrano in generale, mentre la Svizzera dispone della legge sulla protezione degli animali probabilmente più severa del mondo?

2. Qual è la sua posizione riguardo alle azioni violente e ai blocchi contro macellerie e macelli? Che contromisure intende adottare o come intende proteggere in futuro queste aziende da azioni simili?

3. Come valuta il fatto che azioni di protesta sono condotte a cadenza settimanale o mensile davanti a un numero crescente di macelli? Che i locali di queste aziende e i loro dipendenti sono fotografati o filmati a distanza per poi finire sui media sociali? E che queste aziende subiscono molestie telefoniche?

4. A suo parere, il moltiplicarsi di tali azioni ripetute è compatibile con la libertà di manifestazione secondo gli articoli 16 e 22 della Costituzione federale?

5. Condivide i timori espressi da molti macelli secondo cui gli attivisti, conducendo le loro azioni proprio nella penombra del primo mattino, si espongano a un grande rischio personale, di cui i macelli o i trasportatori di animali, con tutta la prudenza del caso, non possono assumersi la responsabilità?

6. Come giudica le incitazioni più o meno velate alla violenza, che sono apparentemente approvate, in parte in maniera trasparente in parte dissimulata, da diverse organizzazioni per la protezione degli animali?

7. In che modo il Consiglio federale o le autorità cantonali di giustizia e polizia intendono porre freno efficacemente a questi sviluppi pericolosi per il nostro Paese e che rischiano di essere imitati anche in altri settori economici?

Stellungnahme des Bundesrates

1. L'ipotesi che gli animali da reddito soffrano in generale è priva di fondamento. In Svizzera vigono disposizioni severe in materia di protezione degli animali e le autorità di esecuzione effettuano regolarmente controlli. Inoltre sono numerosi i detentori di animali che partecipano a programmi privati o di diritto pubblico di label e di promozione della protezione degli animali.

2./6. Il Consiglio federale condanna ogni incitazione alla violenza così come gli stessi atti di violenza. Le autorità competenti monitorano i movimenti estremisti violenti per i diritti degli animali allo scopo di individuare precocemente eventuali azioni violente e adottare misure di prevenzione. Se, nonostante ciò, dovessero verificarsi azioni violente, gli autori devono essere perseguiti penalmente. Le misure penali adottate nei confronti degli estremisti animalisti violenti hanno dato i loro frutti con il passaggio al nuovo millennio e le azioni violente sono diventate rare in tale ambito. Soltanto nel 2018 le autorità di sicurezza hanno constatato un nuovo aumento di questi episodi. Le autorità di sicurezza competenti, tra cui il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), collaborano a stretto contatto per identificare autori e destinatari delle incitazioni alla violenza e per prevenire la commissione di simili atti. Attualmente, in seguito a una serie di arresti, il numero di azioni violente nella Svizzera romanda è calato nuovamente.

3. Le autorità di polizia cantonali non hanno finora constatato un incremento significativo di simili episodi. Piccoli gruppi di attivisti conducono in modo pacifico singole azioni di protesta autorizzate dalle autorità. Le fotografie sono rare e sono pubblicate solo sporadicamente sulle reti sociali. Sin dall'ottobre 2017, un piccolo gruppo di attivisti svolge nelle prime ore del mattino azioni di protesta autorizzate dinanzi a un macello del Cantone di Zurigo. Queste azioni si svolgono generalmente nella calma. Le autorità di polizia non sono a conoscenza di casi di molestie telefoniche. Altre azioni previste nei pressi di un altro macello nel Cantone di Zurigo non erano state autorizzate, motivo per cui gli attivisti, dopo essersi soffermati con il gestore del macello e la polizia, hanno deciso di abbandonare i loro propositi.

4. Le azioni e le manifestazioni sul suolo pubblico beneficiano della garanzia costituzionale relativa alla libertà d'opinione e d'informazione (art. 16 della Costituzione federale, Cost.; RS 101) e alla libertà di riunione (art. 22 Cost.). Sulla base di queste norme costituzionali, sussiste pertanto, in linea di principio, il diritto a utilizzare il suolo pubblico per condurre manifestazioni dal contenuto ideologico. Godono tuttavia di tale garanzia soltanto i raduni e le manifestazioni pacifiche: in caso di danneggiamenti o altri reati, la garanzia costituzionale non è applicabile. Inoltre la libertà di riunione, come tutte le altre libertà individuali, non ha un valore assoluto. Tale libertà può essere infatti limitata in virtù dell'articolo 36 della Costituzione, ad esempio vincolandola al rilascio di un'autorizzazione.

5. I gestori di aziende private sono tenuti ad adottare ogni misura necessaria per proteggere i propri edifici e le proprie strutture e ridurre così il rischio di intrusione e sabotaggio. Le autorità di polizia cantonali non hanno finora riscontrato alcun pericolo per la sicurezza delle persone. Nel caso menzionato nella risposta alla domanda 3 che ha interessato il Cantone di Zurigo, le vie d'accesso sono ben illuminate e, nel corso delle manifestazioni, gli attivisti indossano giubbotti catarinfrangenti.

7. Le autorità di sicurezza cantonali adottano le misure di prevenzione e sensibilizzazione necessarie. Se del caso, assumono inoltre compiti di prevenzione dei rischi e di perseguimento penale. Nel Cantone di Ginevra numerose persone sono state arrestate al termine di lunghe indagini e un procedimento penale è attualmente in corso. Da allora non si sono verificati altri casi di danneggiamenti o violazione di domicilio. Nella Svizzera tedesca, non si registra attualmente alcun reato nel settore in questione né alcun disturbo alle attività dei macelli che richieda un intervento della polizia. Inoltre gli attivisti richiedono le autorizzazioni necessarie e rispettano le condizioni previste. Le autorità competenti giudicano infine minimo il rischio che tali sviluppi pericolosi possano essere imitati anche in altri settori economici.

Risposta del Consiglio federale.

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