19.3526 · Interpellanza · 2019-05-09
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Recentemente un gruppo di militanti dell'AKP ha aggredito Kemal Kiliçdaroglu, leader del partito popolare repubblicano (CHP), il maggiore partito d'opposizione, e per poco la casa in cui il politico ha dovuto mettersi in salvo non è stata incendiata. Simili scene richiamano alla memoria gli eventi di Sivas del 1993, quando 37 Aleviti morirono bruciati vivi in un albergo davanti agli occhi di una folla di fanatici. Le forze dell'ordine intervennero troppo tardi. In Turchia gli Aleviti sono spesso considerati miscredenti e devono temere per la loro vita. Anche nelle città di Tunceli (Dersim 1937/38), Maras (1978) e Corum (1980) sono stati compiuti attacchi efferati contro gli Aleviti, molti dei quali sono quindi fuggiti in Svizzera. Per timore di rappresaglie sovente nascondono l'appartenenza alla loro comunità, poiché la longa manus del Governo turco ha raggiunto da tempo anche il nostro Paese. Il numero degli Aleviti che vivono in Svizzera non è dunque certo, ma in base a diversi indicatori si reputa che sia elevato.
La Svizzera deve agire tenendo conto di questa minaccia. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Quali misure intende adottare affinché gli Aleviti possano sentirsi sicuri in Svizzera?
2. Il Consiglio federale è disposto ad attivarsi presso il Governo turco a favore della libertà di religione in Turchia, un diritto fondamentale che la Turchia stessa ha riconosciuto con la firma della CEDU?
3. Le autorità svizzere si sono espresse criticamente in occasione dell'aggressione ai danni del leader del partito d'opposizione CHP, Kemal Kiliçdaroglu?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale attribuisce la massima priorità alla protezione della popolazione da atti di violenza. Secondo la valutazione del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), anche in Svizzera sono soprattutto persone e istituzioni ebraiche e islamiche a essere esposte a una minaccia più elevata di atti di estremismo violento, ma potrebbero essere colpite anche altre minoranze. Le autorità competenti verificano costantemente le necessarie misure di protezione in collaborazione con le comunità interessate e, all'occorrenza, le adeguano all'evolversi della situazione di minaccia.
In virtù dell'articolo 57 capoverso 2 della Costituzione, la Confederazione e i Cantoni coordinano i loro sforzi nel settore della sicurezza interna. Sulla scorta di un'analisi approfondita dell'attuale situazione generale, il Consiglio federale intende contribuire, con un importo massimo di 500 000 franchi l'anno, ai costi per garantire la sicurezza delle minoranze particolarmente esposte al rischio di atti di violenza. Vuole così sostenere gli sforzi delle autorità locali, responsabili in primo luogo della sicurezza in loco. A tal fine, il Consiglio federale ha elaborato un'ordinanza che ha posto in consultazione alla fine di gennaio del 2019. Deciderà come procedere dopo aver valutato i risultati della consultazione.
2. Il Consiglio federale è preoccupato della situazione dei diritti umani in Turchia e segue gli sviluppi con attenzione. La Svizzera fa regolarmente appello alla Turchia affinché rispetti i diritti umani e osservi i suoi obblighi internazionali in materia. Le questioni inerenti ai diritti umani sono trattate direttamente nel dialogo bilaterale a livello politico, per esempio nell'ambito delle ultime consultazioni politiche del 22 marzo 2019 tenutesi ad Ankara.
A livello multilaterale, in passato la Svizzera si è espressa criticamente sulla condanna degli operatori dei media o sui procedimenti penali contro i difensori dei diritti umani nell'ambito del Consiglio dei diritti umani dell'ONU, del Consiglio d'Europa e dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Segue inoltre con attenzione l'attuazione delle sentenze emesse dalla Corte europea dei diritti dell'uomo in merito alla Turchia. L'Ambasciata di Svizzera ad Ankara e il Consolato generale di Istanbul sono in stretto contatto con persone e organizzazioni che si impegnano per la tutela dei diritti umani. Le rappresentanze svizzere in loco svolgono inoltre periodici monitoraggi dei processi. Infine, dal 2018 la Svizzera si impegna maggiormente nel sostegno di progetti concreti in materia di diritti umani in Turchia.
3. Il Consiglio federale è a conoscenza dell'episodio menzionato, che è stato condannato anche dal Governo turco. Il Dipartimento federale degli affari esteri DFAE non ha ritenuto opportuno intervenire sulla questione.
Risposta del Consiglio federale.