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19.3484 · Interpellanza · 2019-05-09

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale ritiene possibile obbligare i supermercati e i fornitori a sostituire le buste in plastica con sacchetti compostabili (come in Italia)?

2. Ritiene possibile definire uno standard (x per cento) che non devono superare gli imballaggi non compostabili utilizzati dal supermercato?

3. Il Consiglio federale ritiene possibile vietare l'imballaggio di frutta e verdura (comprese le barchette in plastica e polistirene), se queste possono essere offerte anche sfuse?

4. Ritiene possibile obbligare i supermercati a mettere a disposizione dei consumatori contenitori per smaltire la plastica allo stesso modo del vetro, del PET, dell'alluminio o dei tessili (come avviene già in alcune filiali Migros)?

Begründung

L'imballaggio è necessario, ma l'utilizzo attuale supera di gran lunga il "necessario". Di fatto, l'uso attuale degli imballaggi ha effetti negativi: la maggior parte degli imballaggi non viene riciclato e finisce ad esempio negli oceani. Le microparticelle di plastica che gli imballaggi possono rilasciare sulle derrate alimentari sono dannose per la salute. L'Italia ha dimostrato che è possibile agire: i sacchetti disponibili nei supermercati della Penisola sono compostabili.

Il tema degli imballaggi in plastica è importante per i giovani in Svizzera. Nel quadro del progetto "Cambia la Svizzera!" della Federazione Svizzera dei Parlamenti dei Giovani, diversi giovani hanno espresso la loro preoccupazione in merito a questo tema.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nel confronto internazionale la Svizzera è uno dei Paesi che produce più rifiuti urbani. Pertanto sono opportune misure volte a ridurre gli imballaggi e i rifiuti. Attualmente l'Ufficio federale dell'ambiente sta elaborando le basi per una strategia di prevenzione dei rifiuti, nell'ambito della quale sono previste anche proposte per misure riguardanti gli imballaggi. Ad esempio, in futuro si potrebbe rinunciare ai sovraimballaggi.

Al momento il Consiglio federale non ritiene opportuno obbligare il commercio al dettaglio a sostituire i sacchetti in plastica con sacchetti compostabili. Rispetto ai sacchetti in plastica ottenuti con materiali riciclati, i sacchetti compostabili presentano un bilancio ecologico meno favorevole. Inoltre sussistono questioni aperte riguardanti la completa degradabilità dei sacchetti compostabili, anche se vengono rispettate le norme esistenti (ad es. degradazione del 90 per cento entro un determinato lasso di tempo). In Svizzera il conferimento in discarica di qualsiasi rifiuto combustibile è vietato dal 2000, mentre in Italia circa il 40 per cento dei rifiuti plastici viene conferito in discariche a cielo aperto. Questo è un motivo importante per cui in Italia vengono impiegati sacchetti biodegradabili. In Svizzera gli imballaggi vengono smaltiti in linea di principio in modo corretto e solo una piccola parte di essi finisce nell'ambiente a causa del littering o di smaltimento scorretto (ad esempio tramite la raccolta dei rifiuti verdi).

2. Se si osserva il carico inquinante complessivo generato dai consumi in Svizzera, la quota dovuta agli imballaggi e inferiore all'1 per cento. Ben più rilevante per il carico inquinante è l'alimentazione, ossia il prodotto stesso, con quasi il 30 per cento. Inoltre non sono noti gli effetti di un quantitativo soglia di imballaggi compostabili sull'infrastruttura di smaltimento. Di conseguenza, il Consiglio federale ritiene che una norma con valori soglia percentuali per gli imballaggi non compostabili non condurrebbe all'obiettivo (cfr. anche risposta alla domanda 1). Piuttosto, la summenzionata strategia di prevenzione dei rifiuti dovrebbe tenere conto non solo degli imballaggi in plastica, ma anche di altri materiali d'imballaggio e del carico inquinante dei prodotti stessi.

3. L'articolo 30a lettera a della legge sulla protezione dell'ambiente (RS 814.01) offre una base legale per vietare prodotti impiegati per breve tempo a determinate condizioni. Un divieto per gli imballaggi di frutta e verdura che possono essere offerte anche sfuse produrrebbe presumibilmente una modesta riduzione del carico inquinante. I grandi dettaglianti vendono già una buona parte della frutta e della verdura in forma sfusa e contribuiscono in tal modo alla prevenzione dei rifiuti d'imballaggio. Dal punto di vista ambientale, il principale vantaggio della vendita di frutta e verdura in forma sfusa è che i consumatori possono acquistare esattamente la quantità di cui hanno bisogno, con una conseguente riduzione dei rifiuti alimentari. Per la frutta e la verdura sensibili allo schiacciamento l'imballaggio offre invece una protezione contro il deterioramento anticipato e in tal modo assolve anche una funzione importante per la prevenzione dei rifiuti alimentari. Pertanto, il Consiglio federale ritiene non adeguato un divieto per gli imballaggi di frutta e verdura.

4. Gli attuali strumenti legali prescrivono che i rifiuti d'imballaggio devono essere sottoposti a trattamento termico come rifiuti urbani, a condizione che non sia possibile riciclarli (art. 10 dell'ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti; RS 814.600). La raccolta separata di determinati imballaggi o un obbligo di raccolta equivarrebbe a una nuova via di smaltimento per i prodotti acquistati nel commercio al dettaglio. Un tale obbligo di raccolta per determinati imballaggi (bottiglie in plastica con tappo) è già stato oggetto della revisione della legge sulla protezione dell'ambiente "Economia verde" respinta dal Parlamento nel 2015. La motivazione addotta per il respingimento era che l'economia può attivarsi autonomamente con misure su base volontaria nel quadro della responsabilità del produttore. La responsabilità estesa dei produttori chiama in causa i produttori nello sviluppo di un design ecologico degli imballaggi, il commercio al dettaglio nella scelta dell'assortimento e i consumatori nelle loro decisioni d'acquisto. Nell'ambito del rapporto sull'"Economia verde", il Consiglio federale valuterà queste e altre misure volontarie ed eventualmente proporrà un adeguamento.

Risposta del Consiglio federale.