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19.3557 · Interpellanza · 2019-06-06

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il concorso dell'Eurovisione ottiene finanziamenti pubblici svizzeri e, in caso affermativo, quali e per che importo?

Begründung

Il concorso dell'Eurovisione trae le sue origini nel contesto degli anni successivi alla seconda guerra mondiale e, sembra, nella volontà dei dirigenti politici dell'epoca di creare legami indissolubili tra i Paesi europei. Lo svizzero Marcel Bezençon sarebbe stato il promotore di questo concorso, la cui prima edizione si svolse a Lugano nel 1956. L'iniziativa era senza dubbio eccellente e il suo scopo lodevole.

All'inizio e per circa vent'anni, i partecipanti a questo concorso erano esclusivamente europei. Oggi, alcuni di loro provengono da Paesi africani, orientali e persino oceanici: un'evoluzione piuttosto curiosa.

Ma notiamo qualcos'altro: a poco a poco l'Eurovisione si è trasformata in un vettore di promozione di ideologie globaliste o "progressiste". Questo è dimostrato da un recente vincitore o ancora da un candidato a cui è stata offerta una pubblicità appariscente sui media che non sembrava giustificarsi principalmente da considerazioni artistiche.

Molti contribuenti svizzeri saranno probabilmente interessati a sapere se le loro tasse sono utilizzate in qualche modo per finanziare questa competizione, che sembra ormai solo lontanamente in relazione con le sue origini e i cui obiettivi ideologici non sono probabilmente condivisi dalla maggioranza della popolazione.

Stellungnahme des Bundesrates

Responsabile dello svolgimento dell'Eurovision Song Contest (ESC) è l'Unione Europea per la Radiodiffusione (European Broadcasting Union, EBU) con sede a Ginevra. All'ESC possono partecipare tutti i membri dell'EBU. Membri dell'EBU sono le emittenti radiotelevisive nazionali di Paesi che fanno parte del Consiglio d'Europa o della zona europea di radiodiffusione. Questa zona è stabilita dall'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT) e comprende, oltre agli Stati europei, anche Paesi del Nordafrica e del Medio Oriente. Inoltre, l'EBU conta anche Paesi membri associati come Bangladesh, Cina, India, Giappone o Australia, che potrebbero anch'essi teoricamente partecipare all'ESC.

Nel regolamento è sancito esplicitamente che l'ESC non è un evento politico. I membri dell'EBU sono inoltre esortati a fare il possibile affinché l'ESC non sia strumentalizzato per fini politici (cfr. "Rules" dell'ESC, no 2.6). L'ESC è innanzitutto un concorso musicale internazionale in forma di trasmissione di intrattenimento. È quindi un'opportunità anche per gli artisti svizzeri di presentarsi a un vasto pubblico internazionale. E per la SSR, l'ESC rappresenta una misura adeguata per promuovere la musica svizzera, ciò che è espressamente tenuta a fare (cfr. art. 28) in base alla sua concessione del 29 agosto 2018 (FF 2018 4659).

L'ESC è inoltre molto popolare tra il pubblico svizzero, in particolare tra i giovani. Presso la SRF la quota di mercato relativa alla trasmissione della finale era quasi del 50 per cento, presso la RTS del 23,4 per cento e presso la RSI del 26,8 per cento. In tutte le regioni linguistiche queste quote sono al di sopra della media registrata per il sabato sera.

La partecipazione della Svizzera all'ESC è pagata esclusivamente dalla SSR. Il finanziamento della SSR dipende per il 73 per cento dai proventi del canone radiotelevisivo. Tuttavia non viene effettuata alcuna assegnazione diretta tra le varie fonti di finanziamento e le rispettive spese. Di conseguenza non è possibile determinare in quale misura i proventi del canone radiotelevisivo siano stati utilizzati per la partecipazione all'ESC. Per la SSR la partecipazione è comunque conveniente sotto il profilo economico, in quanto la tassa di partecipazione è commisurata alle dimensioni del Paese. La Svizzera, avendo proporzioni ridotte, trae vantaggio da questo modello di finanziamento, e quindi ne beneficia anche la SSR. Nel 2019, per la tassa di partecipazione della SSR, secondo le informazioni che la stessa ha fornito si è parlato di importi a sei cifre molto bassi. Con questa somma SRF, RTS e RSI hanno potuto produrre diverse trasmissioni di intrattenimento. Se questa fascia oraria avesse dovuto essere occupata con produzioni proprie, l'onere sarebbe stato nettamente maggiore.

Risposta del Consiglio federale.