19.3593 · Postulato · 2019-06-12
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di valutare se inserire la digitalizzazione delle collezioni naturalistiche nel messaggio ERI 2021-2024. Stando alla Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca 2019 occorrerebbe stanziare 14 milioni di franchi svizzeri.
Begründung
La Svizzera dispone di un patrimonio di collezioni naturalistiche che per completezza e importanza si situa al di sopra della media internazionale e per alcuni aspetti è unico al mondo. Si tratta di circa 61 milioni di campioni e reperti zoologici, botanici, micologici, geologici, ossei, di suolo e paleontologici che documentano la varietà e i mutamenti della natura e del sottosuolo avvenuti in Svizzera e in altri Paesi nel corso di milioni di anni.
Tuttavia spesso per i ricercatori è molto difficile accedere ai dati delle collezioni. Attualmente è stato esaminato, classificato e registrato digitalmente circa il 17 per cento degli oggetti collezionati. Senza preparazione, digitalizzazione e messa in rete, gran parte delle risorse che le collezioni potrebbero offrire alla ricerca rimane inutilizzata.
Le collezioni possono fornire informazioni essenziali anche per attività di ricerca inerenti a temi socialmente urgenti, come: salute (organismi patogeni), agricoltura e selvicoltura (specie utili e/o nocive, pesticidi), clima, biodiversità (moria degli insetti), ma anche estrazione di materie prime e realizzazione di infrastrutture di trasporto. Ad esempio, studiando 500 campioni di roccia del museo geologico di Losanna, alcuni esperti sono riusciti a determinare la consistenza della roccia nel compartimento tagliafuoco della galleria del Monte Bianco. Le collezioni naturalistiche sono distribuite in più di cinquanta sedi (musei, giardini botanici, università e istituti di ricerca) e soprattutto gli enti più piccoli non dispongono delle risorse necessarie per occuparsene. Occorre urgentemente approntare una strategia nazionale e stanziare le risorse di personale e finanziarie necessarie per la digitalizzazione delle collezioni naturalistiche. Utilizzando una piattaforma decentralizzata si potrebbe coordinare - e rendere così efficiente - la valorizzazione dei campioni e dei dati raccolti, a beneficio delle attività di ricerca.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel loro programma pluriennale 2021-2024, le Accademie svizzere delle scienze chiedono che vengano stanziati circa 12,4 milioni di franchi per avviare un'iniziativa finalizzata a preparare, digitalizzare e rendere accessibili le collezioni naturalistiche. Le Accademie svizzere delle scienze sono un organo di ricerca ai sensi della legge federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione (LPRI), e il loro programma pluriennale serve per illustrare i contenuti e definire le priorità nel quadro della preparazione dei decreti di finanziamento previsti nel messaggio sulla promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione negli anni 2021-2024 (messaggio ERI 2021-2024). L'iniziativa è stata inserita anche nella Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca 2019. In questo strumento di pianificazione strategica, utilizzato per l'elaborazione del messaggio ERI 2021-2024, vengono registrate le nuove infrastrutture di ricerca nazionali in progetto. Tuttavia esso non comprende né decreti di finanziamento né decisioni relative alla ripartizione di eventuali finanziamenti federali.
Stando all'inventario delle Accademie svizzere delle scienze, dei quasi 61 milioni di oggetti collezionati a cui si accenna nel postulato, circa l'83 per cento è in dotazione a musei, il 17 per cento a istituti universitari.
Le responsabilità concernenti la preparazione e messa a disposizione degli oggetti, nonché i relativi finanziamenti, competono agli organi direttivi dei musei e delle scuole universitarie, come pure agli enti preposti. Fatta eccezione per i musei della Confederazione, si tratta principalmente di enti cantonali ed enti pubblici. La Confederazione applica un regime di promozione in favore dei musei, delle collezioni e delle reti di terzi, secondo quanto previsto dalla pertinente ordinanza del DFI. Ai fini della salvaguardia del patrimonio culturale, le collezioni possono beneficiare di contributi a progetti se questi ultimi soddisfano i requisiti e i criteri definiti nell'ordinanza. Tuttavia per finanziare la preparazione e la messa a disposizione, a scopo di ricerca, di oggetti di collezioni naturalistiche, questo strumento di promozione della Confederazione non è utilizzabile. Inoltre non tutte le collezioni sono importanti per la ricerca. Si può ritenere che in generale nel settore delle scuole universitarie e dei politecnici gli aspetti legati alla ricerca siano rilevanti: in quel caso, le responsabilità relative alla preparazione e alla messa a disposizione, mediante digitalizzazione, degli oggetti collezionati spettano agli organi direttivi delle scuole universitarie. Il Consiglio federale si aspetta che gli organi direttivi dei musei e delle scuole universitarie definiscano le priorità operative in base all'importanza e all'urgenza dei compiti da svolgere e nei limiti dei finanziamenti approvati. Questo settore esula dalle competenze dirette della Confederazione: dunque il Consiglio federale esclude che il finanziamento della digitalizzazione e della messa a disposizione delle collezioni naturalistiche possa essere oggetto del messaggio ERI 2021-2024.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.