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19.3450 · Interpellanza · 2019-05-08

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Per quanto concerne l'imposizione della famiglia, come valuta il Consiglio federale il sistema del quoziente familiare? Ritiene opportuno introdurlo nel diritto federale per l'imposizione del reddito e della sostanza?

Begründung

Nel suo messaggio del 21 marzo 2018 concernente la modifica della legge federale sull'imposta federale diretta (Equità dell'imposizione delle coppie e delle famiglie), il Consiglio federale ha esaminato diversi sistemi di imposizione della famiglia per proporre infine il modello del "calcolo alternativo dell'imposta".

Nel messaggio la variante dei quozienti per famiglia (imposizione secondo le unità di consumo) è citata alla pagina 1788 nel capitolo che espone le soluzioni praticate dai Cantoni (Canton Vaud) e alla pagina 1823 nel capitolo dedicato al diritto comparato e al rapporto con il diritto europeo (Francia).

Tuttavia, viene completamente ignorata in relazione ai modelli considerati in Svizzera a livello federale. Si tratta forse di una dimenticanza?

Perché il sistema del quoziente familiare sembra funzionare in maniera soddisfacente laddove praticato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il sistema del quoziente familiare si basa su una tariffa unitaria, applicata sia alle famiglie unipersonali che ai contribuenti coniugati, e costituisce una forma particolare di imposizione con splitting. In Svizzera soltanto il Cantone di Vaud prevede questo sistema secondo il modello francese.

Nel sistema del quoziente familiare i coniugi sono tassati congiuntamente, le coppie non sposate individualmente. L'entità del divisore (quoziente) permette di tener conto della diversa capacità economica dei coniugi e delle famiglie unipersonali. Contrariamente ai sistemi di splitting tradizionali, in questo caso il reddito complessivo della famiglia non è diviso per un divisore fisso, bensì per un divisore variabile dipendente dalle dimensioni dell'economia domestica, ovvero per un quoziente familiare commisurato al numero dei membri che compongono la famiglia. Per i coniugi, le coppie non sposate e le famiglie monogenitoriali, i costi dei figli sono presi in considerazione non mediante la deduzione per figli, ma con un quoziente per figli.

Negli ultimi anni, nell'ambito di approfondite analisi ed esaustivi rapporti il Consiglio federale ha esaminato la questione dell'eliminazione della penalizzazione fiscale dei coniugi e del raggiungimento di un rapporto equilibrato nell'imposizione dei coniugi e delle famiglie. A tal fine, ha sottoposto a un accurato esame numerosi modelli possibili, come l'imposizione individuale, la tariffa multipla con calcolo alternativo dell'imposta, vari sistemi di splitting tra cui anche quello del quoziente familiare, nonché il diritto di opzione sul tipo di tassazione.

Si è visto che non esiste un modello perfetto che consenta di ottenere oneri fiscali equilibrati per tutti i tipi di economia domestica. Dopo aver esaminato i modelli in discussione e dopo averne ponderato i vantaggi e gli svantaggi, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che quello del calcolo alternativo dell'imposta è il modello più indicato per eliminare in tempi rapidi e in modo mirato la penalizzazione fiscale dei coniugi nell'ambito dell'imposta federale diretta. Esso ha licenziato il pertinente messaggio il 21 marzo 2018.

Secondo il Consiglio federale, il sistema del quoziente familiare è risultato meno adatto rispetto al modello proposto per i seguenti motivi:

Se nel predetto sistema alle coppie sposate si applica lo splitting parziale (divisore inferiore a 2) anziché quello integrale, la penalizzazione fiscale dei coniugi non viene eliminata completamente.

Al pari di tutti i sistemi di splitting, il sistema del quoziente familiare sgrava sensibilmente i coniugi. Per le famiglie unipersonali risulta dunque un onere fiscale molto elevato rispetto a quello dei coniugi. Inoltre, i disincentivi al lavoro sono maggiori rispetto ad altri modelli, poiché l'aliquota fiscale marginale è più alta. Ciò è determinato anzitutto dall'imposizione congiunta: l'onere fiscale marginale del partner che realizza il secondo reddito e che reagisce con relativa elasticità non è computato partendo dal valore zero, bensì dall'aliquota marginale del partner che realizza il primo reddito. Per questa ragione, il suddetto sistema crea un effetto deterrente più marcato. In secondo luogo, sgrava in misura particolarmente consistente i coniugi con reddito unico e il coniuge che consegue il primo reddito nelle coppie con doppio reddito. Tuttavia, dato che il sistema del quoziente familiare non tiene conto del tasso di occupazione dei coniugi con doppio reddito, questi reagiscono in modo molto diverso alla riduzione dell'onere fiscale e tendono meno ad attivare la loro forza lavoro rispetto a quanto avverrebbe nel sistema dell'imposizione individuale o del calcolo alternativo dell'imposta; ne risulta quindi un importante effetto di trascinamento.

Risposta del Consiglio federale.