Legge quadro per un'offerta di custodia di bambini complementare alla famiglia a livello nazionale atta a promuovere la conciliabilità tra famiglia e lavoro, la parità di genere e le pari opportunità dei bambini
19.3190 · Mozione · 2019-03-20
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare, insieme ai Cantoni e ai Comuni, un'offerta di custodia complementare alla famiglia capillare, coerente, di buona qualità e a tariffe abbordabili per i bambini dall'età di tre mesi fino alla fine della scuola dell'obbligo. Deve inoltre sottoporre al Parlamento un'apposita legge, senza limiti di validità, a partire dal 1° febbraio 2023.
Begründung
La nostra società e la nostra economia hanno bisogno di condizioni quadro ottimali, ossia di offerte di custodia complementare alla famiglia finanziate da tutti e di buona qualità (strutture di custodia collettiva diurna, famiglie diurne e offerte parascolastiche istituzionali), che però mancano tuttora in molte parti della Svizzera. Sia l'evoluzione demografica (invecchiamento della popolazione e tasso di natalità costantemente basso) che la mancanza di offerte di custodia per una migliore conciliabilità tra famiglia e lavoro pongono la nostra società di fronte a sfide importanti. Per garantire sufficiente personale qualificato, e dunque un'economia produttiva, e promuovere la parità di genere e le pari opportunità dei bambini, la Confederazione dovrà predisporre offerte di formazione, custodia ed educazione complementari alla famiglia per i bambini a partire dall'età di tre mesi.
Negli ultimi 16 anni l'offerta nell'ambito della custodia complementare alla famiglia è stata considerevolmente ampliata anche grazie al programma d'incentivazione della Confederazione, nel quadro del quale sono stati erogati aiuti finanziari limitati nel tempo pari a circa 360 milioni di franchi. Ciononostante il bisogno di nuovi posti in strutture di custodia collettiva diurna, in famiglie diurne e in scuole a orario continuato, soprattutto a tariffe abbordabili per i genitori, è tuttora considerevole.
Il programma d'incentivazione si concluderà il 31 gennaio 2023. Il Consiglio federale dovrà pertanto provvedere tempestivamente, insieme ai Cantoni e ai Comuni, a garantire un'offerta capillare nel quadro di una legge senza limiti di validità. Analogamente alla pianificazione minuziosa dei trasporti pubblici, anche la custodia di bambini complementare alla famiglia dovrà essere coordinata a livello nazionale e diventare un'offerta pubblica affidabile per i genitori. La Confederazione dovrà inoltre sostenere finanziariamente i genitori affinché le tariffe delle offerte di custodia complementare alla famiglia siano per loro abbordabili.
A tal fine dovrà basarsi sulle uscite medie dei Paesi membri dell'OCSE e investire lo 0,3 per cento del PIL.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La custodia di bambini complementare alla famiglia è essenzialmente di pertinenza dei Cantoni e dei Comuni, mentre il ruolo della Confederazione è sussidiario. Conformemente all'articolo 116 della Costituzione federale, in quest'ambito la Confederazione ha soltanto una competenza di sostegno e interviene unicamente per appoggiare gli sforzi compiuti da terzi. Non è dunque autorizzata a emanare prescrizioni affinché i Cantoni istituiscano sul loro territorio un'offerta di custodia complementare alla famiglia capillare e adeguata ai bisogni.
In questo quadro e nel limite delle sue competenze, nel 2003 la Confederazione ha istituito il programma d'incentivazione volto a promuovere la creazione di nuovi posti per la custodia di bambini in età scolastica e prescolastica. Inizialmente limitata a otto anni, la sua durata è stata prorogata a tre riprese (fino al 31 gennaio 2023). Finora, la Confederazione ha così sostenuto la creazione di 60 100 nuovi posti in strutture di custodia collettiva diurna (per i bambini più piccoli) e in strutture di custodia parascolastiche, per un importo complessivo di oltre 370 milioni di franchi.
Già nel 2014, il Consiglio federale aveva invitato i Cantoni e i Comuni a sfruttare appieno il loro margine di manovra al fine di raggiungere un livello di offerta adeguato in tutta la Svizzera (parere del Consiglio federale del 3 settembre 2014, FF 2014 5667). L'Esecutivo ritiene che incomba ora a questi ultimi garantire autonomamente lo sviluppo di una tale offerta (parere del Consiglio federale del 16 maggio 2018, FF 2018 2848).
Su iniziativa del Consiglio federale, la legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia (LACust; RS 861) è stata modificata con effetto al 1° luglio 2018 per integrare due nuovi tipi di aiuti finanziari. In tal modo la Confederazione sostiene i Cantoni e i Comuni che aumentano i propri sussidi per ridurre le spese di custodia a carico dei genitori. Allo stesso tempo partecipa al finanziamento dei costi di pianificazione dei progetti volti ad adeguare maggiormente ai bisogni dei genitori l'offerta di servizi per la custodia di bambini. Anche questo nuovo dispositivo di aiuti finanziari ha una validità limitata nel tempo (30 giugno 2023).
Infine, nel suo messaggio del 9 maggio 2018 concernente una modifica della legge federale sull'imposta federale diretta (FF 2018 2535), il Consiglio federale ha proposto di aumentare le deduzioni fiscali per le spese dovute alla cura dei figli da parte di terzi. A livello di imposta federale diretta, i genitori dovrebbero quindi poter dedurre dal reddito fino a un massimo di 25 000 franchi all'anno per ogni figlio anziché i 10 100 franchi previsti attualmente. La misura proposta promuove anche la parità dei sessi, poiché offre ai genitori, in particolare alle donne, migliori condizioni per investirsi maggiormente sul mercato del lavoro. La modifica di legge è attualmente discussa in Parlamento.
Considerate queste diverse misure, il Consiglio federale ritiene che la Confederazione si stia già notevolmente impegnando per la promozione della custodia di bambini complementare alla famiglia nonché per una migliore conciliabilità tra famiglia e lavoro. L'adozione di una legge quadro come proposto dall'autore della mozione andrebbe al di là del ruolo sussidiario proprio alla Confederazione in quest'ambito.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.