19.3566 · Mozione · 2019-06-06
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale di proporre le modifiche legislative necessarie per vietare ai produttori e ai distributori di energia che beneficiano di concessioni o monopoli, o dei quali gli enti pubblici detengono partecipazioni dirette o indirette, di intervenire sul mercato dell'installazione.
Begründung
Da qualche anno le aziende che si occupano dell'installazione di impianti sanitari, di riscaldamento, di elettricità, eccetera si confrontano con una concorrenza che considerano, giustamente, sleale: quella dei produttori e dei distributori di energia (perlomeno nel settore dell'elettricità e del gas), delle loro filiali o di altre società di cui questi detengono partecipazioni.
Tramite meccanismi legati a concessioni o a posizioni di monopolio, tali concorrenti, di cui gli enti pubblici possiedono quote o che fanno parte di multinazionali, beneficiano di sussidi (basti pensare a quelli per la produzione idroelettrica) o di agevolazioni di altra natura che i privati non hanno. Pertanto, in particolare nell'ambito degli appalti pubblici, si è giunti alla situazione sconcertante nella quale filiali di società sovvenzionate partecipano a gare pubbliche proponendo prezzi talvolta inferiori del 20 o del 30 per cento rispetto a quelli "normali" e avvelenando un mercato sempre più teso per le aziende dei rami accessori dell'edilizia.
Si tratta di una forma di concorrenza sleale che solleva una serie di questioni nel settore degli appalti pubblici.
A ciò si aggiunge il fatto che aziende beneficiarie di sussidi pubblici diretti o indiretti o parzialmente o totalmente in mano allo Stato stanno rilevando gran parte del nostro tessuto di PMI.
La sfida consiste nell'evitare il crollo del mercato provocato dalla presenza di operatori che dispongono di vantaggi concorrenziali rispetto alle aziende private a tutti gli effetti.
L'unico modo per riuscirvi, e soprattutto per garantire trasparenza e concorrenza, è imporre una separazione totale tra il settore che, di fatto, è interamente o parzialmente, direttamente o indirettamente, nelle mani dello Stato o è finanziato con soldi pubblici, e quello dell'installazione, che non è vincolato a compiti di sovranità nazionale e deve quindi restare ai privati.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale riconosce che la questione sollevata dall'autore della mozione è degna di particolare attenzione. Come affermato nel suo rapporto del dicembre 2017 su Stato e concorrenza, incentrato sugli effetti che le imprese controllate dallo Stato producono sui mercati, l'attività delle aziende statali o parastatali possono provocare distorsioni della concorrenza. Per questo il Consiglio federale si impegna a garantire condizioni eque per tutte le imprese operanti sul mercato, sia pubbliche che private.
Nell'ambito dello stesso rapporto è stato commissionato uno studio sulle aziende controllate dai Cantoni e dai Comuni nel quale il settore energetico è stato analizzato tramite un sondaggio on line indirizzato alle aziende interessate. Nelle conclusioni gli autori avevano raccomandato di ridurre le distorsioni della concorrenza agendo a livello istituzionale, per esempio con una maggiore apertura all'azionariato privato e una chiara strategia del proprietario. Queste misure competono ai rispettivi proprietari. Anche la separazione strutturale degli enti potrebbe contribuire a mitigare le distorsioni della concorrenza nei mercati concorrenziali, come ad esempio quello dell'installazione, e a ridurre il rischio di sovvenzioni incrociate.
La soluzione proposta nella mozione, ovvero il divieto per queste aziende di intervenire sul mercato dell'installazione, limiterebbe la libertà imprenditoriale dei produttori e dei distributori di energia, voluta dal legislatore. Come rilevato dal Consiglio federale nel rapporto del 2017, questa soluzione non è necessariamente appropriata dal punto di vista economico e richiede di analizzare ogni singolo caso per stabilire se i costi di accesso al mercato generati dalle distorsioni della concorrenza possono essere compensati da un'integrazione verticale più efficace (economie di scala, sinergie, ecc.). Inoltre, la legge sull'approvvigionamento elettrico (LAEI; RS 734.7) comprende delle disposizioni che prevedono la separazione tra la rete (monopolio) e le atre attività e vietano le sovvenzioni incrociate tra i due settori (art. 10 e 11 LAEI). Infine, secondo la legge sui cartelli (LCart; RS 251), alcune pratiche delle imprese in posizione di monopolio possono già essere considerate illecite, ad esempio le discriminazioni relative ai prezzi o ad altre condizioni commerciali o l'imposizione di prezzi inadeguati o di altre condizioni commerciali inadeguate (art. 7 LCart).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.