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19.3197 · Mozione · 2019-03-21

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di procedere alle necessarie modifiche legislative per consentire il rimborso integrale ai giovani fino ai 25 anni del nostro Paese di tutti i metodi contraccettivi e delle consultazioni e degli esami ginecologici.

Begründung

La Svizzera è in ritardo per quanto riguarda l'accesso alla contraccezione. L'Atlante europeo della contraccezione del febbraio del 2019 non fa che confermarlo: il nostro Paese si trova soltanto al centro della classifica e occupa una posizione molto più bassa rispetto ai nostri vicini tedeschi, francesi e austriaci.

Il Consiglio federale è consapevole del problema, ma non propone misure per migliorare la situazione. Come emerge dal suo parere in risposta al postulato Feri Yvonne 18.4228, ritiene infatti che l'attuazione dell'accesso alla salute riproduttiva sia di competenza dei Cantoni e che non spetti quindi alla Confederazione legiferare. Il Governo dimentica tuttavia che le modifiche necessarie per consentire il rimborso dei costi dei metodi contraccettivi devono essere effettuate a livello di diritto federale e più precisamente nella LAMal.

Dato l'elevato numero di metodi contraccettivi disponibili, i costi della salute riproduttiva possono variare notevolmente, ma rappresentano in ogni caso un onere considerevole per i giovani del nostro Paese. Ad esempio, l'uso della pillola contraccettiva è stimato a 300 franchi all'anno, mentre l'impiego di una spirale può costare 400 franchi, esclusi l'inserimento e la previa consultazione ginecologica.

In Svizzera si registra attualmente un calo delle vendite di contraccettivi (meno 20 per cento per la pillola e meno 5 per cento per gli altri metodi dal 2010), il che costituisce in particolare un problema di salute pubblica.

Questa situazione è dovuta principalmente al costo della contraccezione e delle consultazioni ginecologiche. Anche la mancanza di informazioni sui diversi metodi contraccettivi disponibili contribuisce a spiegare questo fenomeno.

Sebbene l'attuazione di campagne d'informazione sia di competenza dei Cantoni, è responsabilità della Confederazione apportare le modifiche legislative necessarie per consentire che ai giovani fino ai 25 anni del nostro Paese siano rimborsati integralmente tutti i metodi contraccettivi e le consultazioni e gli esami ginecologici.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Con la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) la Confederazione dispone effettivamente di uno strumento che consente di disciplinare il rimborso dei medicamenti soggetti a prescrizione medica. Tuttavia, come il Consiglio federale ha già ricordato tra l'altro nelle sue risposte alle interpellanze Gilli 10.3104, "La salute sessuale e riproduttiva della donna in Svizzera. Una questione privata?", e Seydoux 10.3765, "Consegna di campioni gratuiti di contraccettivi orali a medici prescriventi e centri di pianificazione familiare", nonché nei suoi pareri in risposta alle mozioni Stump 10.3306, "Accesso ai contraccettivi per tutti i gruppi di popolazione", Stump 10.4119, "Contraccettivi per giovani e persone in condizioni economiche precarie", Hodgers (Gilli) 13.3494, "Contraccettivi gratuiti per le giovani donne di età inferiore ai venti anni", e al postulato Fery Yvonne 18.4228, "Garantire a tutti l'accesso alla contraccezione", la dispensazione di contraccettivi non rientra nel campo d'applicazione dell'assicurazione malattie.

L'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) assume i costi delle prestazioni per la diagnosi e la cura di malattie, di determinate misure mediche di prevenzione e delle prestazioni in caso di maternità. Le spirali e i contraccettivi orali non servono a prevenire o curare una malattia e non costituiscono una prestazione in caso di maternità. L'AOMS non ne assume pertanto i costi. Come già precisato nella risposta alla domanda Stump 10.5073, "Contraccettivi accessibili gratuitamente per tutti", il Consiglio federale ritiene che la responsabilità di evitare gravidanze indesiderate incomba agli assicurati. Occorre inoltre sottolineare che nel raffronto internazionale la Svizzera presenta un tasso di interruzioni di gravidanza basso.

Le consultazioni e gli esami ginecologici sono invece compresi nel catalogo delle prestazioni a carico dell'AOMS (art. 12e lett. b OPre) e i loro costi sono pertanto assunti a cadenze regolari (un esame all'anno nei primi due anni e in seguito un esame ogni tre anni; altrimenti frequenza degli esami basata sulla valutazione clinica). L'unico contributo richiesto alle persone assicurate per queste prestazioni è la partecipazione ai costi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.