Cosa ne sarà dei jihadisti del Medio Oriente? Incoraggiare la creazione di un tribunale internazionale e di prigioni in loco
19.3360 · Interpellanza · 2019-03-22
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale sarebbe disposto a esaminare con l'ONU, e in particolare con Paesi che condividono i nostri valori, come istituire un tribunale penale internazionale e una struttura che permetta di giudicare e incarcerare in loco i jihadisti? Una simile procedura potrebbe essere estesa anche a casi di guerra civile per i quali non è chiaro quale sia la giurisdizione competente.
La creazione di un tribunale internazionale pare necessaria. Se istituita sul posto, la giustizia potrà svolgere al meglio il suo lavoro: raccogliere testimonianze e prove e condurre interrogatori.
Come garantire processi equi applicando il diritto internazionale? Una procedura centralizzata consentirebbe di garantire parità di trattamento tra cittadini di Paesi diversi. Inversamente, procedure giuridiche incerte e sparse nel mondo rischiano di generare confusione.
La questione che sorge riguarda il diritto applicabile. Si tratterà di definire in maniera collettiva e rapida alcuni principi di base che completerebbero, dove necessario, il diritto vigente nei Paesi in cui sono stati perpetrati i fatti incriminati.
Una volta pronunciate, le pene verrebbero scontate sul posto in penitenziari locali, ma con la presenza di osservatori internazionali. Tali strutture carcerarie sarebbero organizzate e finanziate dai Paesi di provenienza dei jihadisti.
Begründung
Il rimpatrio dei jihadisti preoccupa l'opinione pubblica poiché pone enormi problemi di sicurezza. Come verificare la loro identità, le loro reti, i loro soprusi e la loro pericolosità? Come verranno presi in carico al momento dell'atterraggio? Alcuni ritengono che siccome queste persone hanno scelto lo Stato islamico (atto penalmente punibile in Svizzera e in altri Paesi), devono rispondere della loro decisione fino in fondo ed essere giudicate nel luogo dove hanno commesso i loro crimini. I Paesi nordici non intendono rimpatriare i jihadisti e la Svizzera non è da meno.
Solo una volontà politica forte permetterà di creare un tribunale riconosciuto da tutti, prigioni sicure per gli ex combattenti, campi per le donne e i bambini con misure di deradicalizzazione e rieducazione nonché un finanziamento a lungo termine. Occorre agire rapidamente perché la regione è instabile e le forze curde hanno mezzi modesti.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale si impegna affinché gli atti terroristici vengano perseguiti penalmente conformemente alle garanzie e agli standard internazionali e affinché non vi sia in nessun caso spazio per l'impunità. Il perseguimento penale deve in linea di massima avvenire nello Stato sul cui territorio sono stati commessi i reati. Se non è possibile perseguire i colpevoli nello Stato in cui hanno commesso le infrazioni, la Svizzera è responsabile del perseguimento penale dei propri cittadini non appena questi tornano in Svizzera o si trovano in uno Stato con cui la Svizzera può cooperare per mezzo dell'assistenza giudiziaria.
La Svizzera può sostenere con mezzi adeguati l'eventuale creazione di un tribunale speciale internazionale e l'esecuzione della pena in loco. Secondo il Consiglio federale, al momento dell'istituzione di un tribunale speciale si deve prestare attenzione al fatto che offra garanzie relative allo Stato di diritto, sia organizzato in modo adeguato, sia imparziale e goda di un ampio sostegno della comunità internazionale.
La Svizzera è in contatto con partner europei e internazionali. Le discussioni sulla possibile creazione di un tribunale speciale internazionale sono appena iniziate e le opinioni dei Paesi riguardo all'organizzazione divergono. Per questo motivo molte questioni rimangono aperte, in particolare l'accesso alle prove, il diritto applicabile (diritto penale internazionale o nazionale) o il rispetto delle garanzie e degli standard internazionali al momento dell'esecuzione della pena. La Svizzera continuerà a partecipare attivamente alle discussioni internazionali sulla possibile creazione di un tribunale speciale.
Inoltre la Svizzera si batte per l'analisi delle violazioni del diritto internazionale pubblico commesse da tutte le parti in conflitto. In particolare, sostiene e finanzia il meccanismo internazionale imparziale e indipendente (IIIM) delle Nazioni Unite incaricato di preservare le prove sui crimini più gravi perpetrati in Siria in vista di future procedure giudiziarie.
Risposta del Consiglio federale.