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19.3658 · Interpellanza · 2019-06-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Uno studio di Oliver Wyman indica che nelle società finanziare svizzere solo il 5 per cento dei membri della direzione è costituito da donne: molto meno che negli Emirati Arabi Uniti, in Russia, Nigeria, Polonia o India. La Svizzera si situa quindi nettamente al di sotto della media internazionale (al 30° posto su 32 Paesi esaminati). Un altro studio, condotto da swissuniversities, mostra che nel campo delle scienze economiche le donne sono sottorappresentate e che le titolari di master in questo settore faticano più dei colleghi uomini a trovare posti qualificati. Tuttavia, secondo l'istituto demoscopico McKinsey e il Credit Suisse Research Institute, una maggiore diversità di genere permette alle aziende di incrementare il fatturato a lungo termine. In particolare, lo studio del Credit Suisse Research Institute evidenzia che le società con oltre il 50 per cento di donne in posizioni direttive hanno un tasso di crescita più elevato. Non sorprende quindi l'attuale tendenza verso il Gender lens investing (investimento nell'ottica di genere). La start-up svizzera Think Yellow sta mettendo a punto un veicolo di investimento che punta alla parità di genere. È perciò tanto più irritante che i due operatori finanziari coinvolti (Bâloise e Julius Bär) abbiano in media soltanto il 15 per cento circa di donne nella direzione e nel consiglio d'amministrazione. Non sarebbe il caso di passare dalle parole ai fatti?

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Quante sono le donne che lavorano nel settore finanziario? Quali studi hanno svolto e quali sono le loro prospettive di sviluppo professionale a lungo termine in questo settore?

2. Quali incentivi pensa di adottare il Consiglio federale per consentire a un maggior numero di giovani donne di accedere a studi che hanno spesso sbocchi professionali nel settore finanziario (ad es. servizi bancari e finanziari, scienze economiche, economia aziendale, economia politica)? In che modo la promozione della diversità di genere nelle scienze economiche potrebbe ripercuotersi anche sul settore finanziario?

3. Quali misure pensa di adottare il Consiglio federale per aumentare la diversità di genere nel settore finanziario (carriera, conciliabilità tra famiglia e lavoro, ecc.)?

4. In che modo il Consiglio federale intende promuovere più attivamente il Gender lens investing in quanto mercato del futuro?

Stellungnahme des Bundesrates

1. In Svizzera i servizi finanziari e assicurativi danno lavoro a un buon 5 per cento della popolazione attiva. Gli occupati sono per quasi il 40 per cento donne (UST, Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera 2018, circa 98 000 donne). Fra queste, il 45 per cento ha un titolo di livello terziario (18 per cento formazione professionale superiore, FPS, 27 per cento scuole universitarie, SU). La maggioranza proviene dal settore Economia aziendale e amministrazione, che da solo raggruppa l'85 per cento delle diplomate della FPS e il 54 per cento delle diplomate delle SU. Fra gli uomini, le percentuali ammontano rispettivamente al 78 per cento e al 46 per cento.

Secondo l'indagine condotta presso i diplomati delle scuole universitarie, entro un anno dalla conclusione degli studi quasi tutti i laureati in scienze economiche trovano un posto di lavoro e, più spesso che in altri settori di studi, occupano già una funzione direttiva. Fra i titolari di master universitari la proporzione di donne (17,2 per cento) e uomini (19,6 per cento) in questo tipo di funzione è pressoché equivalente, mentre fra i titolari di un bachelor in economia e servizi di una scuola universitaria professionale (SUP) le percentuali sono più elevate (24 per cento delle donne e 34,5 per cento degli uomini). Entro cinque anni dall'ottenimento del diploma il tasso di donne e uomini che occupano una funzione direttiva aumenta in modo significativo per entrambi i tipi di scuole universitarie: 51,8 per cento delle donne e 54,2 per cento degli uomini titolari di un master SU; 43,4 per cento delle donne e 57,3 per cento degli uomini titolari di un bachelor SUP. Occorre rilevare che negli anni le donne raggiungono in proporzione gli uomini e fanno carriera.

2. Le donne rappresentano circa il 35 per cento dei diplomati master SU in scienze economiche e il 46,8 per cento dei diplomati bachelor SUP in economia e servizi, percentuale molto più elevata che nel settore Informatica e tecnica. Tramite sussidi vincolati a progetti sostenuti da Confederazione e Cantoni, le scuole universitarie attuano misure per le pari opportunità e la diversità di genere, migliorando così progressivamente la situazione in questi settori. La facoltà di scienze economiche e sociali dell'Università di Berna, ad esempio, nel suo piano per le pari opportunità prevede un programma di mentoring e modelli occupazionali flessibili per agevolare le ricercatrici con responsabilità familiari. Anche il Fondo nazionale svizzero dispone di strumenti per sostenere in modo mirato i percorsi di carriera delle donne (ad es. il sussidio PRIMA per la promozione delle ricercatrici più brillanti). Queste misure servono anche a combattere gli stereotipi di genere nel settore finanziario ed economico.

3. Uno dei principali campi d'intervento della politica federale in materia di personale qualificato e pari opportunità consiste nel migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia in tutti i settori. A tal fine è necessario eliminare i disincentivi all'attività lavorativa e migliorare l'offerta strutture per la custodia di bambini in età prescolastica e scolastica. Il programma d'impulso della Confederazione per la creazione di nuovi posti di custodia extrafamiliare è stato prolungato fino al 2023.

Dal 2018 ulteriori aiuti finanziari dell'ammontare di 100 milioni di franchi sono destinati a ridurre i costi sostenuti dai genitori per la custodia da parte di terzi e a migliorare l'offerta di posti per i genitori che lavorano. In base alla legge federale sulla parità dei sessi vengono inoltre finanziati programmi volti ad agevolare la conciliabilità tra lavoro e famiglia. Attualmente il Parlamento si sta occupando della riforma dell'imposizione dei coniugi e della famiglia nonché dell'aumento delle deduzioni fiscali per l'assunzione dei costi di custodia extrafamiliare dei figli.

Va menzionata anche l'attuale revisione del diritto della società anonima, che prevede una rappresentanza equilibrata tra i membri dei consigli di amministrazione (almeno il 30 per cento per entrambi i sessi) e delle direzioni (almeno il 20 per cento per entrambi i sessi) delle società quotate in borsa.

4. Per quanto riguarda i veicoli d'investimento nell'ottica di genere, i principi del Consiglio federale si orientano al primato di soluzioni basate sull'economia di mercato e alla sussidiarietà delle attività dello Stato. Il Consiglio federale rinuncia ad accordare sovvenzioni o a sostenere nicchie di mercato. In Svizzera è già possibile investire nell'ottica di genere. La politica del Consiglio federale concernente i mercati finanziari è finalizzata a perfezionare le condizioni quadro e a promuovere le innovazioni, in particolare nel settore degli investimenti di capitale sostenibili (sustainable finance), che include anche l'investimento nell'ottica di genere. L'iniziativa per questi prodotti dovrebbe provenire dallo stesso settore.

Risposta del Consiglio federale.