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La prassi del Servizio SCPT in materia di obblighi dei fornitori di servizi di comunicazione derivati è conforme alla legge?

19.3267 · Interpellanza · 2019-03-21

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Servizio Sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (SCPT) del Dipartimento federale di giustizia e polizia ha pubblicato un promemoria "FST- FSCD" sulla distinzione tra fornitori di servizi di telecomunicazioni (FST) e fornitori di servizi di telecomunicazioni derivati (FSCD) secondo la legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT). Il promemoria ha ripercussioni per i fornitori dei cosiddetti servizi "Over-The-Top" (OTT), ossia servizi forniti tramite Internet, ma che non sono servizi di accesso a Internet, ad esempio servizi di messaggeria istantanea, servizi telefonici "peer-to-peer" (quali Skype o Whatsapp con le sue funzioni telefoniche), offerte televisive (quali Wilmaa o Netflix) eccetera. Non rientrano tuttavia nei servizi OTT i servizi di accesso a Internet quali le offerte di Internet sulla rete fissa e mobile di Salt, Sunrise o Swisscom. Secondo il promemoria, i servizi di telecomunicazione che offrono la trasmissione di comunicazioni vocali, testi, immagini, dati audio e video o una combinazione vanno classificati sempre come servizi di telecomunicazione secondo l'articolo 2 lettera b LSCPT, a prescindere che siano offerti "over-the-top", quindi tramite Internet, oppure no. Secondo il messaggio concernente la LSCPT, la messaggeria istantanea (chat) e la telefonia peer-to-peer, ad esempio, vanno invece classificate come cosiddetti servizi di comunicazione derivati secondo l'articolo 2 lettera c LSCPT e non quali servizi di telecomunicazione. I fornitori di servizi di comunicazione derivati secondo l'articolo 2 lettera c LSCPT sottostanno a obblighi di sorveglianza e informazione notevolmente ridotti rispetto a quelli previsti per i fornitori di telecomunicazione secondo l'articolo 2 lettera b LSCPT. Tuttavia, nel frattempo il Servizio SCPT applica questa definizione anche nelle procedure di sorveglianza ed esige che anche i fornitori di servizi OTT adempiano gli obblighi che la legge prevede esclusivamente per i fornitori di servizi di telecomunicazione. Si pongono pertanto le domande seguenti:

1. Sussiste una discrepanza tra la prassi del Servizio SCPT e le affermazioni contenute nel messaggio concernente la LSCPT in relazione ai servizi OTT per chat e telefonia peer-to-peer?

2. Il Consiglio federale ritiene legale la prassi del Servizio SCPT in relazione ai servizi OTT per chat e telefonia peer-to-peer?

3. Il Servizio SCPT modificherà la sua prassi in relazione ai servizi OTT per chat e telefonia peer-to-peer, trattando in futuro tali servizi quali fornitori di servizi di comunicazione derivati?

Stellungnahme des Bundesrates

Nel campo d'applicazione personale (art. 2) della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT; RS 780.1) sono stabilite le categorie di persone tenute a collaborare. La definizione (art. 2 lett. b LSCPT) della categoria dei fornitori di servizi di telecomunicazione (FST) rinvia, per quanto riguarda il termine "servizio di telecomunicazione", alla definizione di cui all'articolo 3 lettera b della legge sulle telecomunicazioni (LTC; RS 784.10). Con la revisione totale della LSCPT, il campo d'applicazione per la categoria dei FST è stato svincolato dall'obbligo di notifica secondo la LTC, con una conseguente estensione del campo d'applicazione secondo la LSCPT. La nuova categoria dei fornitori di servizi di comunicazione derivati (FSCD), introdotta con la revisione totale della LSCPT, è definita nell'articolo 2 lettera c LSCPT come "fornitori di servizi che si fondano su servizi di telecomunicazione e permettono una comunicazione unilaterale o multilaterale".

Secondo la LTC, un fornitore può essere un FST anche se non trasmette tecnicamente le informazioni e non gestisce personalmente gli impianti. Nemmeno la tecnologia impiegata è rilevante. Il criterio determinante è la persona contrattualmente responsabile nei confronti del cliente per la prestazione fornita. Ne consegue che la categoria dei FST include ben più fornitori di quelli che trasmettono tecnicamente le informazioni e gestiscono personalmente gli impianti, come ad esempio i fornitori di servizi di accesso a Internet. Ai sensi della LTC, e quindi anche della LSCPT, un FST può, in linea di massima, acquisire tutti i servizi e le componenti di rete da terzi, e affidarne la gestione a terzi. Questo è peraltro usuale, in quanto ben pochi fornitori forniscono personalmente tutti i servizi che offrono.

1. L'espressione "servizi over-the-top" non appare né nella LSCPT né nel relativo messaggio del 27 febbraio 2013 né nelle disposizioni d'esecuzione. Questa nozione è poco precisa e può applicarsi a un'ampia gamma di servizi di telecomunicazione e di servizi di comunicazione derivati. Comprende anche servizi che non hanno alcuna pertinenza per la sorveglianza delle telecomunicazioni.

Il messaggio concernente la LSCPT menziona soltanto alcuni esempi di servizi di comunicazione derivati, alcuni dei quali sono già obsoleti. Il messaggio del 6 settembre 2017 concernente la revisione della LTC (FF 2017 5648, commento dell'art. 4) cita tra l'altro gli esempi seguenti di servizi OTT: Skype (Microsoft), Whatsapp (Facebook), Facetime (Apple), Hangouts (Google). Gli ultimi tre sono esempi tipici di messaggeria istantanea e telefonia peer-to-peer. Dal punto di vista del diritto delle telecomunicazioni, i fornitori di questi servizi sono considerati FST nella misura in cui si assumono la responsabilità di fornire i pertinenti servizi ai loro clienti.

Alcuni servizi OTT possono essere attribuiti alla categoria dei servizi di comunicazione derivati secondo l'articolo 2 lettera c LSCPT. Ciò non impedisce, tuttavia, che fornitori di altri servizi OTT vadano considerati FST (art. 2 lett. b LSCPT), se i servizi che offrono adempiono i criteri legali di un servizio di telecomunicazione. Se tale è il caso, può dunque sussistere una divergenza rispetto alle spiegazioni e agli esempi relativi ai servizi di comunicazione derivati forniti nel messaggio.

Affinché i fornitori possano valutare se rientrano nella categoria dei FST o dei FSCD, il Servizio SCPT ha pubblicato una nota esplicativa sotto forma del promemoria "FST - FSCT". Nella prassi la distinzione tra FST e FSCT riveste comunque un'importanza secondaria.

2. Il Consiglio federale reputa che la prassi del Servizio SCPT relativa ai servizi OTT sia conforme alla legge. Tra i servizi OTT considerati servizi di telecomunicazione figurano ad esempio i servizi di comunicazione per la trasmissione di comunicazioni vocali, testi, immagini, dati audio, video o una combinazione di questi, e-mail, messaggeria istantanea, servizi di messaggeria (messaging) e servizi di comunicazione nei media sociali. Essi sono considerati servizi di telecomunicazione a prescindere dal tipo di accesso (tramite un'applicazione o un sito Internet oppure una rete fissa o di telefonia mobile).

3. Il Servizio SCPT adegua regolarmente la sua prassi alla giurisprudenza, alla modifica delle basi legali e all'evoluzione tecnologica. Fondandosi sulla modifica dell'articolo 2 LSCPT recentemente adottata dal Parlamento in occasione della revisione della LTC (Curia Vista 17.058), il Consiglio federale descriverà con maggiore precisione determinate categorie di persone tenute a collaborare. In futuro il campo d'applicazione e quindi anche i FST e i FSCD saranno così definiti senza alcun riferimento alla LTC. Questo cambiamento permetterà di attribuire i servizi alle diverse categorie di persone tenute a collaborare in maniera adeguata ai fini della sorveglianza delle telecomunicazioni e indipendentemente dalle regole stabilite dalla LTC. Sarà inoltre possibile un'armonizzazione con le regole relative all'estensione e alla riduzione degli obblighi dei fornitori.

Risposta del Consiglio federale.

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