19.3535 · Interpellanza · 2019-06-03
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Recentemente la Commissione federale delle comunicazioni (Comcom) ha attribuito nuove frequenze di radiocomunicazione a tre operatori svizzeri. I ricavi realizzati con questa operazione si aggirano sui 380 milioni di franchi e sono stati versati nelle casse federali a titolo di ricavi straordinari. Siccome le concessioni sono state attribuite per una durata di 15 anni, per i prossimi anni si prevede un numero significativo di domande di costruzione per nuove antenne. A titolo esemplificativo, nell'arco dei prossimi due a tre anni l'operatore Swisscom progetta di installare una ventina di piloni nel Cantone del Giura. Qualsiasi nuova costruzione o modifica di impianti preesistenti è sottoposta al rilascio di un'autorizzazione. L'introduzione del 5G in Svizzera implicherà pertanto inevitabilmente un incremento del carico di lavoro e costi supplementari per i Cantoni. Anche se le autorizzazioni rilasciate dalle amministrazioni cantonali sono soggette al versamento di tasse, altre prestazioni legate al trattamento di questi dossier (segnatamente i lavori generati dalle procedure di opposizione e di ricorso) sono particolarmente laboriose e non generano alcun introito. Le domande e le preoccupazioni legate allo sviluppo del 5G sul territorio nazionale lasciano inoltre presagire che le amministrazioni cantonali dovranno investire una mole considerevole di tempo e di energie per il trattamento di queste pratiche.
Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Considerati il carico di lavoro e i costi supplementari che l'attribuzione delle nuove frequenze di radiocomunicazione mobile rappresenta per i Cantoni, il Consiglio federale prevede di versare loro una parte degli introiti straordinari?
2. In tal caso, che parte di tali introiti il Consiglio federale intende attribuire ai Cantoni e in base a quale chiave di ripartizione?
3. Se non si valuta la retrocessione di una parte degli introiti generati tramite le concessioni, il Consiglio federale prevede un'altra forma di compensazione per i Cantoni? Se sì, quale?
4. Allo stesso modo, senza alcuna retrocessione ai Cantoni, a quale utilizzazione saranno destinati i circa 380 milioni di franchi incassati?
Stellungnahme des Bundesrates
Il 17 aprile 2019 il Consiglio federale, nell'ambito di una modifica dell'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI), ha posto le basi per istituire e attuare un monitoraggio che fornisca informazioni sull'esposizione della popolazione a radiazioni non ionizzanti nell'ambiente. Il finanziamento di questo monitoraggio è assunto dalla Confederazione. In questo modo, le autorità di esecuzione a livello dei Cantoni e dei Comuni saranno sostenute nell'ambito delle basi e degli strumenti di esecuzione per lo sviluppo del 5G.
1./2. Il continuo aumento del traffico mobile di dati ha come conseguenza che le reti di radiocomunicazione mobile devono essere ulteriormente potenziate, in particolare con la costruzione di ubicazioni di antenne supplementari. Le procedure di autorizzazione edilizia necessarie a tale scopo rientrano nella sfera di competenza dei Cantoni e dei Comuni. Come constata l'autore dell'interpellanza, le autorità competenti riscuotono tasse amministrative per l'esecuzione di procedure di autorizzazione edilizia.
Le tasse di concessione riscosse nel quadro dell'ultima vendita all'asta delle frequenze di radiocomunicazione mobile affluiscono alla Confederazione come entrate straordinarie secondo l'articolo 13 capoverso 2 della legge federale sulle finanze della Confederazione. Una distribuzione di tali tasse di concessione ai Cantoni non è prevista a livello legale.
3. Non è prevista alcuna compensazione finanziaria per i Cantoni per l'esecuzione dei loro compiti in materia edilizia e ambientale.
4. I circa 380 milioni di franchi di ricavi straordinari vengono impiegati, conformemente al freno alle spese, per l'estinzione di debiti della Confederazione.
Risposta del Consiglio federale.