19.3238 · Mozione · 2019-03-21
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di proporre le dovute modifiche di legge per porre fine alle distorsioni della concorrenza da parte di imprese statali. Nel farlo deve mantenere bassi gli oneri burocratici e tener conto delle competenze federaliste.
Begründung
Le aziende private si trovano spesso a dover concorrere con imprese che appartengono allo Stato o alle quali lo Stato rilascia concessioni.
In questa situazione di concorrenza l'impresa statale tiene spesso il coltello dalla parte del manico perché beneficia di vantaggi a livello di finanziamento, imposizione, regolamentazione, sovvenzioni trasversali, contatti e utilizzo di dati. Queste distorsioni penalizzano le aziende private, nuocciono alla concorrenza e quindi all'economia.
Le aziende private non sono protette efficacemente da queste distorsioni né della severa giurisprudenza del Tribunale federale, né in virtù della libertà economica (art. 27 e 94 Cost.), né dalla legge sui cartelli, né dalla legge sul mercato interno (art. 2 e 7 LMI) né tanto meno dal diritto economico internazionale, come conferma lo stesso Consiglio federale nel suo rapporto dell'8.12.2017 in risposta al postulato del gruppo liberale radicale 12.4172.
Nell'ambito delle consultazioni relative all'intervento 17.517 Fournier ("Pari condizioni in materia di concorrenza") la maggior parte dei votanti si è detta fondamentalmente favorevole a un intervento, ma non ha approvato però le proposte di regolamentazione concrete perché ritenute troppo burocratiche e centralistiche. L'intervento Schilliger (17.518) rischia di fare la stessa fine.
La presente mozione riprende quella preoccupazione e ne fa una semplice questione di principio.
Una possibile soluzione - benché non obbligatoria - potrebbe consistere nell'aggiungere alla LMI il principio secondo cui le imprese di Stato non possono falsare la concorrenza e devono quindi rinunciare a determinate categorie di distorsioni, da definire (cfr. sopra), oppure compensarle; alla COMCO bisogna invece affidare gli strumenti di sorveglianza necessari.
La soluzione proposta deve in ogni caso mantenere bassi gli oneri burocratici e tener conto delle competenze federaliste.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale riconosce che la questione sollevata dall'autore della mozione richiede un esame approfondito, ma dubita che la presente mozione possa contribuire a migliorare la situazione in maniera soddisfacente.
La richiesta dell'autore della mozione è formulata in termini molto generici e conferisce all'Esecutivo un mandato legislativo. Per mancanza di chiarezza, la mozione rischia però di aprire un vaso di Pandora. Il ventaglio delle imprese potenzialmente interessate dalla mozione è infatti molto ampio: concerne i settori della comunicazione (Swisscom e La Posta), della sanità (ospedali cantonali, SUVA), i trasporti e la logistica (FFS, Skyguide), l'energia (Alpiq, Axpo), le finanze (banche cantonali) e gli istituti cantonali di assicurazione immobiliare. Il miglior modo per ottimizzare le condizioni di concorrenza, rendendole eque, è condurre una discussione mirata sulle aziende in questione. Un tale processo permetterebbe di tener conto delle loro specificità, senza per questo dover intavolare un discorso globale e approssimativo.
Va ricordato, infine, che nel suo rapporto del 2017 "Etat et concurrence: impact des entreprises contrôlées par l'Etat sur les marchés concurrentiels" (disponibile in tedesco e francese) il Consiglio federale non aveva constatato l'impellente necessità di un intervento legiferativo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.