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La Svizzera non può rimanere inattiva di fronte all'insostenibile situazione dei diritti umani in Turchia

19.3527 · Interpellanza · 2019-05-09

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

La situazione dei diritti umani in Turchia peggiora di giorno in giorno e non fa che inasprirsi. È noto da tempo che il Governo turco attua una massiccia repressione contro i dissidenti, i giornalisti, gli accademici e i Curdi. Nei confronti di questi ultimi sta inoltre conducendo una guerra feroce in Siria. Le carceri turche sono sovraffollate e i detenuti vivono in condizioni deplorevoli.

Da mesi numerosi prigionieri politici in Turchia hanno cominciato uno sciopero della fame mettendo a repentaglio la propria vita per richiamare l'attenzione della comunità internazionale sulla disastrosa situazione che regna nel loro Paese e sulle condizioni di isolamento all'interno delle carceri. Ormai dovrebbero essere circa 7000 i detenuti che hanno aderito allo sciopero della fame e 15 di loro hanno addirittura deciso di lasciarsi morire. Le loro madri, tra le quali anche le "Madri del sabato", hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti a Palazzo federale ed espresso le loro preoccupazioni ai parlamentari di tutti i partiti politici. In Turchia, le madri dei detenuti che protestano vengono picchiate e disperse dalle forze dell'ordine.

A seguito degli eventi recenti successivi alle elezioni a Istanbul, le persone di origine turca che vivono nel nostro Paese sono molto preoccupate e sperano in una dichiarazione da parte delle autorità svizzere.

La Svizzera non può più assistere passivamente a questa situazione. Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. È disposto a intervenire presso il Governo turco chiedendo di porre immediatamente fine a queste gravi violazioni dei diritti umani?

2. È disposto ad adottare misure a livello internazionale intervenendo presso il Consiglio dei diritti umani dell'ONU?

3. È disposto a depositare una dichiarazione concernente le persone che hanno avviato lo sciopero della fame e le loro condizioni di isolamento?

4. È disposto a rinviare la ratifica dell'Accordo di libero scambio con la Turchia fino a quando la situazione dei diritti umani non sarà notevolmente migliorata?

Stellungnahme des Bundesrates

1.-3. Il Consiglio federale è preoccupato della situazione dei diritti umani in Turchia e segue gli sviluppi con attenzione. La Svizzera fa regolarmente appello alla Turchia affinché rispetti i diritti umani e osservi i suoi obblighi internazionali in materia. Le questioni inerenti ai diritti umani sono trattate direttamente nel dialogo bilaterale a livello politico, per esempio nell'ambito delle ultime consultazioni politiche del 22 marzo 2019 tenutesi ad Ankara. L'Ambasciata di Svizzera ad Ankara e il Consolato generale di Istanbul sono in stretto contatto con persone e organizzazioni che si impegnano per la tutela dei diritti umani. Le rappresentanze svizzere in loco svolgono inoltre periodici monitoraggi dei processi. Infine, dal 2018 la Svizzera si impegna maggiormente nel sostegno di progetti concreti in materia di diritti umani in Turchia.

La Svizzera critica regolarmente la situazione dei diritti umani in Turchia in seno al Consiglio dei diritti umani dell'ONU, per esempio nell'ambito della 36a sessione (2017) e della 37a sessione (2018). Il nostro Paese è intervenuto ripetutamente sulle condanne inflitte agli operatori dei media o sui procedimenti penali contro i difensori dei diritti umani anche in seno al Consiglio d'Europa e all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

4. Come esposto dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Glättli 17.4294, la modernizzazione dell'Accordo di libero scambio (ALS) tra i Paesi dell'AELS e la Turchia giova soprattutto alle imprese private, poiché contribuisce ad aumentare la sicurezza di pianificazione e la certezza del diritto nei rapporti economici bilaterali. La modernizzazione dell'accordo esistente prevede di integrare anche disposizioni concernenti lo sviluppo sostenibile che consentiranno di intavolare con la Turchia, nell'ambito del comitato misto AELS-Turchia, una discussione su questioni commerciali riguardanti la sostenibilità e i diritti umani. Rinunciando alla ratifica dell'accordo modernizzato, proseguirebbero le relazioni commerciali preferenziali nell'ambito dell'ALS esistente, che non contiene disposizioni in materia di sostenibilità. Di conseguenza, continuerebbero a mancare le basi per affrontare tali questioni con le autorità turche nel quadro della politica commerciale. Per i suddetti motivi, il Consiglio federale è del parere che un rinvio della ratifica non sarebbe opportuno.

Risposta del Consiglio federale.

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