19.3344 · Interpellanza · 2019-03-22
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La Svizzera è azionista delle principali banche multilaterali di sviluppo e contribuisce a intervalli regolari ad alimentare i fondi della Banca mondiale, della Banca asiatica di sviluppo e della Banca africana di sviluppo per un totale di circa 300 milioni di franchi all'anno. Sebbene i criteri per sostenere le centrali elettriche alimentate a petrolio, gas e carbone siano stati inaspriti dall'accordo di Parigi sul clima del 2015, alcune centrali a carbone in India, Bangladesh e Myanmar sono state comunque cofinanziate dalle banche multilaterali di sviluppo. Ad esempio, l'AIIB ha investito nel fondo IFC Emerging Asia Fund, che a sua volta ha cofinanziato tecnologie di emissione di CO2 in Myanmar (cementificio e relativa centrale elettrica a carbone).
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Quanto denaro hanno investito le banche multilaterali di sviluppo dal gennaio 2016 in progetti che hanno permesso la costruzione, la manutenzione o il miglioramento delle centrali elettriche alimentate a petrolio, gas o carbone? Come è ripartita questa somma (casistica)? Ciò che interessa sono il Gruppo della Banca mondiale, le banche regionali (AfDB, AsDB, IDB, BERS, BEI) e anche l'AIIB.
2. Come ha votato il gruppo di voto svizzero in ciascuno di questi casi?
3. Quali misure concrete sta adottando la Svizzera per attuare nelle banche e nei fondi multilaterali di sviluppo gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Tra il 2016 e il 2018 le banche multilaterali di sviluppo compartecipate dalla Svizzera (Gruppo della Banca mondiale, AfDB, AsDB, IDB, BERS e AIIB), hanno impegnato una somma pari a 4 miliardi di dollari per finanziare centrali alimentate a petrolio e gas, ripartita su 38 progetti. Da soli, dieci di questi progetti riguardano il Bangladesh, un Paese che sta abbandonando il carbone a favore del gas e delle energie rinnovabili. Gli impegni complessivi di queste banche nel medesimo periodo (senza le cifre del 2018 di AsDB, IDB e AIIB, perché non ancora comunicate) ammontano a 324 miliardi di dollari, di cui 77 miliardi (28 per cento) destinati a progetti climatici.
Tra il 2016 e il 2018 nessuna di queste banche ha sottoposto al proprio consiglio esecutivo, per decisione, un progetto di centrale a carbone. I progetti che da tempo la Banca mondiale seguiva per finanziare una centrale a carbone da 500 megawatt in Kosovo sono stati abbandonati nel 2018.
2. La Svizzera ha approvato tutti i 38 progetti perché l'utilità che ne discende in termini di sviluppo (innanzitutto l'approvvigionamenti elettrico, la creazione di valore aggiunto e di posti di lavoro) prevale sul carico ambientale. Nella maggior parte dei casi, queste centrali termiche che beneficiano di un sostegno sono moderni impianti a gas che emettono quantità nettamente inferiori di CO2 rispetto alle centrali alimentate a carbone o a petrolio. In molti Paesi questa tecnologia è necessaria per assicurare sul lungo periodo la transizione energetica verso le energie rinnovabili. Le centrali a gas possono sfruttare anche il gas che finora veniva bruciato "a torcia". Nell'Europa dell'est, inoltre, il calore generato dalle centrali a gas viene convogliato nelle reti di teleriscaldamento. Nel caso di due centrali a gas in Brasile e Bangladesh cofinanziate dall'IFC (International Finance Corporation) nel 2018, l'impresa generale è svizzera.
Per il cementificio in Myanmar non è stata finanziata nessuna centrale a carbone: il carbone serve da combustibile per la produzione di klinker. Questo investimento consente di creare diverse centinaia di posti di lavoro in una regione povera e contribuisce al potenziamento delle infrastrutture in un'area che ne ha urgente bisogno. È inoltre il primo esempio in Myanmar di un cementificio che si avvale del termorecupero, a tutto vantaggio dell'efficienza energetica.
3. Come già illustrato nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza Friedl 18.3695, "Investimenti delle banche di sviluppo nelle centrali a carbone. Atteggiamento e provvedimenti da parte della Svizzera", la Svizzera s'impegna a favore di standard ambientali elevati e obiettivi climatici di ampia portata da parte delle banche multilaterali e del fondo. Per esempio, nei negoziati per la ricapitalizzazione del fondo della Banca mondiale per i Paesi più poveri la Svizzera si schiera regolarmente tra i difensori del clima, tema prioritario. La Svizzera inoltre incoraggia un'attuazione coerente degli obiettivi climatici del Gruppo della Banca mondiale - fortemente aumentati nel 2018 - che dal 2021 al 2025 intende stanziare complessivamente 200 miliardi di dollari per interventi climatici nei Paesi in via di sviluppo. La Svizzera sostiene le sue istituzioni multilaterali partner affinché si impegnino a favore di condizioni quadro adeguate nei Paesi in via di sviluppo per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi, ad esempio lo smantellamento dei sussidi per le energie fossili che in tutto il mondo ammontano a centinaia di miliardi di dollari all'anno. La Svizzera dunque sostiene le banche di sviluppo nel loro ruolo pionieristico di contribuire a impiantare nei Paesi in via di sviluppo tecnologie a basso consumo energetico come l'energia solare o eolica.
Risposta del Consiglio federale.