Accordi commerciali con gli Stati Uniti. Non sarebbe saggio escludere l'agricoltura?
19.3572 · Interpellanza · 2019-06-11
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
L'agricoltura praticata in Svizzera è moderata, collega ogni produzione alle aziende agricole, garantisce la tracciabilità e il rispetto di rigorosi standard di produzione. Oggi è in discussione un progetto di accordi commerciali tra la Svizzera e gli Stati Uniti, un Paese che consente l'impiego di OGM e di ormoni della crescita e i cui standard di produzione, di detenzione degli animali o di norme sanitare non hanno quasi nulla in comune con quelli in uso nella pratica agricola svizzera.
Consapevole di queste incompatibilità, il 6 aprile 2019 l'Unione europea ha deciso di escludere l'agricoltura dagli accordi commerciali in discussione con gli Stati Uniti.
Poiché la Svizzera sta discutendo di accordi commerciali con gli Stati Uniti, mi chiedo quali ne siano le conseguenze:
1. Come vengono affrontate le questioni agricole e l'agricoltura in questi progetti di accordi?
2. Quale sarà l'impatto dell'effetto cumulativo degli accordi in discussione con gli Stati Uniti e dell'accordo con il Mercosur sulla futura politica agricola e sui prezzi?
3. Quali saranno le conseguenze per il settore agroalimentare svizzero e per i suoi numerosi posti di lavoro?
4. Come verranno integrati nei progetti di accordi commerciali con gli Stati Uniti gli elementi relativi al rispetto delle norme di produzione, delle norme di detenzione degli animali e delle norme sanitarie?
5. È garantito il riconoscimento delle nostre DOP e IGP?
6. Le opinioni e i desideri dei consumatori svizzeri sono presi in considerazione in tali accordi e quali garanzie possono essere date loro?
7. Non sarebbe saggio, come ha fatto l'Unione europea, escludere l'agricoltura dai progetti di accordo con gli Stati Uniti?
Stellungnahme des Bundesrates
1./7. L'esportazione di prodotti agricoli costituisce uno dei principali interessi degli Stati Uniti, che da sempre perseguono obiettivi offensivi in questo comparto. Di conseguenza escludere l'agricoltura nel quadro di un negoziato per un accordo di libero scambio non sembra realistico, come dimostra appunto la situazione tra gli Stati Uniti e l'UE. Quest'ultima non desidera discutere dell'accesso al mercato dei prodotti agricoli e pertanto non è entrata in materia per un mandato in questo settore; viceversa, gli Stati Uniti hanno conferito un mandato di ampia portata che punta a un accesso esteso al mercato europeo per i loro prodotti agricoli: ecco perché i colloqui tra l'UE e gli Stati Uniti sono attualmente in una fase di stallo. I colloqui esplorativi attualmente in corso tra la Svizzera e gli Stati Uniti dovrebbero permettere di soppesare il livello di flessibilità degli USA e di delineare eventuali soluzioni per i prodotti sensibili affinché il grado di liberalizzazione sia accettabile per entrambi i Paesi, in particolare nel rispetto della politica agricola svizzera. In proposito è bene rilevare che anche l'agricoltura svizzera avrebbe degli interessi offensivi da far valere sul mercato americano, per esempio per il formaggio e per certi prodotti trasformati.
2./3. Il settore agroalimentare è parte integrante dell'economia svizzera ed è già ampiamente inserito nei flussi commerciali internazionali, sia che si tratti dell'acquisto di mezzi di produzione come il mangime o dell'esportazione di derrate alimentari come il formaggio. La Svizzera conduce i negoziati per gli accordi di libero scambio nel rispetto della sua politica agricola e si adopera affinché eventuali concessioni non abbiano conseguenze ingestibili per l'agricoltura interna, anche tenendo conto di tutti i partner presenti o futuri. Oltretutto gli accordi di libero scambio offrono anche al settore agroalimentare un migliore accesso ai mercati e condizioni non discriminatorie rispetto alla concorrenza estera. Per i prodotti agricoli trasformati e certe specialità, in particolare, la Svizzera ha anche interesse a negoziare un migliore accesso ai mercati tramite gli accordi di libero scambio.
4./6. Lo scopo dei colloqui esplorativi è di determinare le posizioni e le aspettative nei vari settori possibili di un accordo di libero scambio, compresi quello regolamentare, sanitario e fitosanitario. In questo contesto è fondamentale rammentare che un eventuale accordo con gli Stati Uniti non abbasserebbe il livello delle prescrizioni applicabili in Svizzera né tantomeno avrebbe conseguenze sulla salute dei consumatori. Le esigenze svizzere per immettere sul mercato prodotti importati rimarrebbero valide. Per quanto riguarda gli ormoni della crescita, il Consiglio federale rammenta che la Svizzera autorizza già l'importazione di carne bovina prodotta con sostanze ormonali per aumentare le prestazioni, a patto che la carne non contenga residui di tali sostanze e che venga dichiarata come tale.
5. Il nostro Paese attribuisce grande importanza alla protezione delle indicazioni di provenienza e delle indicazioni geografiche. Ecco perché nelle trattative per gli accordi di libero scambio il Consiglio federale si adopera per includere disposizioni che proteggano le indicazioni geografiche. Nell'ambito dei colloqui esplorativi con gli Stati Uniti la Svizzera fa valere i propri interessi. Non è possibile tuttavia esprimere un giudizio sull'esito delle esplorazioni.
Risposta del Consiglio federale.