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19.3675 · Interpellanza · 2019-06-19

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Nelle relazioni internazionali, la Svizzera si ispira alla sua tradizione umanitaria e ai valori in cui crede, tra cui la responsabilità, le pari opportunità e l'apertura verso il mondo. Come sancito dalla Costituzione, "la Confederazione si adopera per salvaguardare l'indipendenza e il benessere del Paese; contribuisce in particolare ad aiutare le popolazioni nel bisogno e a lottare contro la povertà nel mondo, contribuisce a far rispettare i diritti umani e a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli nonché a salvaguardare le basi naturali della vita". La Svizzera si è impegnata anche a favore degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, fondati sul principio secondo cui i più svantaggiati non possono essere trascurati ("non lasciare indietro nessuno"). Recentemente, anche gli attori statali in Svizzera sottolineano sempre più spesso l'importanza della collaborazione con l'economia privata nel quadro della cooperazione internazionale allo sviluppo. In proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Come garantisce il Consiglio federale il rispetto e la messa in atto dei summenzionati valori, sanciti nella Costituzione, in caso di collaborazione con l'economia privata nel quadro della cooperazione svizzera allo sviluppo?

2. Esistono direttive vincolanti che definiscano a quali condizioni la Confederazione può ricorrere all'economia privata nell'ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo?

3. Quali sono le esigenze e i criteri concreti che devono essere osservati per ricorrere all'economia privata nell'ambito della cooperazione allo sviluppo?

4. Tali esigenze e criteri sono conformi agli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile?

5. Quale importanza è riconosciuta al principio guida "Non lasciare indietro nessuno" dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile nell'ambito della cooperazione svizzera allo sviluppo?

6. Come viene garantito che questo principio guida ("Non lasciare indietro nessuno") venga attuato anche nella collaborazione con l'economia privata e che la priorità sia posta nell'aiuto ai più svantaggiati?

Stellungnahme des Bundesrates

1.-4. Il Consiglio federale ritiene che la presenza di condizioni quadro favorevoli per lo sviluppo del settore privato e la creazione di posti di lavoro siano elementi importanti per migliorare le condizioni di vita delle fasce più povere della popolazione. Coinvolgere il settore privato - con il suo potenziale di innovazione, le sue conoscenze specialistiche, le sue strutture organizzative ampiamente ramificate e le sue possibilità di investimento - è indispensabile per raggiungere gli obiettivi definiti nel messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (FF 2016 2333) e per attuare l'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile. Nell'Agenda 2030 questo principio è formulato esplicitamente nell'obiettivo di sviluppo 17. Per i governi, la società civile, il settore privato e il mondo scientifico si tratta di trovare soluzioni comuni per affrontare le sfide globali incombenti, come il cambiamento climatico.

Diversi attori del settore privato si prestano in modo particolare a varie forme e scopi della cooperazione. Nel settore dell'istruzione di base sono frequenti collaborazioni con fondazioni e imprese sociali, in quello della formazione professionale le imprese produttrici sono partner ricorrenti. Potremmo inoltre menzionare l'abbinamento della tecnologia satellitare con prestazioni in campo assicurativo per tutelarsi contro le perdite del raccolto, oppure l'impiego di droni per pianificare l'installazione di alloggi d'emergenza in caso di crisi umanitarie. Questo importante know-how proveniente dal settore privato non può che recare benefici alla cooperazione internazionale (CI).

Gli attori della CI esaminano per ogni impresa la gestione della sostenibilità e adattano di conseguenza la collaborazione. Il rispetto dei pertinenti standard ambientali, sociali e in materia di diritti umani è un elemento imprescindibile della cooperazione. Vi rientrano i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e le Linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali. Quanto ai criteri di esclusione di base, la Svizzera segue gli standard internazionali come quelli utilizzati dal Gruppo Banca Mondiale nella cooperazione con il settore privato. Nel forum specializzato dei donatori Donor Committee for Enterprise Development la Svizzera si impegna inoltre per lo sviluppo di standard e linee guida comuni.

La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) del DEFR ha definito i principi per l'impegno con il settore privato in un documento di massima (https://www.seco-cooperation.admin.ch > Organisation > Partenariats). La SECO e la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del DFAE applicano questi principi in modo sistematico. Particolare attenzione è dedicata al principio della sussidiarietà e all'importanza di evitare distorsioni del mercato. La DSC sta elaborando nuove linee guida sulla collaborazione con il settore privato.

5./6. Il principio di non lasciare indietro nessuno ("Leave no one behind") è tenuto sistematicamente in considerazione in tutte le strategie della cooperazione svizzera allo sviluppo ed è dunque parte integrante della definizione dei progetti. Vale anche per la cooperazione con il settore privato.

Di regola le condizioni quadro per gli investimenti nei contesti fragili sono problematiche e gli investitori privati preferiscono non investire a causa del rischio (troppo) elevato. Gli uffici federali preposti alla CI della Svizzera mettono tuttavia a punto strumenti per creare, anche in condizioni molto difficili, possibilità di impegnarsi per il settore privato. Mediante i "Social Impact Incentives" la Svizzera può remunerare il contributo di un'impresa alla prevenzione o all'alleviamento di un problema sociale, come per esempio l'erogazione di cure sanitarie ai più poveri, in contesti fragili. Questo può attrarre ulteriori investimenti privati. Anche altri strumenti per i finanziamenti misti pubblico-privato ("blended finance") consentono, in condizioni avverse, un contributo da parte del settore privato all'attuazione del principio "Leave no one behind". Gli strumenti vengono regolarmente esaminati per verificarne l'efficacia nel creare posti di lavoro e nel ridurre la povertà.

Risposta del Consiglio federale.