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19.3706 · Interpellanza · 2019-06-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Confederazione e Cantoni hanno adottato la Strategia nazionale sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili 2017-2024. Riferendomi alla sua attuazione, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Condivide la convinzione che sia possibile, mediante misure di prevenzione oculate e scientificamente fondate (p. es. nel quadro di un check-up), ridurre in modo significativo il carico di malattia e i casi di decesso precoce determinati da malattie croniche tra la popolazione svizzera?

2. È disposto a raccomandare ai professionisti della salute, analogamente alle raccomandazioni ufficiali di vaccinazione, le misure preventive la cui efficacia è stata comprovata e alle quali bisognerebbe quindi ricorrere sistematicamente, il che avrebbe tra l'altro l'auspicabile effetto di evitare misure di scarsa utilità e i relativi costi?

3. È disposto ad aggiornare costantemente queste raccomandazioni nazionali ufficiali secondo le più recenti acquisizioni scientifiche, a diffonderle e a promuoverne l'attuazione?

4. Condivide l'opinione secondo cui le misure di prevenzione efficaci non sono attuate con coerenza e sistematicità sufficienti per sfruttarne appieno il potenziale e intende impegnarsi in tal senso, perlomeno nella stessa misura di quanto fa per la prevenzione delle malattie infettive o degli infortuni?

Begründung

In Svizzera, le malattie non trasmissibili causano l'80 per cento dei costi sanitari globali. Circa 2,2 milioni di persone soffrono di una malattia non trasmissibile. Ogni anno quasi 9000 persone muoiono prematuramente (prima del 70° anno di età) a causa di queste malattie. Le malattie non trasmissibili sono responsabili della metà degli anni di vita persi prematuramente (quelli ancora mancanti ai 70 anni) tra gli uomini e del 60 per cento tra le donne. Nonostante l'antico adagio popolare "prevenire è meglio che curare" rimanga pienamente valido, in Svizzera s'investe nella prevenzione solo il 2,2 per cento dei costi sanitari globali.

La promozione della salute e la prevenzione consentono di ridurre le malattie non trasmissibili e i costi provocati direttamente o indirettamente dal relativo carico di malattia. Confederazione e Cantoni hanno voluto integrare queste riflessioni nella Strategia nazionale sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili 2017-2014 (Strategia MNT). Gli obiettivi a lungo termine sovraordinati di questa strategia sono i seguenti:

1. Contenere l'aumento del carico di morbilità dovuto alle MNT.

2. Contenere l'aumento dei costi dovuti alle MNT.

3. Ridurre i decessi prematuri provocati dalle MNT.

4. Mantenere e migliorare la partecipazione e la produttività della popolazione sul piano economico e sociale.

La previdenza medica è una forma importante di promozione della salute e di prevenzione. Ad esempio è noto che una prevenzione sistematica del cancro all'intestino riesce a impedire la metà dei decessi dovuti a questo carcinoma, che in Svizzera provoca attualmente 1600 morti all'anno. È altresì noto che una breve consulenza medica può influire efficacemente sul comportamento di un paziente. Nel nostro Paese circa il 30 per cento dei decessi è riconducibile al consumo di tabacco, alla mancanza di attività fisica, a un'alimentazione malsana e all'alcol. Inoltre, circa il 25 per cento della popolazione adulta è ipertesa. L'ipertensione provoca più del 15 per cento dei decessi precoci, eppure quasi la metà delle persone interessate non ha avuto una diagnosi corretta o non è sottoposta a un trattamento coerente.

La Confederazione, da molti anni, s'impegna a giusto titolo nel settore della prevenzione delle malattie infantili. Emana raccomandazioni di vaccinazione per l'intera popolazione, promuove la vaccinazione mediante informazioni e campagne e ne facilita l'accesso. Investe anche grandi risorse per prevenire gli infortuni sulle strade, sul posto di lavoro e nella vita privata.

Il carico di malattia delle malattie non trasmissibili e i costi ad esso correlati superano ampiamente quelli delle malattie infantili, quelli delle malattie infettive e quelli degli infortuni. Vi è pertanto l'urgente necessità di procedere a una prevenzione mirata che promuova sistematicamente misure efficaci (ed eviti quelle inutili) volte a ridurre il carico di malattia, impedire i decessi precoci ed evitare costi assurdi.

Stellungnahme des Bundesrates

I professionisti della salute attuano già numerose misure preventive al contempo efficaci ed economiche, nonché in grado di ridurre ulteriormente il carico di malattia.

Occorre tuttavia distinguere tra le misure diagnostiche e quelle preventive, vale a dire tra la diagnosi precoce delle malattie e dei fattori di rischio e le misure di promozione della salute e di prevenzione.

Nel caso degli esami diagnostici precoci, va considerato che le prestazioni si rivolgono a persone (soggettivamente) sane; pertanto è possibile che compaiano risultati falsi positivi (sospetto di malattia in assenza della stessa) e falsi negativi (malattia non individuata). I falsi positivi comportano accertamenti successivi inutili, nonché potenzialmente dannosi e tensioni psichiche. Per tali motivi è importante eseguire soltanto esami per i quali è comprovato scientificamente che i benefici sono maggiori dei potenziali danni. Occorre inoltre garantire che questi esami diagnostici siano eseguiti correttamente e con la dovuta qualità. Il Consiglio federale li ritiene opportuni e ne auspica la promozione. Nell'ambito della diagnosi precoce, la Confederazione ha tuttavia competenze limitate: la legge sulle epidemie (RS 818.101) le conferisce soltanto le basi legali per attuare misure di diagnosi precoce per le malattie trasmissibili. Su queste basi, l'Ufficio federale della sanità pubblica elabora e pubblica, in collaborazione con la Commissione federale per le vaccinazioni, raccomandazioni vaccinali. Nel quadro dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie la Confederazione disciplina, su richiesta, l'obbligo di assunzione delle prestazioni per le misure di diagnosi precoce e può esentarle dalla franchigia se eseguite nell'ambito di programmi cantonali o nazionali.

L'avvio e l'attuazione di programmi di diagnosi precoce e prevenzione è compito dei Cantoni, altresì attivi in diversi ambiti, quali la diagnosi precoce del cancro al seno e del cancro all'intestino. Nel quadro del Dialogo sulla politica nazionale della sanità, Confederazione e Cantoni hanno adottato la Strategia nazionale contro il cancro (SNC). Una delle misure di questa strategia è stata l'istituzione di un comitato di esperti in diagnosi precoce del cancro, sostenuto congiuntamente dagli attori coinvolti, che ha il compito di elaborare e pubblicare raccomandazioni sulle misure da adottare in materia. Quanto alle altre malattie non trasmissibili, diverse associazioni mediche specialistiche pubblicano raccomandazioni sugli esami di diagnosi precoce. La fondazione Promozione Salute Svizzera ha un mandato legale nel settore della promozione della salute e della prevenzione (art. 19 e 20 della legge federale sull'assicurazione malattie) e sostiene, ad esempio, piani d'azione cantonali nel campo dell'alimentazione e dell'attività fisica.

I professionisti della salute ricoprono un ruolo fondamentale nella promozione della salute e nella prevenzione; per questo motivo il sostegno a favore della loro formazione e del loro perfezionamento è una misura importante della Strategia nazionale sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili. Nell'ambito di questa strategia, la Confederazione collabora infatti con i Cantoni e le associazioni specialistiche affinché la formazione di base dei professionisti della salute includa, ad esempio, consulenze sulla promozione della salute. La Confederazione partecipa altresì alla promozione dei corsi di perfezionamento, contribuendo segnatamente a migliorare la diffusione e il coordinamento dell'offerta. Inoltre, intende rafforzare l'autogestione dei malati cronici e dei loro familiari.

Risposta del Consiglio federale.