19.3159 · Interpellanza · 2019-03-20
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Poiché la previdenza professionale contribuisce sostanzialmente alla copertura dei rischi di vecchiaia, decesso e invalidità, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. È consapevole che la rigorosa selezione dei rischi comporta notevoli pericoli per il sistema della previdenza professionale?
2. Quali misure sono previste per evitare che tra pochi anni vi siano solo casse per beneficiari di rendita che non assumono nuovi rischi e istituti di previdenza con assicurati giovani a bassissimo rischio?
3. Se i "cattivi rischi" sono sistematicamente setacciati, quali sono le ripercussioni sull'efficienza della previdenza professionale?
Begründung
La concorrenza tra gli istituti di previdenza è in forte aumento, e con essa la selezione dei rischi. Diversamente dalla legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal), la legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità
(LPP) non prevede alcun obbligo di ammissione, nemmeno per le prestazioni di base, fatta eccezione per l'istituto collettore. Sempre più fondazioni collettive e assicuratori sulla vita non sono più disposti ad affiliare lavoratori anziani nella previdenza professionale. Per contro, sottraggono sistematicamente effettivi di assicurati giovani alle fondazioni comuni o alle casse pensioni aziendali. Le casse pensioni che contano esclusivamente assicurati giovani sono molto più efficienti e non assumono pressoché alcun rischio. Sono quindi più interessanti, in quanto con una tale struttura i "buoni rischi" vengono praticamente da sé. Eppure, la ripartizione dei rischi è il principio economico fondamentale delle assicurazioni sociali.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale constata effettivamente che gli istituti di previdenza rifiutano sempre più spesso l'affiliazione di effettivi con una struttura d'età sfavorevole, onde evitare perdite da pensionamento che dovrebbero poi essere finanziate trasversalmente dai loro assicurati attivi. Queste perdite da pensionamento sono dovute al fatto che ormai da diverso tempo l'aliquota minima di conversione della previdenza professionale obbligatoria è nettamente più alta di quanto dovrebbe essere alla luce della costante crescita della speranza di vita e del basso livello dei tassi d'interesse. Per questo motivo, gli averi di vecchiaia risparmiati non bastano più al finanziamento di una rendita vitalizia. Il mantenimento delle promesse pensionistiche fatte sulla base di un'aliquota di conversione troppo elevata presuppone una notevole ridistribuzione a scapito degli assicurati attivi. Per questo motivo, nella previdenza professionale sovraobbligatoria e in quella con prestazioni integrate, la maggior parte degli istituti di previdenza ha già ridotto le proprie aliquote di conversione regolamentari. Nella previdenza obbligatoria, gli istituti sono invece tenuti ad applicare l'aliquota minima di conversione.
2. Affinché anche gli effettivi con una quota elevata di lavoratori anziani possano nuovamente affiliarsi senza problemi, occorre ridurre urgentemente l'aliquota minima di conversione della previdenza professionale obbligatoria. Quando l'aliquota sarà scesa a un livello tale che l'avere di vecchiaia risparmiato e il reddito patrimoniale da esso generato saranno effettivamente sufficienti per finanziare le rendite di vecchiaia calcolate sulla loro base, anche per i collettivi con una struttura d'età sfavorevole ridiventerà più semplice ricevere offerte per contratti d'affiliazione. La necessità di agire è già stata illustrata nel quadro della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020. Dopo la sua bocciatura, le parti sociali si sono dichiarate disposte a elaborare le misure necessarie per stabilizzare in modo duraturo la previdenza per la vecchiaia.
È un dato di fatto che vi è un numero crescente di istituti di previdenza e casse pensioni affiliate costituiti esclusivamente o in prevalenza da beneficiari di rendite. Spesso questo è il risultato di normali processi economici, quali ristrutturazioni o scioglimenti di imprese. Alcuni di questi istituti presentano problemi strutturali nel loro finanziamento e non dispongono più, o dispongono solo in misura insufficiente, di assicurati attivi che possano contribuire a finanziare le perdite da pensionamento e a risanare l'istituto in caso di sottocopertura. In definitiva, in questi casi è il fondo di garanzia a dover garantire le prestazioni. D'altro canto, però, vi sono anche istituti di previdenza che acquistano di proposito effettivi di beneficiari di rendita sottofinanziati per prosciugarli mediante l'addebito di spese di amministrazione molto elevate e cederli poi al fondo di garanzia. Nell'avamprogetto sulla modernizzazione della vigilanza nel primo pilastro e sulla sua ottimizzazione nel secondo pilastro, il Consiglio federale ha proposto di introdurre nella LPP una nuova disposizione per impedire queste pratiche, che ritiene abusive: in futuro gli effettivi con una netta prevalenza di beneficiari di rendita potranno essere ripresi soltanto se al momento del trasferimento i relativi impegni saranno finanziati in misura sufficiente (www.ufas.admin.ch > Pubblicazioni & Servizi > Processo legislativo > Procedure di consultazione > Consultazione sulla modernizzazione della vigilanza nel primo pilastro e sulla sua ottimizzazione nel secondo pilastro).
3. La previdenza minima obbligatoria è garantita a tutti gli assicurati, se del caso tramite l'affiliazione alla Fondazione istituto collettore LPP. Il buon funzionamento della previdenza professionale non è dunque compromesso dall'evoluzione descritta nell'interpellanza e nessuno viene scartato dal sistema. La selezione dei rischi descritta, dovuta all'aliquota minima di conversione troppo elevata, si ripercuote tuttavia in misura particolare sulla Fondazione istituto collettore LPP, che deve affiliare sempre più datori di lavoro con una struttura d'età sfavorevole. L'accresciuta selezione dei rischi preclude inoltre l'accesso all'offerta di prestazioni della previdenza sovraobbligatoria a un numero sempre maggiore di imprese e assicurati, il che frena la concorrenza.
Risposta del Consiglio federale.