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19.3645 · Interpellanza · 2019-06-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Secondo la "NZZ am Sonntag" del 9 giugno 2019, nel nostro Paese si verificano sempre più spesso interruzioni nelle forniture di medicinali. Stando a questo articolo, che cita l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese, otto vaccini e trentuno farmaci non sarebbero più disponibili. In tutto mancherebbero all'appello addirittura seicento prodotti fra vaccini e medicinali.

Sempre secondo la "NZZ am Sonntag", ospedali e farmacie hanno difficoltà a rifornirsi di antidolorifici, antiipertensivi e pillole contraccettive. Il problema riguarda in particolare prodotti come l'aspirina e l'ibuprofene, la cui confezione costa pochi franchi. Trattandosi di prezzi bassi, praticamente non ci sono più imprese che continuino a produrli.

Questa situazione è difficilmente accettabile in un Paese che dispone di una rinomata industria farmaceutica. Se la carenza di alcuni medicinali e vaccini dovesse diventare la norma, ciò costituirebbe un problema di sanità pubblica.

1. Il Consiglio federale conferma che le difficoltà di approvvigionamento di farmaci e vaccini sono sempre più frequenti nel nostro Paese? Se sì, è una tendenza che si consolida in modo insidioso?

2. Come spiega il fatto che una situazione del genere possa verificarsi in Svizzera? Quali sono le cause principali?

3. In che modo intende reagire affinché l'approvvigionamento di farmaci e vaccini venga garantito nel nostro Paese in ogni circostanza?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si preoccupa della sicurezza dell'approvvigionamento, ma il suo margine di manovra è limitato. In linea di massima la fornitura di medicinali in Svizzera avviene secondo i meccanismi del libero mercato, in quanto la Confederazione non dispone di un mandato generale a questo scopo. Inoltre, da qualche anno, le situazioni di carenza di medicinali si fanno più frequenti non solo in Svizzera, ma in tutto il mondo. Per trovare soluzioni a lungo termine occorre dunque considerare il contesto internazionale.

1. Secondo l'ordinanza sul centro di notifica per i medicamenti a uso umano d'importanza vitale (RS 531.215.32), la statistica della Confederazione registra solo i medicamenti con principi attivi d'importanza vitale, ma negli ultimi anni il numero delle notifiche è costantemente salito. Nel suo primo anno di esercizio il centro di notifica ha registrato 53 perturbazioni nell'approvvigionamento verificatesi nel 2016; nel 2017 le perturbazioni segnalate da titolari di un'omologazione sono state 72 e, nel 2018 sono arrivate a 105, in seguito all'estensione dell'obbligo di segnalazione. Oltre a queste interruzioni temporanee nelle forniture, si moltiplicano anche i ritiri definitivi dal mercato.

2. Questa evoluzione è dovuta principalmente al fatto che la produzione dei principi attivi si è globalizzata. Vista la pressione sui costi, in particolare per i prodotti il cui brevetto è scaduto, gran parte dei principi attivi viene prodotta in Asia. Se un produttore cessa la sua attività, i principi attivi mancheranno non solo a uno, ma a molti fabbricanti di medicinali. Per quanto riguarda i vaccini, negli ultimi anni la domanda è esplosa, soprattutto nei Paesi emergenti e la produzione non è riuscita a tenere il ritmo. A ciò si aggiunge il fatto che la pressione sui costi a tutti i livelli ha determinato una riduzione delle scorte di magazzino in giacenza, pertanto eventuali difficoltà di approvvigionamento si ripercuotono più in fretta sugli utenti. Inoltre, considerate le dimensioni relativamente piccole del mercato elvetico e l'omologazione nazionale prevista, la gamma dei prodotti offerti in Svizzera è alquanto inferiore rispetto alla zona UE, il che incide negativamente sulle possibilità di sostituzione.

3. Nel rapporto del 20 gennaio 2016 in adempimento del postulato 12.3426, "Assicurare l'approvvigionamento di medicamenti", il Consiglio federale ha proposto diverse raccomandazioni per migliorare la sicurezza di rifornimento. Alcune di queste raccomandazioni sono state attuate nell'ambito della revisione ordinaria della legge sugli agenti terapeutici (RS 812.21), entrata in vigore il 1° gennaio 2019.

Come misura precauzionale per garantire l'approvvigionamento di medicamenti d'importanza vitale in caso di grave penuria, le scorte obbligatorie sono estremamente importanti per un Paese dipendente dalle importazioni come la Svizzera. In caso di necessità il rilascio delle scorte obbligatorie consente in poco tempo di compensare in via provvisoria le interruzioni delle forniture o addirittura di evitarle. Il Consiglio federale verifica a intervalli regolari le merci oggetto delle scorte obbligatorie e la loro entità. Visti i vari problemi di approvvigionamento, il sistema delle scorte obbligatorie è stato notevolmente sviluppato e ora comprende ad esempio anche i vaccini; eventuali ampliamenti vengono analizzati di continuo.

Risposta del Consiglio federale.