19.3356 · Mozione · 2019-03-22
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un disegno volto a sancire nella legge la possibilità, per gli avvocati operanti come difensori d'ufficio o gratuiti patrocinatori, di farsi pagare le fatture intermedie nelle cause di lunga durata.
Begründung
Una difesa efficace dei cittadini comprende anche, in una certa misura, la retribuzione del difensore. Sotto questo profilo, occorre ammettere che gli avvocati operanti come difensori d'ufficio, con o senza assistenza giudiziaria, non hanno il compito di difendere i loro clienti gratuitamente e che è opportuno che possano essere remunerati man mano nel corso dell'esecuzione del loro mandato.
Infatti, il trattamento di alcune cause può estendersi per anni.
Tuttavia, in determinati Cantoni o secondo le giurisdizioni, i difensori d'ufficio (con o senza assistenza giudiziaria) devono pazientare fino al termine del procedimento, ossia vari anni, prima di essere rimunerati. Non è normale né nell'interesse dei cittadini che la possibilità, per questi avvocati, di presentare fatture intermedie nel corso dell'esecuzione del loro mandato dipenda da prassi cantonali o individuali mentre la base legale del loro mandato risiede nel diritto federale.
Quest'ultimo contiene pertanto una lacuna che occorre colmare, peraltro nel senso di quanto prevedeva, ad esempio, il vecchio Codice di procedura penale bernese.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'unificazione della procedura penale svizzera ha limitato considerevolmente il ruolo del diritto cantonale. Il Codice di procedura penale (CPP; RS 312.0) lascia tuttavia ai Cantoni (come pure alla Confederazione) competenze normative in determinati settori, in particolare in quello della retribuzione del difensore d'ufficio. L'articolo 135 capoverso 1 CPP stabilisce che il difensore d'ufficio è retribuito secondo la tariffa d'avvocatura della Confederazione o del Cantone in cui si svolge il procedimento. Nella competenza cantonale non rientra quindi soltanto la definizione dell'ammontare della retribuzione, bensì anche le modalità di versamento, come ad esempio la possibilità di versare acconti. Versamenti di questo tipo sono opportuni per motivi di equità e per garantire una difesa efficace.
Presso la Confederazione e in numerosi Cantoni esistono quindi già regole, o perlomeno prassi, secondo cui il difensore d'ufficio può, a determinate condizioni, esigere il versamento di un acconto (p. es. art. 21 cpv. 4 del regolamento del Tribunale penale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale federale, RSPPF; RS 173.713.162; no 5 della circolare no 15 del Tribunale di appello del Canton Berna; cap. E n. 1.3 della guida per mandati ufficiali del ministero pubblico del Canton Zurigo, "Leitfaden für amtliche Mandate der Oberstaatsanwaltschaft"; § 16 cpv. 2 dell'ordinanza sulle tariffe di avvocatura del Canton Zugo, "Verordnung über den Anwaltstarif", BGS 163.4; art. 21 legge d'introduzione del Codice di procedura penale svizzero del Cantone di Neuchâtel, 322.0; decisione del Tribunale cantonale di Basilea Campagna, divisione diritto penale, del 30 giugno 2015, 470 15 109; decisione del Tribunale cantonale di Lucerna del 10 gennaio 2014, 2N 13 115).
Né in seno al gruppo di lavoro (che includeva rappresentanti dei difensori d'ufficio) sentito prima di elaborare l'avamprogetto posto in consultazione, né in sede di consultazione sulla modifica del Codice di procedura penale (attuazione della mozione della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati 14.3383, Adeguamento del Codice di procedura penale) è stato fatto valere, per esempio dalla Federazione svizzera degli avvocati, che le normative esistenti sarebbero poco praticabili. Anzi, la proposta avanzata nell'avamprogetto volta ad adeguare la retribuzione del difensore d'ufficio in caso di assoluzione è stata ritenuta un'ingerenza inammissibile nell'autonomia tariffaria cantonale. Per quanto noto, questo tema non è criticato nemmeno nella dottrina.
Per questi motivi, il Consiglio federale non ritiene opportuno modificare il sistema esistente.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.